Asma grave: come si riconosce, si previene e si affronta

L'asma colpisce milioni di persone. Fondamentale è arrivare presto alla diagnosi e seguire correttamente la cura. Alcuni fattori però possono scatenarla

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Il fiato manca. Fare uno sforzo diventa difficile perché sembra che la gola non faccia passare l’aria. Ci si ferma. Così si manifesta l’asma, malattia che colpisce milioni di persone.

L’importante è arrivare presto alla diagnosi e soprattutto seguire correttamente le cure, perché proprio l’asma è una delle patologie che meno viene trattata con regolarità. Se i sintomi infatti possono andare e venire, è fondamentale mantenere sotto controllo nel tempo i due fattori che caratterizzano questa condizione: l’infiammazione, che permane nel tempo, e il restringimento dei bronchi, le vie attraverso cui corre l’aria, che invece compare quando il respiro si fa affannoso.

Prima regola, seguire bene le cure

Normalmente, seguendo le cure indicate dal medico, si tiene sotto controllo la malattia. Ma ci sono persone che più difficilmente riescono a controllare la malattia, anche usando le varie combinazioni di farmaci oggi disponibili. E i disturbi, che diventano sempre più frequenti e sempre più intensi, diventano davvero difficili da tenere sotto controllo.

La fame d’aria non permette di fare più nulla e ha un comune denominatore: le riacutizzazioni, le corse in ospedale, la quotidianità che semplicemente non c’è più. In questi casi si parla di asma grave, patologia invalidante che limita il paziente in qualsiasi sua attività. Diagnosticare con certezza e per tempo la malattia diventa dunque fondamentale per disegnare nel modo corretto la terapia e restituire al paziente una qualità di vita accettabile.

Prima di tutto, occorre chiedersi se si sta seguendo correttamente il trattamento. Capita infatti che quando una persona sta bene smetta di assumere i farmaci per inalazione e ponga le basi per peggiorare la situazione nel tempo o addirittura per trovarsi con una crisi gravissima che porta al pronto soccorso. Solo le cure regolari, visto che l’infiammazione c’è anche quando si respira apparentemente bene, consentono di affrontare al meglio la patologia nel tempo e limitare eventuali peggioramenti.

Tuttavia gli pneumologi non negano che ci siano casi in cui l’asma diventa veramente grave: il quadro va sospettato quando sono comune presenti fastidi alla respirazione nonostante la terapia a dosi massime, quando la tosse secca si fa drammaticamente fastidiosa, quando la notte ci si sveglia con un’improvvisa fame d’aria, quando anche qualche passo più veloce per prendere l’autobus diventa un ostacolo insormontabile.

In queste situazioni occorre che il malato parli prima di tutto con il suo medico curante che dovrà anche valutare se il paziente ha bisogno di terapia con cortisonici per bocca in modo costante, perché questo indica proprio che occorre approfondire il quadro e fa sospettare sulla gravità della malattia respiratoria.

Nei casi gravi di asma trattamento su misura

L’asma grave è una condizione  eterogenea, costituita da diversi fenotipi, ovvero con caratteristiche ben definite dei pazienti. Ad esempio ci sono soggetti che fanno rilevare un incremento di una particolare famiglia di globuli bianchi, gli eosinofili, che possono essere conteggiati con un semplice esame del sangue, o altri che invece presentano le stimmate dell’allergia e quindi necessitano di trattamenti mirati alle IgE, le immunoglobuline che aumentano proprio in caso di allergia.

Il tema è al centro dell’incontro pubblico: “Senza respiro, come fronteggiare l’asma grave” che si tiene oggi a Bologna. “I pazienti che soffrono di asma grave, cioè che non rispondono alle terapie standard massimali non sono molti – spiega Stefano Nava, direttore della struttura complessa di Pneumologia e Terapia Intensiva Respiratoria dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi – Ma la loro vita è scandita dai tempi dei farmaci, dalle riacutizzazioni, dalle continue corse in ospedale”.

Prosegue l’esperto: “Fortunatamente oggi si può arrivare a trattare in modo ottimale questi casi: esistono anticorpi monoclonali che possono agire sulle IgE, le immunoglobuline che entrano in gioco in caso di allergia, o sull’Interleuchina-5 passaggio chiave nello sviluppo della patologia in chi presenta un elevato tasso di particolare globuli bianchi, gli eosinofili. Questi farmaci possono ridurre di oltre il 50 per cento i ricoveri e gli accessi in ospedale. Ricordate però che non curano tutti i tipi di asma e possono beneficiarne solo i malati con asma grave e particolari caratteristiche rilevabili con semplici esami del sangue”.

I fattori di rischio e gli elementi che scatenano le crisi di asma

I meccanismi dell’asma non sono ancora del tutto chiari, tranne che nelle forme allergiche, per le quali lo stato atopico, alla base della malattia, ha un’origine familiare: si tratta di persone che nascono già con la tendenza a sviluppare la malattia. La probabilità che un figlio abbia l’asma, se entrambi i genitori ne soffrono, oscilla tra il 70 e il 90 per cento, mentre si riduce al 40 per cento nel caso in cui uno solo dei genitori sia colpito dalla malattia.

Ma non è detto che chi nasce con l’asma debba poi soffrirne anche in età adulta e, al contrario, bambini sani possono sviluppare l’asma anche in seguito. In queste senso, un fattore di rischio ampiamente confermato dagli studi clinici è il fumo di sigaretta da parte dei genitori. Un’ultima curiosità: la malattia spesso ricompare negli anni della maturità in persone che ne avevano sofferto da piccole.

Sono molti i fattori conosciuti che possono aggravare l’asma o scatenare una vera e propria crisi. I più comuni sono:

Allergeni. L’allergia è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica (cioè quella di esaltare la produzione di anticorpi della classe IgE) nei confronti di sostanze dette allergeni che sono la causa più frequente dell’asma. Gli allergeni che più spesso inducono asma sono gli acari della polvere domestica, i pollini, la forfora e i peli degli animali domestici;

Infezioni. Le comuni infezioni virali dell’apparato respiratorio, come il raffreddore, sono la causa più frequente di esacerbazioni e scatenamento di crisi;

Movimento e clima. A volte l’esercizio fisico e il freddo possono aggravare l’asma o causare una crisi; in tal caso si parla di asma da sforzo o da freddo. L’attività fisica è sempre comunque incoraggiata, perché i farmaci attuali possono prevenire efficacemente le manifestazioni di crisi.

Farmaci. Alcuni asmatici possono essere intolleranti all’aspirina e agli altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), ad alcuni antiipertensivi e ad alcuni colliri per il glaucoma. In questi casi è indispensabile il consiglio del medico prima dell’uso.

Attività lavorativa.  Alcune sostanze presenti nel luogo di lavoro possono far insorgere l’asma o peggiorarla. In questo caso si parla di asma professionale.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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