Diabete, come prevenire e convivere con la malattia. I consigli dell’esperto

I sintomi e lo stile di vita per prevenire il diabete, dalla dieta alle passeggiate: i suggerimenti del diabetologo Roberto Gualdiero, esperto di MioDottore

Il diabete è una malattia in crescita. In Italia negli ultimi cinque anni si è assistito a un aumento generalizzato delle persone che ne sono affette.

Da qui l’importanza della prevenzione e della corretta informazione dei pazienti. Il dottor Roberto Gualdiero, diabetologo ed endocrinologo della provincia di Napoli, esperto di MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – spiega quali sono le tipologie di diabete, i sintomi con cui si manifesta e stila un decalogo per convivere con la malattia al meglio.

Conoscere il diabete: quali tipologie esistono

Conoscere il diabete – anche tra quanti non ne sono affetti – è il metodo migliore per fare cultura in ottica di prevenzione e contestualmente comprendere le esigenze e supportare al meglio chi ci convive. È quindi fondamentale sapere che esistono principalmente due forme di diabete: tipo 1 e tipo 2. Il diabete di tipo 1, pur insorgendo ad ogni età, colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. Caratterizzato da picchi tra l’età prescolare e quella della pubertà, in genere ha un esordio rapido, brusco e con variazioni stagionali. Il diabete di tipo 2 è, invece, la forma più frequente di diabete: insorge tendenzialmente in età adulta, il rischio di comparsa aumenta con l’età ed è più alto nel sesso femminile. Ha solitamente un esordio più lento e progressivo rispetto al diabete di tipo 1. Tra i fattori di rischio che accomunano entrambe le forme vi sono sovrappeso e obesità, una dieta sbilanciata, uno stile di vita sedentario, ipertensione, valori alti di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue e familiarità.

Una malattia in crescita in Italia

In Italia la diffusione del diabete è aumentata negli ultimi 5 anni. Il dottor Gualdiero sottolinea: “Si è registrato un incremento del 35% del numero di pazienti che scoprono di essere affetti da diabete di tipo 1 e, in particolare, questa percentuale riguarda soprattutto le donne dall’età dello sviluppo (a partire dai 12 anni). Per quanto riguarda, invece, il diabete di tipo 2 si è visto un incremento dell’80% di questa forma che ha colpito soprattutto il sesso maschile a partire dai 50 anni”.

Pazienti e diabete: sintomi e prevenzione della malattia

Normalmente i pazienti, prima di rivolgersi al diabetologo, si rivolgono al proprio medico di base che consiglia loro una visita da uno specialistica, dal quale – secondo il dottor Gualdiero – “arrivano con la malattia già conclamata”. Nonostante ciò, le diagnosi sono tempestive nell’80% dei casi: i pazienti, infatti, tendono a non sottovalutare né i segnali né i sintomi della malattia che possono essere identificati principalmente con carenza della vista, bruciore agli arti inferiori, cefalee e mal di testa improvvisi.

La maggior parte dei pazienti che si rivolgono a un diabetologo per la prima volta possiede delle informazioni confuse sulla patologia. Nonostante ciò, negli ultimi anni i pazienti che per la prima volta chiedono un consulto risultano più informati e preparati sulla malattia. A livello generale, le persone hanno buone conoscenze sull’alimentazione da seguire, mentre sono meno informate sulle nuove terapie che la medicina offre.

Tra i principali suggerimenti per prevenire l’insorgere del diabete si annoverano: condurre uno stile di vita sano, praticare attività fisica moderata e seguire una dieta equilibrata. L’esperto di MioDottore sottolinea che “È particolarmente consigliata l’attività fisica aerobica, privilegiando la corsa e le passeggiate all’aria aperta a piedi o in bicicletta. Il tutto accompagnato da una dieta mediterranea equilibrata. Da moderare, invece, l’assunzione di alcoolici ed in particolare vino rosso e vino bianco”.

Oltre a ciò, al fine di avere una diagnosi tempestiva, in caso di familiarità è importante eseguire un semplice prelievo venoso; in caso, invece, di non familiarità non bisogna sottovalutare segni quali il peso, la sedentarietà e lo stress.

Il diabete in famiglia: il decalogo per supportare al meglio chi soffre di diabete

Al fine di supportare al meglio il malato nella sua quotidianità e favorire una maggiore consapevolezza della malattia presso le famiglie dei pazienti, il dottore Gualdiero ha stilato un decalogo di utili spunti da tenere a mente:

  1. Aver chiara la gravità della malattia;
  2. Tener presente le sue complicanze;
  3. Considerare l’importanza dell’auto monitoraggio che si esegue su sangue capillare nella fase iniziale 2/3 volte al giorno, in quella di terapia insulinica 4/5 volte al giorno ed infine in fase di compenso 2/3 volte alla settimana;
  4. Prestare attenzione alla dieta che deve essere il più equilibrata possibile;
  5. Non sottovalutare la familiarità delle generazioni precedenti e successive;
  6. Avere chiaro che, tramite una diagnosi tempestiva, si possono evitare complicanze;
  7. Sapere che la prevenzione è fondamentale;
  8. Tenere in considerazione il ruolo chiave dei controlli trimestrali con visite ambulatoriali dal proprio diabetologo che in quella sede fa una valutazione delle complicanze, in particolare legate a cuore, occhi e addome;
  9. Essere al corrente con un’adeguata informazione sulle nuove terapie che possono essere sotto forma di farmaci di ultima generazione, di compresse oppure ancora di terapia iniettiva;
  10. Aggiornare in modo costante il medico di base circa l’evoluzione della malattia a seconda dei controlli con gli specialisti effettuati.

L’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questa malattia è tale che è stata istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, La Giornata Mondiale del Diabete.

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