Il futuro del Festival di Sanremo è alquanto incerto. Se l’edizione 2026 è alle porte e ormai blindata, ben differente è la situazione per la kermesse del 2027. Nel 2024 era stato annunciato Carlo Conti con l’idea di proseguire con lui per tre anni.
Il ben noto conduttore toscano ha però rivelato di voler appendere il microfono al chiodo (non in toto ma per questa manifestazione) dopo questa edizione. Le cinque serate non sono ancora iniziate e già ci si ritrova, dunque, a discutere del futuro. Chi ci sarà al suo posto? Il diretto interessato ha fornito degli indizi, peccato che siano contrastanti tra loro.
Sanremo 2027, il dopo Carlo Conti
Non è trascorso molto, tutt’altro, da quando Carlo Conti ha scherzato sul profilo ideale del suo successore. Di fatto per molti aveva fatto nome e cognome, pur senza pronunciarli. Servirebbe un “volto più giovane, aitante e belloccio”.
Parole che avevano fatto scattare immediatamente l’associazione con Stefano De Martino. Qualcuno in realtà si aspettava questa ghiotta chance per il presentatore napoletano già nel 2025, magari al fianco di Geppi Cucciari. Ora che ha accumulato un po’ d’esperienza in più con Affari Tuoi, la scelta risulta quasi scontata.
Il pubblico lo apprezza molto, al netto di una possibile sovraesposizione dovuta al tipo di trasmissione che oggi guida ogni sera. Da considerare poi come il suo contratto Rai prevederebbe proprio un’opzione per Sanremo 2027.
Tutto però è stato stravolto. I pezzi sulla scacchiera sono totalmente confusi e a generare questo caos inaspettato è stato proprio Carlo Conti. Le sue dichiarazioni più recenti, infatti, smentiscono quelle precedenti, o quasi.
Carlo Conti boccia De Martino
Intervenuto ai microfoni di Radio Subasio, Carlo Conti ha corretto un bel po’ il suo stesso tiro. Sembra quasi siano giunte indicazioni dall’alto. È possibile che siano in corso delle valutazioni e, dunque, si voglia evitare una sorta di autogoal.
“Serve qualcuno che abbia il know how e l’esperienza, le ore di volo per poter guidare una macchina del genere”. Di colpo, dunque, una vera doccia fredda per chi immaginava già un Sanremo affidato al popolarissimo De Martino che, per quanto amato, non ha di certo dalla sua gli anni d’esperienza di Amadeus, per fare un paragone recente.
La kermesse non è solo conduzione, presenza scenica e simpatia. Si vive in un delicatissimo equilibrio tra Tv, musica, industria, politica editoriale e gestione delle pressioni. Un peso enorme che forse il presentatore potrebbe condividere con qualcuno (no, non parliamo di Herbert Ballerina e della banda di Stasera tutto è possibile).
Doppia conduzione o separazione dei ruoli
Le opzioni sul tavolo sono diverse ma non tantissime. Carlo Conti ha parlato di “imbarazzo della scelta” ma, in realtà, le possibilità non sono poi così tante. Si fa così largo un’ipotesi: la separazione dei ruoli.
Conti ha sottolineato come “il ruolo più importante è la direzione artistica del Festival”. Un ritorno al passato, sotto questo aspetto, consentirebbe una soluzione apprezzata dal pubblico e una dagli artisti, senza dover storcere il naso e gravare eccessivamente sulle spalle di un “giovane”.
La verità, però, è che si potrebbe anche soltanto decidere di premiare la lunga carriera di Geppi Cucciari, per alcuni in pole nel 2025. Esperienza e capacità sono decisamente comprovate, così come l’apprezzamento da parte del pubblico. Non sarebbe la professionista più bipartisan del panorama televisivo ma, senza dubbio, in cima alla lista delle più meritevoli.