Chi ha amato Il Diavolo veste Prada, nel lontano 2006, ha sognato per decenni di avere tra le mani la rivista di Miranda Priestly, quel Runway sogno proibito e delizia dei fan. Oggi quel sogno è diventato realtà e grazie al sequel del film cult con Anne Hathaway e Meryl Streep il magazine arriva in una vera edicola pop-up nata appositamente per il lancio de Il Diavolo veste Prada 2. E c’è chi in questi giorni sta facendo ore di fila per accaparrarsela. Ma c’è anche chi avendola tra le mani ha deciso di sbarazzarsene rivendendola su Vinted a prezzi altissimi. Una cosa che sta facendo imbestialire tantissimi fan.
Il Diavolo veste Prada 2 è un enorme successo
Il nuovo capitolo riporta in scena un universo fatto di passerelle, redazioni spietate e sogni ad alta quota e, nel giro di 24 ore, conquista il box office: Il Diavolo veste Prada 2 è già un successo strepitoso. E il motivo è semplice: distanza di anni il film riesce ancora a parlare a un pubblico trasversale e mette sul piatto la crisi dell’editoria, un argomento che tocca tutti (anche chi non se ne accorge).
Il lancio del sequel – che vede tornare il vecchio cast da Meryl Streep a Anne Hathaway, da Emily Blunt a Stanley Tucci – è stato accompagnato da un’operazione promozionale studiata nei dettagli, pensata per coinvolgere direttamente i fan. Tra queste iniziative, una in particolare ha catturato l’attenzione: la creazione di una versione reale di Runway, la rivista di Miranda Priestly simbolo per eccellenza del film.
Non un semplice gadget, ma un prodotto editoriale vero e proprio, con contributi di nomi di primo piano come Annie Leibovitz per le immagini e Greta Gerwig per un contenuto esclusivo. Un oggetto pensato per diventare iconico, proprio come il film da cui nasce.
Runway è gratuito, ma c’è chi lo rivende
La rivista è stata distribuita gratuitamente in alcune città chiave del panorama internazionale – Los Angeles, New York, Londra e, da noi, Milano – attirando immediatamente l’attenzione degli appassionati. In poche ore si sono formate lunghe attese davanti ai punti di distribuzione, dove le persone sono disposte a restare in fila per ore pur di ottenere una copia.
Ma non tutti avevano lo stesso obiettivo. In tempi rapidissimi, diverse copie sono comparse online su piattaforme di second hand come Vinted o eBay, con cifre decisamente elevate rispetto alla natura gratuita dell’iniziativa. Alcuni annunci partono da qualche decina di euro, altri superano abbondantemente i cento.
Una situazione che ha acceso immediatamente le polemiche sui social. C’è chi racconta di aver temuto di rimanere senza dopo ore di attesa e chi ha notato comportamenti sospetti, con presenze ripetute in fila giorno dopo giorno. A rendere la vicenda ancora più spinosa è il nodo delle regole: essendo un prodotto promozionale, la sua messa in vendita online lascia più di qualche dubbio.
Ma soprattutto c’è una cosa che ci chiediamo: quando qualcosa nasce per essere condiviso con i fan e finisce subito in vendita da qualcuno che, quei fan, li ha scavalcati e raggirati siamo ancora nel terreno della passione o in quello, molto più freddo, del guadagno a tutti i costi? Il dubbio rimarrà, ahimè.