SARS: cos’è, come si manifesta e come si affronta

Polmonite in Cina, ritorna l’incubo SARS: dai virus che la provocano ai sintomi, tutto quello che devi sapere su questa malattia

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Decine di persone in Cina hanno contratto una malattia polmonare che in alcuni casi si è rivelata molto grave. La zona a rischio pare essere quella di Wuhan e i sintomi ricordano la SARS (Sindrome respiratoria acuta grave). Le autorità sanitarie parlano comunque di un altro virus, per il momento non noto.

Tuttavia, partendo dal Guandaong, una quindicina d’anni fa la SARS è stata particolarmente grave: pur se al momento non si parla di casi di trasmissione certa da uomo a uomo, il timore di qualcosa di simile ritorna. Dopo aver creato grande allarme in tutto il mondo, questa infezione pare essere “rientrata”. Eppure la paura è stata davvero tanta.

Anche perché la SARS aveva fatto numerose vittime soprattutto tra gli anziani, più a rischio di complicazioni respiratorie se colpiti da influenza ed anche più facili vittime della SARS in caso di contagio. Ed allora, torniamo indietro nel tempo per capire e ricordare. Ecco, in sintesi, una serie di risposte alle domande più comuni.

Cosa significa SARS?
L’acronimo inglese indica Severe Acute Respiratory Syndrome, cioè sindrome respiratoria acuta severa.

Da cosa è provocata?
Nei malati è stato identificato un coronavirus: questi virus possono anche determinare un semplice raffreddore, ma sono noti soprattutto per le malattie degli animali.

Cosa provocano questi virus nell’uomo?
Nell’uomo sono responsabili di almeno un caso su dieci di raffreddore virale, e a volte possono determinare gastroenteriti.

Come può “crearsi” un nuovo virus?
Normalmente avvengono “mutazioni” nel patrimonio genetico del virus d’origine, che attacca una determinata specie animale. Queste trasformazioni rendono il virus in grado di generare una malattia anche nell’uomo.

Il virus della SARS è resistente nell’ambiente?
Dalle osservazioni pare che, come tutti i coronavirus, non sia particolarmente resistente. Se si pensa che i normali disinfettanti, come l’alcol o la varechina, dovrebbero essere in grado di distruggere il virus.

 Lavarsi le mani è utile?
Sicuramente sì, come del resto avviene per prevenire ogni infezione. È buona norma lavarsi con sapone dopo ogni contatto con ambienti chiusi in cui sono presenti altre persone prime di portarle alla bocca o di svolgere particolari mansioni.

Come si trasmette l’infezione?
Il contagio avviene attraverso la saliva e le secrezioni respiratorie, quindi è necessario un contatto ravvicinato. Ovviamente la permanenza in ambienti chiusi facilita la diffusione del virus.

Esistono altre possibili fonti di contagio?
Il virus è stato identificato anche nelle feci dei pazienti, e per un periodo più lungo rispetto a quanto si verifica nelle vie respiratorie.

Cosa significa in pratica?
Ciò potrebbe significare che, in un futuro, se il virus mutasse si potrebbe verificare anche una diversa modalità di trasmissione.

Come si difende il corpo dall’infezione?
Come negli altri casi di infezione virale. Il sistema immunitario “riconosce” gli elementi caratteristici del virus e produce anticorpi specifici contro di esso per neutralizzarlo.

Come mai in questo caso le difese non sono efficaci?
Probabilmente dipende dal fatto che il virus è “nuovo” e quindi sconosciuto al sistema immunitario. Il che significa che non esistono anticorpi disponibili rimasti “in memoria” da altre infezioni, e quindi le difese debbono essere create dal nulla. Il che richiede tempo.

Quali sono i sintomi della SARS?
La malattia comincia come una forte influenza con febbre e difficoltà respiratorie che si fanno sempre più imponenti.

Come si fa la diagnosi?
Oltre ai sintomi clinici del paziente, contano le caratteristiche radiologiche della polmonite e il racconto del malato, con particolare importanza per i viaggi in zone a rischio.

Come si cura?
Il Centro per il controllo delle malattie di Atlanta consiglia l’impiego di farmaci antivirali generici, insieme ai trattamenti a base di derivati del cortisone.

Si usano antibiotici?
Il medico, caso per caso, può anche instaurare una terapia a base di antibiotici per controllare infezioni batteriche.

Come mai non si usano per i virus?
Gli antibiotici possono “attaccare” direttamente i germi, i farmaci antivirali sono più difficili da realizzare e sono spesso “mirati” a meccanismi specifici di replicazione dei virus.

Conta la capacità di “trasformarsi” del virus?
Sicuramente sì. Può anche accadere che un virus come quello della SARS cambi le sue caratteristiche passando da un individuo all’altro.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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