12 dritte per fare funzionare (bene) una relazione

In amore non esistono regole precise, ma ci sono comunque delle linee-guida che possiamo seguire per costruire un rapporto sereno e solido. Ecco 12 consigli per proteggere la nostra storia e viverla al top

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Marina Mannino

Giornalista esperta di Lifestyle

Laureata in Lettere, è stata la caporedattrice di una famosa rivista per ragazze e ha lavorato nella produzione musicale. Scrive per diverse testate e per DiLei si occupa di test sulla personalità, della rubrica #segretidelcuore e scrive articoli per la sezione DiLei GirlZ.

I primi tempi di una storia d’amore si vivono in uno stato estatico, in cui ci si sente fuori dal mondo. Poi la coppia comincia a desiderare di stare insieme “sul serio” e di dare un domani al loro rapporto. Ma come riuscire a far funzionare bene una relazione qui e ora, ma anche nel futuro vicino e lontano?

Come fare per  stare bene insieme

La legge della chimica (d’amore)

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: così dice (in parole povere) la legge della conservazione della massa, o legge di Lavoisier. Cosa c’entra un postulato della chimica con una relazione d’amore? C’entra, perché spiega come si può “conservare” l’armonia della coppia: il segreto è la consapevolezza della continua trasformazione di ciò che si costruisce insieme a partire da ciò che siamo. Stare insieme non significa restare ognuno sulle proprie posizioni ma venirsi sempre incontro, adattarsi all’altro, accettare le sue ragioni, trasformarsi quando occorre.  E saper trasformare la relazione stessa quando ce n’è bisogno. Somiglia alla resilienza, ma è una cosa più furba.

Nessuno è perfetto

Questa grande verità è vitale per evitare inutili tensioni, ansia da prestazione, aspettative eccessive, stress. Se non accettiamo i limiti del nostro partner o non tolleriamo le sue imperfezioni, forse non lo amiamo abbastanza. E viceversa. Questa consapevolezza ci salva anche dal rincorrere l’ideale (un po’ stucchevole) della coppia perfetta, sempre sorridente, felice, in armonia e letizia: fortunatamente non esiste!

Singolari, ma al plurale

La nostra individualità è importante e dobbiamo preservarla, ma se vogliamo salvaguardare la nostra storia dobbiamo imparare a pensare al plurale, superando interessi personali ed egoismi. L‘amore genera complicità che a sua volta produce accordo ed empatia: ci si capisce al volo e si sta insieme dalla stessa parte. Così ci s’intende bene in ogni vicenda della vita quotidiana, si gode della condivisione di una vacanza, una passeggiata, un pranzo domenicale e si affrontano meglio i momenti problematici o difficili.

“Tutto e subito” non funziona

Vivere in due è un processo dinamico. La storia della coppia si struttura e cresce giorno dopo giorno, grazie alle comuni esperienze di vita, all’evolversi dei sentimenti e alle prove che si dovranno affrontare. Costruire una relazione che funzioni bene è un processo che ha bisogno di tempo, pazienza, rispetto e comprensione. Non accade da un mese all’altro. Ci saranno momenti “no”, confronti a brutto muso, oscillazioni e ripensamenti: la strada verso la felicità è spesso accidentata e sconnessa. Ma è proprio superando gli ostacoli con lucidità e lungimiranza che si arriva alla meta.

Comunicare è basilare

Parliamoci sempre con chiarezza e pacatezza, ma soprattutto ascoltiamoci davvero, senza pregiudizi o insofferenza. Il dialogo non è un match, non c’è chi vince e chi perde. Ci sono invece due esseri umani che si vengono incontro e si capiscono. E se non ci riescono, devono spiegarsi meglio, perché lasciare in piedi zone d’ombra, malintesi o rancori è pericoloso. E poi comunichiamo non solo con le parole ma anche con i comportamenti: un benevolo sorriso di comprensione seguito da una porta sbattuta con ferocia crea malumori e dissapori. Evitiamo poi di dire cose sgradevoli, taglienti, aggressive: a questo punto, meglio tacere e aspettare di chiarirsi con calma.

Tener fede all’impegno

Per “fede” non s’intende l’anello nuziale, ma la volontà di rispettare l’impegno che ci siamo presi reciprocamente. Stare insieme implica la vicendevole assunzione di responsabilità (ovvero ognuno deve sentirsi responsabile per l’altro) ma anche l’intento di non deludersi (ossia ognuno deve cercare di non tradire le aspettative e le speranze dell’altro). Non è facile? Invece è facilissimo, se l’amore è vero e forte.

Spezzare la routine

Quello che appesantisce la vita di coppia è la monotonia. Spezziamo la routine e regaliamoci dei momenti di leggera follia, anche piccoli. Un pomeriggio al luna park, una serata al cinema, un’escursione a cavallo tra le colline del nostro territorio, una serata hot in un hotel di lusso, una puntata in pasticceria per comprare una torta magnifica anche se non è il compleanno di nessuno. Staccare la spina, rilassarsi, divertirsi, emozionarsi, ridere di sciocchezze, fare cose un po’ pazze: ecco il carburante ideale per dare un “plus” alla nostra storia.

Sognare insieme

Fare progetti, immaginare il futuro, divertirsi a pensare a una vacanza insolita, una casa nuova, un corso da fare entrambi (da sub, per esempio), ma anche a un figlio: sognare non costa niente, anche se invece realizzare i sogni comporta di solito una certa spesa. Ma la capacità di condividere fantasie e desideri ci avvicina  e ci unisce. Per concretizzare un’aspirazione ci vogliono coraggio e determinazione, che si moltiplicano se si cercano in due. E ci danno la forza positiva di rendere reale qualsiasi desiderio.

Evitare i confronti

Non dobbiamo cancellare tutto quello che abbiamo entrambi vissuto prima di stare insieme. È il nostro passato, la nostra storia, il nostro ieri. Ma non dovrebbe influenzare quello che stiamo vivendo oggi. Cerchiamo di evitare i paragoni con partner precedenti, sia nel bene che nel male. Stiamo alla larga anche dai confronti con altre coppie o altri uomini (o donne) che abbiamo conosciuto. Non sono operazioni utili all’armonia della coppia, ma risultano insidiose e possono ferire.

Litigare è lecito, scusarsi è obbligatorio

È illusorio pensare che, a due persone che si amano, non possano mai saltare i nervi. Infatti succede, eccome. Si può litigare, anche per sciocchezze, ma è fondamentale poi chiedersi scusa, che è un bell’atto di umiltà, rispetto ed educazione dei sentimenti. Devono essere però delle scuse sincere, sentite, non venate dall’orgoglio (“ti chiedo scusa, ma tu certe volte sei insopportabile!”) o dal sarcasmo (“Ok, eccoti le mie scuse, ora puoi cantare vittoria!”). Ricorrere troppo spesso alle scuse, però, svela che tra noi ci sono delle tensioni che andrebbero approfondite e risolte.

Fidarsi è bene, parlarsi è meglio

Uno dei tarli che più corrode una relazione è il sospetto. Dubitare del partner, convincersi che ci ha mentito, presumere ipotetici tradimenti sono tutti atteggiamenti che non solo ci fanno venire l’ansia ma possono demolire il rapporto. Covare il sospetto che il nostro compagno sia un infido traditore, senza riuscire ad affrontare chiaramente l’argomento con lui, equivale a scrivere “the end” sulla nostra love story. Se abbiamo dei dubbi, quindi, ricorriamo all’arma più potente che esista (e non è spiare il suo cellulare): parlarsi con sincerità, dire come ci sentiamo, raccontare i nostri timori.

E il sesso? Spesso e (sempre) volentieri

È il passaporto per l’intimità, la confidenza, la passione. Il sesso è la gioia di godere una dell’altro, di condividere il piacere, di seguirsi senza remore nei propri desideri più profondi. Ma non facciamolo mai perché “si deve”: piuttosto facciamo l’amore quando e come ci va. È un atto di scoperta continua e di assoluta vicinanza che rinsalda l’intesa e la complicità: merita di essere vissuto con reale trasporto e travolgente eccitazione.