Reflusso gastrico: cos’è, sintomi e prevenzione

Condizione caratterizzata dalla risalita anomala dei succhi gastrici nell'esofago, il reflusso gastrico può essere facilmente prevenuto

Il reflusso gastrico è una condizione patologica che si contraddistingue per la risalita dei succhi gastrici nell’esofago.

I principali sintomi di questo quadro clinico sono l’insorgenza di bruciore nella zona dietro lo sterno e il rigurgito acido a livello della bocca. Noto anche come reflusso gastroesofageo (o GERD), il reflusso gastrico ha alla base una mancata efficienza dello sfintere esofageo inferiore (stiamo parlando della zona di passaggio tra lo stomaco e l’esofago), come si può leggere sul sito dell’Humanitas.

Le cause di questa situazione possono essere molteplici. In alcuni casi, il problema può essere ricondotto a una generalizzata perdita di tono del suddetto sfintere. In altri, invece, la problematica può essere legata a una sua attività inappropriata, ossia non legata alla deglutizione.

Il reflusso gastrico è una condizione che deve essere gestita con tempestività. Come ricordato dagli esperti del gruppo Humanitas, se la situazione si cronicizza il rischio è quello di andare incontro a danni seri, come per esempio l’erosione delle pareti dell’esofago.

Se si soffre spesso di bruciore a livello retrosternale, è quindi opportuno consultare il proprio gastroenterologo di fiducia. Il professionista in questione, per formulare l’eventuale diagnosi di reflusso gastrico, procede all’esame radiografico del tubo digerente, ma anche alla gastroscopia.

In caso di sospette anomalie relative ai movimenti dell’esofago, il medico può optare anche per la manometria esofagea.

Per evitare eventuali complicanze – tra le più frequenti è possibile citare anche le ulcere peptiche – conta molto la prevenzione.

Nel novero dei consigli più utili al proposito va ricordato il fatto di mangiare almeno 3 ore prima di coricarsi, ma anche l’assunzione moderata di caffè, alcol e cibi contraddistinti dalla presenza di grassi.

Per prevenire l’insorgenza del reflusso gastrico conta tanto anche il ruolo delle sigarette, che dovrebbero essere messe definitivamente al bando (con benefici per la salute in generale, a prescindere da questa patologia). Gli esperti raccomandano inoltre una perdita di peso nei soggetti in sovrappeso.

Come già detto, se il bruciore e il rigurgito acido non passano nel giro di poco tempo è bene rivolgersi al gastroenterologo. Il medico in questione, una volta formulata la diagnosi, può fornire altri utili consigli, come per esempio il fatto di dormire con la testa sollevata dal letto.

Per quanto riguarda la terapia, se la situazione non è grave ci si può limitare ai farmaci (antiacidi, H2 antagonisti, inibitori di pompa protonica). Nei casi in cui questa strada non dovesse rivelarsi efficace, l’opzione principale è l’intervento chirurgico in laparoscopia.

Reflusso gastrico: cos’è, sintomi e prevenzione