Antonello Venditti è tornato a Domenica In. Esattamente un anno dopo l’ultima intervista con Mara Venier. Anche questa volta c’è stata tra i due una lunga chiacchierata, che ha toccato diversi temi, tra carriera e vita privata. E non sono mancati retroscena e confessioni inedite, come quelle su Annalisa e Angelina Mango.
L’intervista di Antonello Venditti a Domenica In
Sincero, ironico e profondamente umano. Antonello Venditti ha regalato al pubblico di Domenica In una lunga intervista fatta di ricordi, confessioni e riflessioni sul mondo della musica e sulla propria vita privata.
Nel salotto di Mara Venier, il 77enne ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, alternando leggerezza e temi molto delicati.
L’occasione era la presentazione del nuovo album Daje, in uscita il 19 giugno 2026, ma il dialogo si è rapidamente trasformato in un racconto più intimo. Venditti ha parlato del suo rapporto complicato con la televisione e con l’immagine pubblica: “Non mi piace perché spesso è apparenza, non verità”, ha spiegato, sottolineando quanto gli pesi l’idea che le persone costruiscano un giudizio soltanto attraverso lo schermo.
Una riflessione che si lega alla sua recente decisione di allontanarsi dai social network. “Il 23 dicembre scorso ho scelto di cancellarmi. Ho smesso con le immagini e sono tornato a scrivere”, ha confidato, aggiungendo con sarcasmo una delle battute che hanno fatto sorridere lo studio: “Oggi in Italia è raro persino saper leggere e scrivere”.
Antonello ha parlato pure dei talenti di oggi, mostrando grande apprezzamento per alcune delle artiste più popolari della nuova scena musicale italiana.
Secondo il cantautore, figure come Annalisa e Angelina Mango rappresentano un modello artistico completo, capace di unire linguaggi diversi proprio come faceva Raffaella Carrà. “Lei sapeva fare tutto, gestiva più arti. Oggi ragazze come Annalisa e Angelina Mango hanno quella stessa capacità”, ha assicurato.
Non è mancata però una sottile critica verso una parte dell’industria musicale contemporanea: “C’è anche chi fa musica per vendere altro”, ha commentato, lasciando intendere come il mercato rischi spesso di privilegiare dinamiche commerciali più che il talento autentico.
Tra i ricordi più intensi dell’intervista quello dedicato a Federico Fellini, con cui Venditti aveva stretto un rapporto speciale. “Oggi lo definirebbero visionario, ma era un pezzo unico”, ha ribadito. Poi un aneddoto diventato quasi cinematografico: “Anche al ristorante trasformava le persone comuni in personaggi, come se tutto fosse un set”. Un’esperienza che gli ha insegnato “l’ampiezza della vita”.
Il dolore della depressione e la commozione di Mara Venier
Il momento più toccante è arrivato quando Antonello Venditti ha affrontato il tema della depressione, ricordando il periodo difficile vissuto negli anni Ottanta, proprio mentre viveva una fase professionale grande successo.
A tendergli la mano fu Lucio Dalla, amico e collega che intuì immediatamente il suo disagio. “Mi ha salvato la vita”, ha confessato Venditti. “Aveva capito che stavo male davvero. Mi disse: “Devi andare via da Roma” e mi portò a Carimate. Un vero amico ti prende per mano quando vede quello che gli altri non vedono”. E a lui è dedicato uno dei brani più belli e intensi del suo repertorio: Ci vorrebbe un amico.
Parole che hanno profondamente colpito Mara Venier, visibilmente emozionata durante l’intervista. Tra i due il rapporto è infatti molto stretto da anni e non sono mancati siparietti più leggeri e ironici. “A un certo punto ero diventato il tuo consulente per gli uomini”, ha scherzato Venditti, facendo sorridere la conduttrice.
Poi però la commozione ha preso il sopravvento. “Devo dirti grazie per la tua amicizia e per quello che mi hai detto prima in camerino”, ha confessato Mara Venier con la voce rotta dall’emozione.
Nel finale, il cantautore ha parlato della sua famiglia e dei quattro nipoti, soffermandosi in particolare su uno di loro e sulla sua fede calcistica: “Mio nipote di dieci anni è un fenomeno del calcio, la speranza della Roma del futuro“.
Un sorriso finale dopo un’intervista intensa, capace di raccontare fragilità, talento e legami autentici.