A lezione di anatomia: alla scoperta di vulva, vagina e clitoride

Quante donne conoscono la propria anatomia, dentro e fuori? Quante donne si sono guardate con uno specchio per capirci di più?

Cristina Critelli Ginecologo, Sessuologo e Psicoterapeuta Dal 2000 si occupa di disfunzioni sessuali, in particolare di dolore sessuale e vaginismo, con un approccio integrato, utilizzando anche EMDR.

Anatomia femminile

Tante volte abbiamo detto che l’anatomia femminile, per il fatto di essere parzialmente nascosta, interna, è più difficile da esplorare, ma basta munirsi di uno specchietto, una buona illuminazione e magari un po’ di lubrificante, per chiarirsi le idee. Siete pronte? Partiamo!

anatomia vagina

Nell’anatomia femminile si distingue una parte interna (ovaie, utero, tube, vagina) e una parte esterna. Se vi state guardando, quello che vedete è la vulva, cioè la parte più esterna. La vulva è composta da varie parti, in alto c’è il Monte di Venere un’area a forma di triangolo rovesciato, sotto alla cute in questa zona c’è un pannicolo adiposo variabile da donna a donna. Il Monte di Venere prima della pubertà è privo di peli, poi con l’attivazione della secrezione ormonale della pubertà si ricopre di peli.

Scendendo verso la radice delle cosce troviamo le grandi labbra o labbra esterne, sono due pliche cutanee nello spessore delle quali si trova tessuto adiposo. Delle due superfici, quella che guarda verso la radice delle cosce alla pubertà viene ricoperta di peli, mentre la superficie interna quella cioè che guarda verso le piccole labbra, rimane glabra ma è ricca di ghiandole che producono sebo.

All’interno delle grandi labbra troviamo le piccole labbra o labbra interne, sono glabre, cioè prive di peli, anche nelle donne adulte e hanno una grande variabilità di forma e di dimensione, spesso anche con asimmetrie tra destra e sinistra più o meno evidenti. In alcune donne le piccole labbra rimangono interne alle grandi labbra, in altre donne invece sporgono più in fuori.

Le grandi labbra si uniscono una all’altra soprattutto in avanti (commessura anteriore) mentre posteriormente si perdono sulla cute circostante. Anche le piccole labbra si incontrano sulla linea mediana, anteriormente si sfioccano in due piccole pliche, una anteriore che forma il prepuzio del clitoride ed una posteriore il frenulo del clitoride. Cioè le piccole labbra formano una sorta di copertura che riveste il glande clitorideo cioè la parte più sensibile e ricca di terminazioni nervose. Inoltre le piccole labbra delimitano uno spazio interno che si chiama vestibolo vaginale, dove potete vedere dall’alto verso il basso il clitoride, lo sbocco dell’uretra e l’ingresso della vagina.

Anatomia interna

Oltre alle strutture visibili, ci sono le ghiandole accessorie, le ghiandole vestibolari maggiori (ghiandole di Bartolino) e le ghiandole di Skene.

Prima di andare a vedere com’è fatta la vagina, intratteniamoci ancora sul clitoride, perché è un organo complesso e molto più grande e articolato rispetto a quello che si vede.

clitoride

Possiamo immaginarlo come una specie di Y rovesciata: la parte centrale somiglia al collo di un cigno ripiegato in avanti, con una parte più sporgente e ricca di terminazioni nervose (il glande clitorideo): la parte centrale che scende si chiama corpo del clitoride ed è poggiato sulla sinfisi pubica da cui si dipartono due radici del clitoride che si proiettano verso l’interno lungo la parete vaginale. Il corpo e la radici del clitoride sono invece costituite da tessuto cavernoso, cioè da un tessuto molto simile ai corpi cavernosi del pene e si riempiono di sangue durante l’eccitazione, determinando il turgore del clitoride. Stessa cosa avviene a livello dei bulbi vestibolari, due strutture spongiose che si trovano all’entrata della vagina, lateralmente all’uretra in profondità. Arrivati a questo punto non resta altro che andare a sentire com’è fatta la vagina.

A delimitare l’ingresso della vagina troviamo un’altra piccola struttura anatomica, cioè l’imene. L’imene è un sottile anellino di tessuto elastico che restringe parzialmente l’ingresso in vagina. L’imene è fatto proprio come un anello, quindi ci si passa attraverso facilmente, proprio perché si distende bene. Può avere una forma ed una consistenza variabile ma fisiologicamente non è un muro, né una barriera. Se durante la penetrazione o la masturbazione vi sembra che non c’è spazio o che la dilatazione è particolarmente dolorosa è bene farsi controllare. L’imene generalmente si distende con i primi atti penetrativi, questo può in alcuni casi determinare qualche lieve perdita di sangue, non un’emorragia! A questo punto, siamo sulla porta della vagina. Non possiamo vederla da fuori, possiamo sentire com’è fatta, inserendo un dito. È un canale che confina con uretra e vescica davanti e con l’ano posteriormente, ha una struttura molto elastica, tale che la rende dilatabile in base a ciò che la occupa, da un dito ad un neonato al momento del parto.

La vagina è una cavità virtuale, questo vuol dire che le pareti sono accollate l’una all’altra e si dilatano quel tanto che basta per distendersi intorno a ciò che penetra. Quindi non aspettatevi di trovare un canale vero e proprio, ma preparatevi a sentire il dito abbracciato tutto intorno dalla mucosa vaginale. La vagina è naturalmente umidificata e con delle rughe orizzontali che sono assolutamente normali.

Nella parete vaginale anteriore c’è un’area che si chiama complesso CUV, che sta per clitoride-uretra-vagina; si tratta di un’area funzionale estremamente sensibile alla stimolazione sessuale, area dove si incontrano fibre provenienti da queste tre strutture. Verso l’alto, il canale vaginale abbraccia il collo dell’utero, se spingete il dito in profondità potete sentirlo come una sporgenza. Se vi state chiedendo come si tengono sospese queste strutture visto che il bacino sotto è aperto, la risposta sta nei potentissimi muscoli del pavimento pelvico insieme a legamenti. Quest’insieme di muscoli è particolarmente importate, non soltanto per la tenuta, ma anche per la sessualità per il parto e per la continenza urinaria e fecale. Prendiamocene cura.

Messaggi:

  • l’anatomia è uguale ma nessuna donna (e nessun uomo) è identica all’altra;
  • le asimmetrie entro certi limiti sono fisiologiche;
  • osservarsi e capire come funzioniamo, è di grande aiuto per il proprio benessere, per la salute e per la propria sessualità.

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