Verissimo, Littizzetto: quella parola che per Jordan e Vanessa è una ferita

Ospite di Verissimo per la prima volta nella sua carriera, Luciana Littizzetto ha raccontato quello che più la addolora del rapporto con i due figli affidatari

Madri naturali, madri adottive, madri affidatarie. Semplicemente, madri. L’intervista di Luciana Littizzetto a Verissimo ha aperto la discussione su un tema che non viene trattato spesso in tv. Si parla spesso di figli, di quello che sentono i genitori, dell’amore che provano per loro e di quello che si aspettano per la loro vita. Nessuno – o pochi – si preoccupano di quello che provano i ragazzi, di quello che vogliono e di quello che li ferisce. Lo ha fatto lei che, dismessi i panni di comica e scrittrice, ha spiegato quale sia il significato che attribuisce a Io mi fido di te, il titolo che ha scelto per il suo nuovo libro.

Verissimo, la prima volta di Luciana Littizzetto

Si è parlato di figli, d’amore, ma anche di dolore. Il dolore che si prova a pronunciare una sola parola, mamma, la prima per tutti noi. È innaturale che quelle due sillabe, quelle che dovrebbero racchiudere tutto il bene del mondo, siano state motivo di grande disagio per Jordan e Vanessa. I due bambini – oggi adulti – che Luciana Littizzetto ha preso in affido non riescono a chiamarla così, perché per loro la madre è una, una sola.

Una ferita che come donna si è portata dentro fin dal primo momento, nonostante si sia mostrata comprensiva rispetto al loro stato d’animo. “Me lo meriterei per curriculum”, ha scherzato, ma – in fondo – il suo più grande desiderio sarebbe quello di sentirsi chiamare così, in quel modo che ha sentito dentro. Non li ha portati in grembo ma li ha tenuti vicino al cuore, dove li porta ancora adesso nonostante siano cresciuti e indipendenti.

L’anima dei “bambini con le spine”

C’è un modo di andare oltre, in Luciana Littizzetto, che non è comune. Ed è così che è riuscita a comprendere il dolore dei suoi figli attraverso il suo desiderio di sentirsi chiamare mamma. Queste le sue parole a Verissimo:

“Io penso che sia comprensibile. Mentre nell’adozione il più delle volte il bambino non conosce il padre o la madre, quindi ha desiderio di incontrarli. I bambini in affido ci hanno vissuto insieme e quindi fanno fatica. I miei figli sono dispiaciuti, ma a loro non viene spontaneo. La madre non sono io. Fa ridere, perché quando sono con gli amici dicono mamma, mia madre. Poi divento Lù. Hanno già vissuto esperienze dolorose, quindi io li chiamo bambini con le spine. A volte succede ancora adesso, che tirino fuori questi ‘artigli’. Le relazioni umane si basano sulla fiducia. Questa è la cosa più importante, sia per i figli e sia per i genitori. Adesso sono degli adulti responsabili. Vanessa ha studiato, si è laureata e lavora a Milano. Jordan lavora nelle produzioni del cinema. Sono ragazzi normali, sono spiritosi, simpatici e intelligenti. Sono gentili, un valore che si sta perdendo. E questo per me è molto importante”.

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