The Voice Generations, le pagelle del 6 marzo: Clementino e Rocco Hunt esplosivi (8), la Clerici si commuove (7)

Nella prima puntata di The Voice Generations va in scena la commozione di Antonella Clerici, mentre Arisa e Loredana Bertè si raccontano senza filtri.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Antonella Clerici torna in tv con musica, sfide e grandi emozioni grazie a The Voice Generations, lo spin-off del famosissimo talent show. La prima puntata della trasmissione, in onda il 6 marzo 2026, non ha deluso le aspettative, con esibizioni da brividi, ma anche momenti divertenti e tanto talento.

Accanto alla conduttrice i confermatissimi giudici: Loredana Bertè, Clementino e Rocco Hunt, Arisa e Nek. Artisti chiamati a giudicare le esibizioni dei concorrenti nelle prime tre puntate dedicate alle celebri Blind Auditions.

Un format vincente che prende il volo. Voto. 9

Non era affatto scontato che The Voice Generations fosse un’idea vincente, invece il format è riuscito a stupire, andando oltre le aspettative. L’idea di mescolare artisti con età differenti infatti si rivela ottima, rendendo le performance ancora più emozionanti e le storie dei concorrenti originali, belle da scoprire e da raccontare.

The Voice dunque si rinnova restando fedele a sè stesso, innestando un meccanismo già ben rodato in un terreno tutto nuovo. Il risultato è una gara che diventa un racconto corale ed emozionante. L’idea è semplice, ma estremamente interessante. Sul palco infatti non salgono dei solisti, ma persone che sono unite da un legame. Dalla zia e la nipote che si sostengono a vicenda, alla coppia unita dall’amore per la musica, sino alla mamma e la figlia

Tutto ciò trasforma lo spin-off  in qualcosa di autonomo rispetto a The Voice Senior e The Voice Kids. Il percorso si articola in tre fasi. Si parte con le Blind Auditions, ossia tre puntate in cui i coach sono seduti spalle, senza poter guardare chi canta, lasciandosi guidare unicamente da ciò che sentono. Un momento – forse il più intenso – in cui tutto ciò che conta è la voce.

Se un giudice è convinto può voltarsi per aggiudicarsi i cantanti nella sua squadra. A rendere ancora più vivace questa fase c’è il Super Blocco, una vera e propria arma che ogni coach può usare una sola volta durante la fase delle Blind Auditions per impedire ad un collega di prendere un gruppo nel team. Uno strumento interessante che introduce tattica e competizione fra i giudici con colpi di scena davvero interessanti.

Cosa succederà dopo? Al termine delle tre Blind Auditions, ogni coach avrà creato la sua squadra composta da sette gruppi. A questo punto però entrerà in gioco il meccanismo del Cut che costringerà i giudici a selezionare solamente tre concorrenti.

Alla finale del 27 marzo dunque accederanno dodici gruppi. Un percorso breve e intenso, caratterizzato da una continua tensione anche grazie alle personalità forti dei giudici e all’intesa fra loro, ormai rodata.

Clementino e Rocco Hunt esplosivi. Voto: 8

Esplosivi, unici, divertenti: Clementino e Rocco Hunt insieme sono una forza della natura e due giudici capaci di dare ritmo alla trasmissione. Si travestono, inventano particolari premiazioni e scherzano con gli altri giudici, alzando anche l’asticella della competizione.

Sin dall’apertura lasciano intendere che la sfida sarà dura, prendendo di mira Nek e ironizzando riguardo la sua vittoria nelle precedenti edizioni di The Voice Senior e The Voice Kids. “Nek ha vinto l’edizione Senior, poi ha vinto quella Kids, quindi è chiaro che vincerà anche questa”, ride Rocco Hunt. “Se vinci ancora noi ce ne andiamo, basta”, conferma Clementino, mentre Nek prova a difendersi a modo suo: “Questo è un modo per portare sfortuna, non ci casco”, scherza.

Loredana Bertè signora di The Voice Generations. Voto: 7

Regina della musica e ora anche della tv, Loredana Bertè è la regina indiscussa di The Voice Generations. Presenza che non ha bisogno di presentazioni, voce straordinaria e carattere forte, la Bertè nello show di Antonella Clerici non fa semplicemente il giudice, ma se stessa, regalando uno spettacolo unico. La sua competenza musicale è rara e non fa sconti. Ciò che rende Loredana Bertè irripetibile in questo format non è solo quello che sa, è come lo dice. Ironica e tagliente, con tempi televisivi perfetti, si racconta senza retorica, con quella franchezza che la caratterizza.

Così ricorda il primo incontro con il suo primo marito, l’ereditiere Roberto Berger. Le prime parole sul volo per New York, l’idea che lui facesse il parrucchiere (invece era milionario) e la serata romantica nella Grande Mela. Sino alle nozze celebrate nel 1983. Un pezzo di storia personale, ma anche pubblica, interessante da ascoltare.

Nek vero showman. Voto: 8

Genuino, divertente e sempre al centro del dibattito, Nek è il vero grande showman di The Voice Generations. Si diverte in modo sincero e questo traspare attraverso la televisione. La sua competenza musicale è solida, ma a conquistare è soprattutto il suo lato umano. Quando racconta la sua gelosia per la figlia Beatrice fa sorridere ed emoziona quando abbraccia i concorrenti che hanno scelto di essere in squadra con lui. È forse il coach più accessibile del programma, quello che riesce a mettere a proprio agio i concorrenti anche nei momenti di maggiore tensione. Non ha il graffiante di Loredana Bertè né la stravaganza di Clementino, ma è proprio l’affidabilità a renderlo speciale.

La tenerezza di Arisa. Voto: 7

Sul palco della trasmissione, Arisa porta tutta la sua sensibilità, non solo musicale, riuscendo a cogliere tante sfumature ed emozionando il pubblico in un modo che non è mai calcolato. Quando parla ai concorrenti lo fa con una franchezza che colpisce, raccontandosi con una tenerezza che non ha filtri. Una caratteristica che la rende particolarmente adatta ad un format come The Voice Generations, dove al centro c’è il legame umano prima della competizione.

I concorrenti e storie che emozionano. Voto: 9

A rendere emozionante The Voice Generations sono soprattutto i concorrenti, selezionati con grande cura non solo per via del talento, ma anche per storie particolari. Così sul palco arrivano Antonio e Flora, lei giovanissima, lui amico della mamma, appassionati di musica e pronti a cantare La Cura per me di Giorgia, emozionando Arisa e facendo commuovere Antonella Clerici

Arrivano poi Ilaria e Solomia, mamma e figlia fuggite dalla guerra in Ucraina con un legame speciale e una storia che stringe il cuore. Proprio come quella di Matilde e sua zia, decise a coltivare l’amore per la musica, nonostante l’opposizione di tutti. E poi ci sono Mariagrazia e Gennaro, coppia di innamorati contro gli stereotipi, e persino Liliana, vocal coach di Ignazio Boschetto, insieme a suo figlio.