Svieni senza motivo? Se dipende dal cuore, lo dirà un monitor indossabile che svela le aritmie

Un monitor ECG da indossare 14 giorni per verificare le aritmie e arrivare più velocemente a trattamenti efficaci: come funziona

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

4 min di lettura

  • Gli svenimenti inspiegabili possono nascondere aritmie pericolose, soprattutto quando sintomi e cause sfuggono ai controlli iniziali in pronto soccorso.
  • Uno studio su oltre duemila pazienti mostra che un monitor ECG indossabile per 14 giorni raddoppia l’individuazione delle aritmie e accelera le diagnosi.
  • Il dispositivo favorisce trattamenti più tempestivi, dal pacemaker alle terapie antiaritmiche, e si associa a una mortalità annuale più bassa.

Un balzo dal letto, la mattina, quando ancora la pressione del sangue è quasi a terra. Un improvviso cambio di temperatura, con un caldo che fa soffocare, all’interno di un ambiente affollato. Una situazione particolarmente cruenta, per chi è sensibile al sangue. Un odore particolarmente intenso, che sembra salire al cervello e lo “spegne”. Si ha la sensazione che la vista si offuschi e che le gambe non reggano il peso del corpo. E si perde conoscenza.

Lo svenimento, o sincope, può avere origini diverse. Ma in qualche caso dietro ad una perdita di coscienza inspiegabile può esserci un problema cardiaco, che rende necessario l’immediato ricovero in ospedale. Se c’è un’aritmia a sostenere la situazione, quindi, meglio saperlo. E la tecnologia potrebbe aiutarci.

Lo conferma lo studio ASPIRED che ha confrontato un monitor ECG indossabile, utilizzato per 14 giorni, con la terapia standard in pazienti giunti al pronto soccorso dopo un episodio di sincope inspiegabile.

Il monitoraggio dell’elettrocardiogramma ovviamente non ha influito sulle recidive di sincope nell’arco di un anno, ma ha migliorato la diagnosi e il trattamento delle aritmie ed è stato associato a tassi di mortalità inferiori.

Perché bisogna controllare la situazione

Il monitoraggio dell’ECG precoce avviato già al pronto soccorso potrebbe quindi rivelarsi davvero vincente in caso di svenimenti inspiegabili. A confermarlo c’è lo studio ASPIRED, presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) e sul New England Journal of Medicine.

Sebbene la maggior parte dei casi di sincope sia benigna, alcuni svenimenti sono causati da aritmie cardiache potenzialmente pericolose. E per questo occorre capire.

“Può essere difficile determinare la causa della sincope al pronto soccorso, poiché molte aritmie si verificano in modo intermittente e non sono più presenti quando i pazienti arrivano in ospedale. Alcuni pazienti devono quindi attendere settimane o addirittura mesi per gli accertamenti – il commento di Matthew Reed dell’Usher Institute di Edimburgo, coordinato dello studio –”.

Lo studio ASPIRED svolto in 45 nosocomi, ha quindi valutato se l’applicazione di un monitor ECG di 14 giorni ai pazienti, immediatamente dopo la valutazione al pronto soccorso, potesse migliorare i loro esiti clinici.

I pazienti adulti con sincope non spiegata dopo una valutazione al pronto soccorso sono stati avviati o ad un monitoraggio cardiaco ambulatoriale di 14 giorni o alla gestione standard del loro ospedale. Ai pazienti del gruppo di monitoraggio è stato fornito un piccolo monitor cardiaco impermeabile, senza fili e non invasivo da indossare, che registrava il loro ritmo cardiaco in modo continuo. Ai partecipanti è stato chiesto di premere un pulsante sul monitor cardiaco in caso di un altro episodio sincopale. In entrambi i gruppi, ai pazienti è stato chiesto di annotare eventuali episodi sincopali in un diario cartaceo.

Cosa emerge

Sono stati analizzati 2.233 pazienti (età media 58,3 anni; 48% donne). Non è stata osservata alcuna differenza significativa nel numero medio di episodi di sincope auto-riferiti a un anno con il monitoraggio ECG o con la terapia standard, ma il monitoraggio ha più che raddoppiato l’individuazione di aritmie cardiache clinicamente significative (22% contro 9%) e ha portato a una diagnosi più precoce.

Inoltre, il monitoraggio ha aumentato la percentuale di pazienti che hanno ricevuto trattamenti appropriati, tra cui l’impianto di pacemaker (6,8% contro 4,6%) e la terapia antiaritmica (10,8% contro 7,3%). È importante sottolineare che il monitoraggio è stato associato a una riduzione del 50% della mortalità per tutte le cause (1,5% contro 2,9%) a un anno.

I pazienti hanno anche riportato un’altissima accettabilità del dispositivo di monitoraggio. Insomma, grazie al monitoraggio immediato si è arrivati ad un’identificazione più precoce di gravi disturbi del ritmo cardiaco, permettendo ai pazienti di ricevere un trattamento molto più tempestivo, riducendo l’incertezza e l’ansia e potenzialmente prevenendo decessi evitabili.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.