Diabete, occhi a rischio per chi fuma o ha gravi episodi di ipoglicemia

Il rischio di problemi visivi è più elevato in chi ha il diabete. Fumo e gravi episodi di ipoglicemia favoriscono il pericolo di complicazioni

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

In una medicina che punta ad essere sempre più personalizzata, in chi fa i conti con il diabete si cerca di capire come preservare la vista.

La retinopatia diabetica, l’edema maculare (la macula è la parte centrale della retina) diabetico e comunque il più elevato rischio di problemi visivi in chi soffre della malattia, sono infatti nemici che possono pregiudicare pesantemente il benessere.

Ora, una ricerca australiana sembra definire quali sono i fattori che mettono maggiormente a rischio gli occhi in chi soffre di diabete di tipo 2. Oltre ad un parametro dell’esame delle urine (rapporto tra albumina e creatinina), il fumo (ma in chi smette i problemi potrebbero anche recedere) e soprattutto la comparsa di episodi gravi di ipoglicemia possono rappresentare un rischio per la salute oculare.

Il pericolo ipoglicemia

Secondo lo studio, coordinato dall’Università di Perth e pubblicato su Journal of Diabetes and its Complications. Il rischio di veder ridurre la capacità visive, almeno in base a quanto segnala lo studio, condotto su oltre 1700 persone con diabete seguite nel tempo, è particolarmente elevato in caso di presenza di ipoglicemia grave.

Secondo gli scienziati australiani infatti un evento di questo tipo può aggravare i problemi già presenti oppure anche favorire il rischio di complicazioni a carico degli occhi.

L’ipoglicemia, ovvero l’abbassamento brusco e pericoloso dei valori del glucosio ne sangue, può interessare il sistema nervoso centrale, il cuore e i vasi, ed è in grado di legarsi a potenziali complicazioni. Stando alle cifre, diverse migliaia di persone ogni anno sono costrette a ricoverarsi per questi episodi, ma probabilmente le corse in ospedale rappresentano solamente la punta di un iceberg.

Per ottenere il controllo glicemico in una persona con diabete, si può ricorrere a due tipologie di terapie: da un lato i farmaci ipoglicemizzanti che possono abbassare la glicemia potenzialmente anche al punto di determinare uno stato di ipoglicemia, dall’altro medicinali che pur continuando ad essere definiti “ipoglicemizzanti” non determinano un’ipoglicemia, come la metformina, gli agonisti del GLP-1 oppure gli inibitori dell’enzima DPP-4.

Sono particolarmente legate al rischio di ospedalizzazione le crisi ipoglicemiche associate alla somministrazione di farmaci ipoglicemizzanti, dato che possono durare anche 48-72 ore e di conseguenza richiedono un trattamento prolungato. L’ospedalizzazione è soltanto la punta di un iceberg: un recente studio canadese documenta che  per ogni persona ricoverata per ipoglicemia, ve ne sono altre 16-17 che vengono trattate in pronto soccorso e poi dimesse senza far ricorso ad un ricovero.

Occhi e diabete

La retinopatia diabetica è legata ad una specifica alterazione della retina, la parte dell’occhio che recepisce gli stimoli visivi, legata alla modificazione dei vasi sanguigni che la irrorano. La condizione è tipica del diabete.

Invece l’edema maculare diabetico costituisce la principale causa di perdita visiva nelle persone che hanno, oltre il diabete, la retinopatia.

Come spiega Edoardo Midena, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Padova: “La progressione di questa situazione non è improvvisa perché va avanti lentamente e, quando manifesta i suoi segni, come la diminuzione della capacità visiva, sappiamo che si tratta di qualcosa che c’era nella storia di quell’occhio. Il fatto che si manifesti lentamente, accompagna la vita di un soggetto, quindi la diminuzione progressiva a volte è meno percepita. In questa situazione, bisogna fare prevenzione e lavorare per intercettare questa malattia nelle fasi più iniziali”.

In pratica, se l’edema maculare diabetico provoca un danno cronico, le cellule nervose sono “rovinate”: se il problema si riconosce, e si tratta, tardi, diventa difficile riportare indietro la lancetta del tempo.

Tradotto in consigli pratici: quando si fa una diagnosi di diabete di tipo 2 occorre fare un esame della retina e lo stesso dovrebbe accadere quando una donna è in gravidanza: sono due momenti “topici” per scoprire eventuali problemi e affrontarli per tempo.

Per capire se la retine ha avuto un danno, in particolare, oltre alla visita clinica accurata può essere utile un OCT, esame del tutto indolore che permette di visualizzare eventuali problemi, legati a quella che è la più temuta complicanza del diabete a livello oculare: l’edema maculare diabetico.

Se nella retinopatia diabetica spesso si ricorre anche all’angiografia con un colorante che serve ad esaminare nel suo complesso la malattia retinica e l’avanzamento delle lesioni, per l’edema l’OCT è spesso sufficiente. Questa condizione colpisce la macula, l’area più nobile di questa membrana nervosa che permette di recepire, ovviamente senza che ce ne accorgiamo, gli stimoli visivi e passarli al cervello.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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