Allarme autolesionismo: ne soffre un adolescente su quattro

Un disagio che tocca sempre più teenager, legato alla forte carenza di autostima. E secondo uno studio americano è addirittura contagioso

Una ricerca americana ha recentemente rivelato che il preoccupante fenomeno dell’autolesionismo riguarda circa il 25% degli adolescenti. Lo studio è stato condotto su un campione di 65.000 teenager da un team di sociologi dell’Università di Portland, e poi pubblicato sull’American Journal of Public Health: a essere vittime di sé stesse sono principalmente le ragazze, che cedono alla tentazione di procurarsi dolore molto più spesso di quanto non lo facciano i maschi.  Ma quello dell’autolesionismo non è un fenomeno made in USA: anche in Italia le statistiche sono allarmanti.

Cos’è l’autolesionismo? E’ l’atto di farsi male intenzionalmente, attraverso tagli, bruciature, abrasioni, nel tentativo di sfuggire ad ansia o depressione. Generalmente chi lo fa sceglie aree poco visibili, come la pancia o le cosce, ma a volte anche mani e polsi sono prese di mira. Spesso, chi si ferisce volontariamente lo fa in maniera così grave da richiedere l’intervento dei medici, ma nella maggior parte delle volte le lesioni non sono così evidenti, come accade per chi si provoca dolore strappando piccolissime ciocche di capelli.

Di solito l’autolesionismo è una delle conseguenze di una forte carenza di autostima. Chi si considera inadeguato o fallito può arrivare a farsi del male per reagire a un malessere. Tramite l’autolesionismo ci si illude di poter gestire sentimenti intollerabili, oppure si tenta di sublimare un disagio interiore. C’è anche chi lo fa perché vuole darsi prova di riuscire a provare qualche sensazione, oppure per il piacere di provare dolore fisico.

Quello che preoccupa di più è che l’autolesionismo è contagioso: è stato dimostrato che nei luoghi in cui c’è una persona che si fa del male, aumenta la probabilità che ce ne siano altre. Anche parlarne non sempre aiuta anzi, in alcuni casi può peggiorare la situazione. Chi cerca conforto su internet, ad esempio, potrebbe imbattersi in forum frequentati da chi ha lo stesso problema, con il risultato di finire per fomentarsi a vicenda invece che darsi una mano per uscire dal disagio.

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