Mieloma multiplo, come nasce e come si manifesta

Una malattia particolarmente insidiosa che, fino a qualche anno fa, lasciava poche speranze: cos'è il mieloma che ha colpito Giovanni Allevi

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Giovanni Allevi ha dichiarato sui social che soffre di mieloma, una malattia particolarmente insidiosa. Si può manifestare con molti sintomi e segni, tanto che a volte può esordire con un dolore che spezza le ossa o come un forte mal di schiena. In certe persone compaiono quindi fratture inspiegabili, problemi renali, infezioni. Insomma, tracciare un identikit preciso del mieloma è difficile.

Si sa però che questo tumore del sangue colpisce le plasmacellule, globuli bianchi del midollo osseo che contribuiscono a combattere le infezioni. Quando le plasmacellule sfuggono al controllo dell’organismo e si moltiplicano troppo velocemente possono dar luogo al mieloma, ed accumulandosi possono creare vere e proprie lesioni. I problemi di salute causati dal mieloma multiplo possono coinvolgere le ossa, il sistema immunitario, i reni e le cellule del sangue. La cura va sempre studiata caso per caso, con la possibilità di intervenire a diversi livelli di gravità della patologia con trattamenti specifici, come ricordano sul sito omonimo gli esperti dell’AIL.

Cosa succede nelle cellule del sangue

Il mieloma multiplo è una forma tumorale che prende origine nel midollo osseo, la “centrale di produzione” delle cellule del sangue. In particolare in questo caso una singola cellula capostipite del nostro sistema immunitario, un globulo bianco chiamato linfocita B, subisce un’alterazione genetica e acquisisce caratteristiche tumorali che verranno trasmesse a tutte le cellule che ne discenderanno, denominate plasmacellule. Queste normalmente non rappresentano più dell’1% del totale delle unità presenti nel midollo osseo. Per capire quando e come si può sospettare una patologia di questo tipo, occorre cercare di “visualizzare” cosa accade in termini di esami del sangue e di visualizzazione dell’aumento delle plasmacellule ai test.

Si può fare l’esempio delle “corna” dei bovini, che stanno ai lati della testa. Questa particolare immagine infatti si può ripetere anche quando si fa la diagnosi di mieloma: l’aumento delle plasmacellule è quasi sempre responsabile della presenza nel sangue e/o nelle urine, di una elevata quantità di Immunoglobuline o di loro frammenti. Purtroppo però queste immunoglobuline sono caratterizzate dalla presenza di un vero e proprio “picco” in una determinata regione, che fa assumere appunto un profilo classico con un aumento “specifico” di immunoglobuline viene definito componente monoclonale.

Ovviamente un picco monoclonale nel tracciato delle proteine non si traduce automaticamente nella presenza di mieloma. Questo va sempre ricordato e per questo deve essere il medico a giudicare la situazione ed eventualmente a proporre esami specifici visto che in molti casi, per fortuna, l’aumento della componente monoclonale nel sangue è ancora ridotto. In ogni caso nel mieloma multiplo, tipicamente la maggior parte degli elementi midollari è costituita da plasmacellule tumorali. La sovrabbondanza di plasmacellule tumorali nel midollo osseo provoca l’incremento della produzione di proteine che sopprimono lo sviluppo degli altri elementi midollari normali, come i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine (particelle simili a cellule che intervengono nel processo di coagulazione del sangue nell’organismo). Oltre a produrre grandi quantità di anticorpo monoclonale, la produzione di anticorpi difensivi normali è notevolmente ridotta.

Quante persone colpisce

Il mieloma multiplo è un tumore maligno del sangue in cui le plasmacellule proliferano in modo incontrollato e si accumulano nel midollo osseo o, più raramente, in tessuti al di fuori del midollo osseo. Si tratta di un tumore che è responsabile dell’1-2% di tutte le neoplasie e del 10- 15% dei tumori ematologici. Secondo quanto riporta l’edizione 2020 dei “I numeri del cancro in Italia” pubblicata nel 2020 dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e altri, ha riportato che nel nostro Paese ogni anno si stimano circa 5700 nuovi casi di mieloma multiplo, con un’incidenza di 3019 casi negli uomini e 2740 nelle donne. Come detto, il quadro clinico può variare di molto da persona a persone.

Esistono pazienti con mieloma multiplo del tutto asintomatici, specie nelle fasi iniziali della malattia. Ma la maggior parte delle persone che sviluppano la malattia presenta segni e sintomi che ne fanno sospettare la presenza. Innanzitutto, la proliferazione massiccia delle plasmacellule causa una riduzione della normale funzione immunitaria e, quindi, una riduzione dei livelli di immunoglobuline e un aumento del rischio di infezioni.

Spesso sono presenti quadri legati all’insufficienza dell’attività del midollo osseo, con conseguente anemia, responsabile di stanchezza, debolezza, difficoltà respiratoria, e/o, più raramente, una riduzione dei globuli bianchi (leucopenia) o delle piastrine (trombocitopenia), che determina la minor resistenza alle infezioni e la facilità al sanguinamento, anche in seguito a banali tagli. Le lesioni ossee caratteristiche del mieloma multiplo possono indurre, inoltre, il dolore, sintomo molto comune. Si localizza soprattutto a livello della schiena, dell’anca e del costato, e può condurre a maggiore fragilità ossea. Infine, l’aumento del calcio nel sangue può favorire la comparsa di sintomi a carico del sistema nervoso e dei reni.