Verissimo, Noemi ha sofferto di derealizzazione: “Finita due volte in pronto soccorso”

A Verissimo Noemi racconta la derealizzazione vissuta prima di Sanremo, il percorso psicologico che l’ha fatta rinascere e il sostegno costante del marito Gabriele

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Una carriera sicuramente di successo quella di Noemi ma le difficoltà non sono mancate. Soprattutto agli esordi, durante i primi anni del suo percorso musicale, quando l’ex concorrente di X Factor ha sofferto di derealizzazione. Una condizione psicologica di cui è tornata a parlare a Verissimo, non nascondendo i suoi momenti di fragilità.

Noemi a Verissimo e la malattia della derealizzazione

Ospite di Silvia Toffanin, Noemi ha riaperto con disarmante lucidità il capitolo più fragile della sua ascesa: quello che ha preceduto il debutto sanremese con Sono solo parole. Ad oggi una della canzoni più belle e intense del suo repertorio, scritta da Fabrizio Moro.

Correva l’anno 2012, un punto importante della carriera di Noemi, vero nome Veronica Scopelliti. “Mi ricordo che nel 2012 durante le prove di Sanremo non vedevo bene. – ha ricordato a Verissimo – Essendo miope, all’inizio credevo fosse per le lenti a contatto, che fosse a causa della stanchezza oculare. Poi ho iniziato a tremare di notte. Dormivo con il mio compagno e mi ricordo di aver chiamato mia mamma per chiederle di dormire con me”.

Parlando dei sintomi della derealizzazione, la cantante 44enne ha spiegato: “Sentivo una sensazione di distacco, come se mi avessero tolto la parte di me che mi teneva attaccata al mondo, mi sentivo sotto a una campana di vetro. La mia casa discografica mi ha portato due volte in pronto soccorso in quel periodo perché stavo malissimo”.

Nonostante tutto Noemi ha trovato la forza per continuare il Festival di Sanremo, dove si è poi classificata al terzo posto: “Ci tenevo troppo a non perdere quell’occasione. Mi ricordo che mi dicevo: ‘Tu arrivi al microfono e canti’. Mi ricordo quelle scale infinite e quando arrivavo al microfono mi dicevo: ‘Concentrati sulla tua voce e canta’”.

La lotta con la derealizzazione è durata ben tre anni e Noemi ne è uscita solo grazie al supporto delle persone più care ma anche ad un aiuto concreto: “Ci ho messo tanti anni per mandare via quelle sensazioni. All’inizio avevo paura di fare un percorso psicologico, pensavo di risolverla da sola. Quando poi ho iniziato il percorso, è stato incredibile, è stato un rifiorire, un rinascere. Da lì ho capito di voler cambiare altre cose di me”.

Noemi e il supporto del marito Gabriele Greco

Accanto a Noemi, in silenzio e senza mai arretrare di un passo, il bassista Gabriele Greco: nella sua vita dal 2009, marito dal 2018. Diverso da lei, ha evidenziato l’artista, e forse proprio per questo indispensabile.

Un amore nato di slancio — con una convivenza quasi immediata, a un anno dal primo incontro — e cresciuto nella quotidianità, anche quando la luce dei riflettori si faceva più difficile da sostenere.

Ho capito subito che era l’uomo giusto per me, mi è piaciuto subito. Pensavo a lui di continuo e mi piaceva stare con lui, non ho mai usato strategie nei suoi confronti. E Gabriele ha fatto lo stesso con me, ci siamo trovati. Lui è molto più organizzato di me, io sono sulle nuvole. Lui è molto bravo”, ha rimarcato Noemi.