Taratata torna dopo le due puntate evento dello scorso febbraio. Quella che conclude l’esordio su Mediaset dello show che fu inizialmente di Rai1, è una serata speciale dal titolo Tutto in una notte: perché in un solo appuntamento sono state riproposte le più grandi esibizioni dello grande show canoro condotto per la prima volta da Paolo Bonolis. Un programma che si scrive da solo, tra una grande canzone e l’altra la notte procede piacevolmente e senza interruzioni, e quasi non serve neppure un conduttore. Non servono presentazioni, d’altronde, per nomi come Giorgia, Emma o Max Pezzali. Le pagelle, però, sono doverose: ecco i nostri voti ai protagonisti di Taratata, in onda martedì 10 marzo.
Paolo Bonolis è sprecato. Voto: 6
Il nuovo re di Mediaset è Gerry Scotti, e agli altri restano le briciole. Paolo Bonolis, però, si meriterebbe di più. Si torna – e non ce n’era davvero bisogno – a Striscia la Notizia; si offre una possibilità di troppo a Max Giusti; un’altra a Pino Insegno. E Bonolis? Sono anni che si promette un ritorno de Il senso della vita, ma ancora nulla di fatto. Lo storico presentatore di Ciao Darwin torna sul piccolo schermo in un ruolo marginale, che non gli appartiene.
Bonolis è sprecato, a lui due paroline tra una canzone e l’altra non bastano mica. Si nota il suo desiderio di parlare, di giocare con le parole e usare quei termini dal gusto retrò che sono il suo segno distintivo. Il suo desiderio è palese, e di certo anche al pubblico a casa farebbe piacere tornare ad ascoltarlo davvero. Un vero peccato dover dare appena un 6 a questo grande maestro della tv, ma l’esibizione non è certo memorabile, seppur non sia di certo colpa sua. Un 6 politico in attesa di poter tornare a giudicare Bonolis in un contesto alla sua altezza.
Giorgia prezzemolina. Voto: 10
Tra le più presenti sul palco di Taratata – Tutto in una notte c’è Giorgia. La cantante è raggiante e, sorprendentemente, anche ben vestita. Brilla nell’abito blazer tempestato di cristalli, con il tocco rock degli stivali in pelle. D’altronde, non si fa molto caso a ciò che indossa quando inizia a cantare. Giorgia è la più bella voce che la musica italiana abbia accolto negli ultimi vent’anni e ascoltarla è sempre una grande emozione. Il medley dei suoi più grandi successi fa partire la serata con il piede giusto, ma non è tutto.
Giorgia è inarrestabile e, dopo aver cantato in solitario, fa da spalla a Emma Marrone prima e a Max Pezzali dopo. La sua versione di Hanno ucciso l’Uomo Ragno si meriterebbe un disco a sé. Insomma, a Giorgia non le si può dire proprio nulla e di certo non le si può dare altro che il voto più alto possibile.
Emma sbaglia look ma non tonalità. Voto: 8
Emma Marrone negli ultimi anni si è trasformata in una vera fashion victim. Dimenticati gli anni da ragazza della porta accanto, ha trovato un proprio stile deciso e accattivante. Sui social e ai concerti sfoggia outfit all’ultima moda, roba da far invidiare a una tiktoker adolescente. E che sorpresa amara allora ritrovarsela stasera vestita come una prozia alla Cresima della nipotina. Quella camiciona verde dove l’avrà mai pescata e come le è venuto in mente di abbinarla alla gonna a matita e, come se non bastasse, metterci anche delle calze in pizzo? L’outfit si meriterebbe un bel 2.
A far salire vertiginosamente il voto ci pensano le intense esibizioni offerte dalla cantante pugliese nel corso della serata. Emma si mangia il palco da sola, è un vulcano di energia assieme a Giorgia, ammaliante al fianco di Elisa. Così brava, e pure simpatica, che un brutto voto non riusciamo proprio a metterglielo: alla fine ci strappa un 8 tondo tondo.
Max Pezzali e Ligabue, operazione nostalgia: 6
Accendi la tv e hai la sensazione di fare un salto indietro di oltre un decennio, di essere tornata agli anni del liceo, quando facevi le ore piccole cantando Certe Notti a squarciagola e andando in motorino in due urlavi al mondo i tuoi Anni d’oro. Il dolce ritorno al passato è gentilmente offerto da Max Pezzali e Ligabue, sempre gli stessi perché nessuno vuole che cambino.
L’ex leader degli 883 ci omaggia della dolcissima Una canzone d’amore, la stessa che ci ha recentemente riproposto anche al Festival di Sanremo. Ligabue ripropone i suoi brani più famosi, rallegrati dalla voce graffiante di Emma Marrone. Nulla di nuovo, ed è proprio questo che ci piace.
Giorgio Panariello, fa ridere anche controvoglia. Voto: 7
Unico ospite non canterino di Taratata è Giorgio Panariello, che per l’occasione ripropone il personaggio di Luciano, uomo medio della provincia toscana, sposato con una donna invecchiata male e afflitto da una suocera invadente. Ebbene sì, l’ennesimo sketch comico in cui un maschio ci rifila battute sull’aspetto fisico della consorte e sul brutto carattere della mamma di tale consorte. Siamo nel 2026, speriamo davvero di non doverne subire altri negli anni a venire.
Il problema è che Giorgio Panariello fa ridere comunque. Anche quando ti indigna, anche quando non vorresti concedergli neppure un lieve sorriso. Panariello è bravo, irresistibile e il biasimo si accompagna sempre a una fragorosa risata. Lo promuoviamo, ma a malincuore.
Biagio Antonacci, la camicia ruba la scena. Voto: 8
Non sappiamo chi sia stato lo stylist di Biaggio Antonacci a Taratata, ma se potessimo chiamarlo giusto un minuto avremmo ben più di una rimostranza da fargli. Il cantautore più amato dalle mamme di tutta Italia si è presentato sul palco con un’improponibile camicia psichedelica che, a guardarla troppo intensamente, sarebbe in grado di causare labirintiti ed emicranie.
Difficile distogliere l’attenzione dall’outfit, eppure alla fine ce la si fa. Perché quando Antonacci canta Se io, se lei non si può che chiudere gli occhi e lasciarsi andare a un canto sfrenato. Proprio quello che ha fatto l’intero pubblico presente alla ChorusLife Arena di Bergamo. Proprio quello che abbiamo fatto noi dal divano di casa che, infine, ci troviamo costretti a promuovere l’affascinante Biagio e il suo assurdo look.
Elisa, fuori classifica.
Quanto ci manca Elisa. Perché la si vede così poco in giro? Perché non fa un nuovo disco, ci accontenteremo anche di un solo singolo. La fata rock della musica italiana gioca in un campionato a parte e non oseremmo mai darle un voto: lei è sempre promossa.