Non solo Covid-19, cosa fare in caso di anosmia

Alterazioni della sensazione olfattiva possono essere segni di deficit funzionali del naso: come agire

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Diciamolo. Parole come anosmia, ovvero mancanza della percezione olfattiva, o iposmia, ovvero calo della percezione degli odori, sono entrate prepotentemente nel vocabolario della vita di ogni giorno perché sono tra i sintomi che possono caratterizzare l’infezione da virus Sars-CoV-2. Ma ovviamente i cali olfattivi e le sensazioni “sbagliate” sono presenti da tempo.

Pensate solo alla presbiosmia, alterazione dell’olfatto che si manifesta con l’avanzare dell’età: oltre ad un certo grado di ostruzione dovuto a modificazioni delle cartilagini del naso e alla conseguente deviazione del flusso aereo si può avere anche atrofia della mucosa nasale. Cosa fare in questi casi? Ecco qualche consiglio.

Dal naso chiuso ai problemi olfattivi

Virus di stagione, allergia a muffe, irritanti presenti nell’aria. Chi si trova frequentemente con il naso chiuso soffre per gli starnuti e il muco che risale verso la testa, con frequenti dolori nell’area della fronte. Spesso, ma non sempre, suffumigi e farmaci aiutano a sciogliere il denso muco che si accumula. Ma c’è un altro effetto indesiderato del classico “naso tappato”, che spesso viene sottovalutato: il calo dell’olfatto.

Secondo gli esperti. una normale sensazione olfattiva è un segno di completo benessere del naso e dei seni paranasali: alterazioni di questo senso sono indici di deficit funzionali del naso stesso o dell’intero organismo, spesso molto precoci.

Per questo è importante capire come le malattie del naso e dei seni paranasali, ovvero le cavità che si trovano all’interno della scatola cranica in prossimità del naso, possano influire sull’olfatto. Senza dimenticare che a volte occorrono accertamenti specifici, visto che anche problematiche del sistema nervoso (ed è solo un esempio) possono determinare un’alterazione della percezione olfattiva, proviamo a concentrarci sulle malattie di naso e seno.

In questi casi, raffreddori ed infiammazioni di stagione possono provocare qualche problema, visto che favoriscono uno stato edematoso della mucosa nasale, ovvero la fanno gonfiare, con evidenti ripercussioni sui sistemi di percezione degli odori. E’ per questo che chi ha il naso chiuso, nonostante tutta la buona volontà spesso non riesce ad apprezzare i piaceri della tavola: per gustare al meglio cibi e bevande infatti occorrerebbe odorare prima i cibi, per poi portarli alla bocca per la degustazione.

Attenzione alle deviazioni

Le deviazioni del setto nasale, che determinino una significativa ostruzione respiratoria, possono interferire con questo senso – precisa l’esperto. Allo stesso modo anche alcune malattie ormonali, patologie neurologiche, disturbi alimentari o magari l’inalazione di sostanze tossiche possono alterare o portare anche a perdita completa della sensazione olfattiva.

L’importante è riconoscere con attenzione le disosmie, ovvero i disturbi dell’olfatto. Questi possono essere di natura trasmissiva, come avviene appunto in caso di naso chiuso, perché esiste un ostacolo che impedisce all’aria di raggiungere la mucosa destinata a recepire gli odori. Ma esistono anche forme percettive, in cui si ha una lesione dei recettori e/o delle vie nervose”.

In ultimo, qualche curiosità. In genere le donne hanno un olfatto più sviluppato degli uomini, pur se questo risente in positivo dell’assetto ormonale e dalle fasi del ciclo mestruale. E non dimenticate che negli anziani progressivamente il senso dell’olfatto tende a deteriorarsi.

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