Soddisfazione sessuale femminile, come viene condizionata dagli uomini

Secondo diversi studi internazionali, il piacere sessuale femminile sarebbe condizionato dai cosiddetti imperativi fallocentrici

Quando si parla di sessualità al giorno d’oggi, è innegabile la tendenza a mettere quasi sempre in primo piano la soddisfazione intima maschile.

In questi casi, si discute più precisamente di imperatico fallocentrico, un approccio che permea fortemente la nostra cultura. Tale quadro può avere un’influenza sul piacere femminile? La scienza ha cercato più volte di sciogliere questo interrogativo. Tra i vari studi effettuati, è possibile citarne uno del 2018, portato avanti da un’equipe attiva presso la University of Arkansas.

Secondo questa ricerca, che ha analizzato le risposte di 2.291 donne (303 delle quali omosessuali), il raggiungimento dell’orgasmo è mediamente più frequente quando si hanno rapporti intimi con altre donne.

Questi dati, affini a quelli emersi da altri due studi effettuati nel 2010 e nel 2014, devono essere letti tenendo sempre conto che il picco del piacere non è il principale metro di misura della soddisfazione sessuale. Non si può però negare un collegamento tra i due aspetti, chiaro soprattutto quando si ha a che fare con momenti di ansia dovuti proprio al mancato raggiungimento dell’orgasmo.

Tornando un attimo allo studio del 2018, si ricorda che gli esperti che l’hanno condotto sono partiti in particolare da due aspetti, ossia l’imperativo al coito e il focus eccessivo sull’orgasmo maschile. Secondo il Dottor Malachi Williams e la sua equipe, quando si parla di imperativo al coito si inquadra la tendenza a prediligere i rapporti contraddistinti dalla penetrazione vaginale.

Per quanto riguarda invece il secondo punto, è necessario chiamare in causa i numerosi dati della letteratura medica che ci ricordano come, nella maggior parte dei casi, con il raggiungimento dell’orgasmo da parte del partner maschile arrivi a conclusione il rapporto sessuale.

Le donne che hanno rapporti omosessuali non hanno a che fare con queste situazioni; tale aspetto, secondo gli studiosi che hanno condotto la ricerca rappresenterebbe un maggior incentivo al raggiungimento dell’orgasmo.

La tematica è senza dubbio ampia e complessa. Come già detto, nel corso degli anni non sono mancati gli studi in merito. Degna di nota a tal proposito è la ricerca dal titolo Notes from the Back Room: Gender, Power, and (In)Visibility in Women’s Experiences of Masturbation, firmata da Breanne Fahs ed Elena Frank ed effettuata su un campione di 20 donne.

Questo studio del 2014 ci ha permesso di scoprire che, in molti casi, la semplice stimolazione clitoridea senza auto-penetrazione viene considerata strana dalle donne che praticano l’autoerotismo. Sempre grazie al lavoro di Fahs e Frank, è emersa la tendenza a considerare la masturbazione femminile come una potenziale causa di ferita per l’ego del partner, ennesimo segno di come ci siano effettivamente dei passi da fare per scindere il piacere della donna dagli imperativi fallocentrici.

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