Reflusso gastroesofageo: quali cibi evitare per migliorare il disturbo

Ridurre l'assunzione di alimenti come tè, caffè, alcol, grassi e bevande gassate può aiutare a tenere sotto controllo il problema

Luana Trumino Editor specializzata in Salute&Benessere

Il reflusso gastroesofageo è una condizione in cui il contenuto dello stomaco risale nell’esofago. “È molto comune e si verifica in maniera equivalente sia negli uomini che nelle donne, in genere in età adulta, tra i trenta e i cinquant’anni”, spiega la dott.ssa Giusy Giugno, biologa nutrizionista a Firenze. “In Italia colpisce una persona su tre e la probabilità di comparsa del reflusso aumenta con l’avanzare dell’età. Correggendo gli stili di vita che possono aver portato alla sua comparsa è possibile migliorare il disturbo”.

Cause

Ma quali sono le cause del suo esordio? “L’esofago – spiega l’esperta – è il tubo che porta il cibo dalla bocca allo stomaco. All’estremità inferiore è presente una valvola (sfintere esofageo inferiore) che impedisce il passaggio del contenuto dello stomaco in esofago e si rilascia dopo la deglutizione per permettere il passaggio del cibo nello stomaco. La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) di solito è causata dall’indebolimento della valvola situata all’estremità inferiore dell’esofago. Se la valvola non funziona correttamente si può verificare reflusso di acido cloridrico, di bile e di cibo dallo stomaco nell’esofago”.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di malattia da reflusso gastroesofageo sono: 

  • sovrappeso o obesità, poiché la pressione sullo stomaco può indebolire i muscoli all’estremità inferiore dell’esofago
  • consumo di alimenti ad alto contenuto grassi: lo stomaco impiega più tempo a digerire questi alimenti e il surplus di acido prodotto può risalire nell’esofago
  • gravidanza
  • ernia iatale
  • stress 
  • alcuni farmaci, come i calcioantagonisti (utilizzati per curare l’ipertensione arteriosa), i nitrati (utilizzati per curare l’angina) e i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Sintomi 

Rigurgiti acidi e ritorno di cibo in bocca sono alcuni dei segnali della presenza di reflusso. “Comunque il sintomo principale associato al reflusso gastroesofageo è la sensazione di bruciore (detta anche pirosi) avvertita nella parte alta dell’addome (epigastrio) e dietro lo sterno”, racconta la dott.ssa Giugno. A questi possono aggiungersi alito cattivo, gonfiore addominale e flatulenza, sensazione di groppo in gola e mal di gola ripetuto, dolori toracici.

Entro certi limiti il reflusso è fisiologico: la quantità di acido che risale nell’esofago, di solito dopo i pasti, è limitata, e quindi non causa particolari problemi. La maggior parte delle persone può avere occasionalmente questi disturbi dopo pasti particolarmente abbondanti, ma quando diventano particolarmente frequenti (più di due volte alla settimana) e, soprattutto, influenzano negativamente la sensazione di benessere si parla di “malattia da reflusso gastroesofageo” (MRGE) che può essere associata, o meno, con alterazioni della mucosa esofagea dovute alla presenza di acido.

“Se i sintomi sono particolarmente frequenti e/o fastidiosi, tali da incidere sulla sensazione di benessere – raccomanda la dott.ssa Giugno – è consigliabile consultare il medico. In particolare se: sono molto frequenti e intensi; la cura con farmaci da banco protratta per due settimane non ha effetto; è presente difficoltà nell’ingoiare (deglutire); sono presenti sintomi che potrebbero far pensare ad un problema più serio, quali vomito ripetuto, vomito con sangue, perdita di peso inspiegabile, sensazione di soffocamento mentre si mangia o difficoltà a deglutire cibi e liquidi, dolore toracico”. 

È bene sapere che la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) può causare un certo numero di complicazioni, soprattutto se presente da molto tempo. Tra questi compaiono ulcere gastroesofagee, stenosi dell’esofago, esofago di Barret e cancro dell’esofago. È importante riferire questi sintomi al proprio medico: il cancro dell’esofago, se diagnosticato precocemente, può essere rimosso chirurgicamente.

La dieta anti-reflusso

Molte persone fanno un uso indiscriminato di antiacidi contro il reflusso gastroesofageo, ma non stanno attenti alla propria alimentazione, che invece è importantissima per tenere sotto controllo la malattia da reflusso. È bene però ricordare che questi farmaci agiscono solo sui sintomi senza risolvere i problemi che li hanno provocati. Talvolta sono insufficienti, mentre in altre occasioni sono addirittura inutili, essendo sufficiente un cambiamento negli stili di vita per ottenere una piena guarigione. A partire da ciò che si porta in tavola.

I consigli dell’esperta? “Fare pasti piccoli e frequenti, non bere alcol ed evitare pasti abbondanti la sera”, suggerisce la nutrizionista. “Inoltre, bisogna evitare gli alimenti che possano peggiorare i sintomi del reflusso”.

I cibi da evitare

“Tra questi compaiono: 

  • caffè
  • cioccolato e cacao
  • pomodori e derivati
  • menta
  • agrumi e succhi di agrumi
  • aglio e cipolla
  • alcol
  • spezie
  • bevande gassate
  • cibi ad alto contenuto di grassi”. 

Attenzione, infine, a non indossare abiti o cinture troppo stretti e a rialzare la testata del letto di 10-15 cm inserendo uno spessore sotto le gambe del letto. Evitare fonti di stress e utilizzare tecniche di rilassamento, infine, può aiutare a tenere sotto controllo la malattia. 

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