Orgasmo femminile, cosa accade al corpo e cosa si prova

Intorno all'orgasmo femminile c'è ancora molto mistero. Per alcuni non esiste, per altri ne esistono almeno dieci e c'è chi lo considera uno stato che unisce vita e morte. Ecco cosa succede al corpo femminile e cosa si prova

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Alfonsa Sabatino

Editor specializzata in Lifestyle e Sessualità

Scrive di lifestyle, benessere, viaggi. Ascolta le storie e dalle storie che ascolta e vive prende spunto. Con la nascita dei figli non ha smesso: è semplicemente diventata più veloce.

Forse esiste, forse no. L’orgasmo femminile potrebbe essere l’obiettivo della nostra sessualità, mentre altre di noi si lasciano travolgere dal piacere a prescindere dal raggiungimento dell’orgasmo. E ne sono soddisfate e appagate comunque. Può essere un segnale indispensabile e rassicurante per lui; mentre a volte il nostro partner ci liquida con un “sei venuta?”, senza aver compreso e ascoltato il nostro godimento. Non si capisce fino in fondo quanto l’orgasmo possa determinare la soddisfazione in una relazione sessuale. Intorno all’orgasmo femminile c’è ancora molto mistero, e se secondo alcuni studiosi non esiste perché la costituzione organica femminile è troppo complicata per permetterlo e perché a livello evoluzionistico non serve, secondo altri studi esiste in almeno dieci forme diverse.

Non è uguale per tutte

«Non per tutti l’orgasmo ha lo stesso significato» spiega la dottoressa Giorgia Rosamaria Gammino, psicologa e sessuologa clinica di Padova. «Per questo è importante partire dalla nostra visione personale. Cercare di darne una definizione precisa e sempre valida per tutti priva l’orgasmo di magia e di mistero, e presuppone quasi che ci sia un’idea di orgasmo valida con cui confrontare il nostro. Sottintende inoltre che l’orgasmo debba esserci per forza e che sia l’obiettivo finale di un rapporto sessuale. Nella sessualità però non ci sono regole prestabilite. Non c’è un giusto o uno sbagliato, un poco e un tanto. E soprattutto, la nostra maniera di vivere il piacere, la nostra maniera di fare l’amore, la nostra maniera di vivere la sessualità è unica e legittima sempre, purché non ci faccia soffrire».

Orgasmo: cosa succede al corpo

Quello riconosciuto come orgasmo femminile vaginale, il più comune, è un fenomeno neuromuscolare che si realizza con uno spasmo muscolare intenso e continuo, che arriva in seguito alla stimolazione della clitoride o alla penetrazione vaginale. Ma il gioco inizia prima, e sbagliano i maschi a tuffarsi sulla testa della clitoride o sulla penetrazione senza preparare il corpo prima. I preliminari, i baci passionali, gli abbracci servono a far crescere l’eccitazione. In questa fase la vagina si prepara e si lubrifica, mentre la clitoride velocemente si dilata grazie all’afflusso del sangue. Questa zona poi si ritira verso l’interno e le piccole labbra diventano sempre più scure. A pochi secondi dal raggiungere il piacere, la vagina diventa molto più piccola, la clitoride si ritira e tutta la zona viene maggiormente irrorata di sangue. Durante l’orgasmo i muscoli pelvici e la vagina subiscono alcune contrazioni muscolari, che pare siano più forti delle contrazioni nell’eiaculazione maschile. Una volta terminato, la clitoride riacquista le sue dimensioni naturali e la donna è nuovamente pronta per raggiungere un’altra volta il piacere.

Almeno 10 tipi di orgasmo

La domanda più opportuna e corretta del partner non è “Sei venuta?” ma “Come sei venuta?”. Già, perché secondo la scienza, la donna, a differenza dell’uomo, può sperimentare orgasmi diversi, almeno di dieci tipi. Esiste quello vaginale, clitorideo, multiplo, sequenziale, anale, a fusione, fai da te, onirico e ancora tanti altri.

  • Il classico è l’orgasmo vaginale, esplosivo, con contrazioni pubococcigei e perianali che vengono seguiti da un rilassamento e forte sensibilità. È importante la penetrazione, ma anche i preliminari, il ritmo.
  • L’orgasmo clitorideo si raggiunge stimolando la clitoride ed è detto erroneamente superficiale. In realtà la testa della clitoride, il bottoncino, è solo la punta di un organo molto più esteso e ipersensibile, la cui stimolazione provoca orgasmi molto potenti e diffusi.
  • L’orgasmo anale non sembra troppo diffuso tra le donne, ancora un po’ impaurite da questa sessualità, considerata poco naturale, un po’ forzata e passiva.
  • L’orgasmo sequenziale prevede un apice di piacere dietro l’altro, ma con alcune pause fisiologiche (anche se più brevi di quelle di cui han bisogno gli uomini).
  • L’orgasmo multiplo non ha pause e l’orgasmo risulta essere molto lungo, potente, a ondate ma continue.
  • Poi ci sono gli orgasmi con intervento “esterno”: della mano (propria o del partner) in quello a fusione, e dei sex toys in quello artificioso.

Orgasmi senza lui e non orgasmi

L’orgasmo non prevede la presenza di un/una partner e un rapporto sessuale di coppia. La masturbazione porta al piacere estremo, spesso più di quando si condivide la sessualità. È alla base della conoscenza, consapevolezza e esplorazione e tutte le donne dovrebbero regolarmente regalarsi un orgasmo fai da te per ritrovarsi e conoscersi. Poi c’è quello onirico, che è un orgasmo a tutti gli effetti, provato però durante il sonno, facendo un sogno erotico. A volte non c’è tatto, contatto, ma basta la sensazione che si vive in sogno. Quelli meno piacevoli sono senz’altro l’orgasmo simulato, finto, in cui la donna recita l’eccitazione per compiacere lui o per vergogna; e quello rabdomante, di chi ci si avvicina, ci è quasi, prova a guidare i movimenti, ma poi non lo raggiunge.

Tra la vita e la morte

«C’è un aspetto che molto spesso viene trascurato» continua Gammino, formatasi presso il Centro Italiano di Sessuologia di Bologna, che porta avanti un approccio dinamico psicoanalitico della sfera sessuale e delle sue problematiche ed è la dimensione di vita e di morte di cui si compone l’orgasmo. La vita sta nella sua potenza, nella sua forza, nelle sensazioni energiche e energetiche che vive il corpo. Ma nell’orgasmo c’è anche morte, che sta nell’abbandono totale, nell’impotenza, nella regressione. I francesi usano propriamente la definizione di “petite mort”, morte dolce. Basti pensare alla rappresentazione artistica, di quadri e sculture, dell’orgasmo: è evidenza la dissoluzione dell’essere, la perdita totale di lucidità e interezza».

La difficoltà dell’orgasmo

La perdita di controllo fa paura. «Sentirsi nude, in tutti i sensi, spaventa e non sempre ci sono le condizioni perché questo totale lasciarsi andare si avveri».

La difficoltà al raggiungimento dell’orgasmo può essere di tipo organico, a livello ormonale o di tonicità del pavimento pelvico, ma molto più spesso è su un piano psicologico. «Lasciarsi andare all’altro fa paura, così come il farsi vedere in un momento di incoscienza. La difficoltà a quel punto può essere contestualizzata a quella determinata relazione sentimentale e sessuale che non porta all’orgasmo; oppure ad un vissuto personale se una donna non raggiunge l’orgasmo coi diversi partner, per un lungo periodo e neanche durante l’autostimolazione. In questo caso si può trattare di insicurezza o ansia che si manifesta nella difficoltà di raggiungere l’orgasmo come potrebbe manifestarsi invece in digrignamento notturno, attacchi di panico o la mancanza di sonno».

Come lavorare per raggiungerlo

Sul non raggiungimento dell’orgasmo si può lavorare, sempre che questo sia percepito come un problema. «C’è chi arriva dal sessuologo senza mai aver sperimentato il piacere, senza saperlo riconoscere, e allora si lavora innanzitutto sull’esplorazione e la sperimentazione» continua la dottoressa. «Oppure c’è chi non riesce più a provarlo e arriva dopo aver tentato qualsiasi cosa, dal sex toy all’autoerotismo, dopo visite ostetriche e ginecologiche. L’accanimento nei confronti del corpo però è più rischioso che risolutivo e forse in questi casi è bene lavorare sulla dimensione psicologica con una terapia individuale o di coppia».