Parenti impiccioni? Ecco come sopravvivere alle loro domande

Se zie e cugine vi assillano con le loro domande, non disperate: vi regaliamo una mini guida alla sopravvivenza

Diciamolo francamente: l’idea di una famiglia armoniosa e idilliaca in cui tutti, ma proprio tutti, vanno d’amore e d’accordo è una fantasia alquanto utopistica, propria solo di certe pubblicità.

La dura realtà è tutt’altra cosa. Critiche, litigi, battibecchi, consigli non richiesti e musi lunghi sono all’ordine del giorno. E non mancano situazioni di vere e proprie antipatie croniche fomentate dall’atteggiamento inopportuno – per usare un eufemismo –  di quei parenti impiccioni che non riescono a tenere la bocca chiusa o semplicemente a curarsi dei loro affari. Basti pensare al tormentatissimo rapporto nuora-suocera: un cliché vecchio come il Mondo, ma sempre attuale, che può dar vita a veri e propri drammi o catastrofi familiari.

Siete vittima di una di queste incresciose situazioni? Qualcuno, nella vostra famiglia, vi dà il tormento assillandovi con mille domande fatte nel modo sbagliato al momento sbagliato? Niente paura: ecco alcune tecniche infallibili per sopravvivere a tutto questo.

  • La colpa è sempre del pediatra

Se la suocera critica il modo in cui gestite il raffreddore del suo prezioso nipotino, non perdete le staffe. In questo caso lo ‘scaricabarile’ è la tecnica migliore da approntare per zittirla. Una piccola bugia ‘bianca’, del tipo “Me l’ha detto il pediatra” e il silenzio tornerà a regnare sovrano.

  • Privacy, please!

Tenere i parenti fuori dalle vostre faccende personali non deve essere motivo di scontro. Anzi, nel chiederlo potreste ribaltare la questione a vostro favore adducendo come motivazione il bisogno che vi diano fiducia e che vi permettano di gestire la vostra vita familiare in autonomia.

  • Fate spallucce

Abbiamo detto che le doti per gestire al meglio i parenti impiccioni sono il self control e la pazienza, tanta pazienza. A volte infinita. Quando la esaurite e non sapete più che pesci prendere, l’unica cosa che rimane da fare è alzare laconicamente le spalle e lasciar che la discussione si spenga da sola.

  • Non alimentate le discussioni

Se l’amica o il parente di turno si sta cimentando in un monologo insopportabile, magari spiegandovi per filo e per segno perché dovreste fare quel che vi consiglia, cercate di non fomentare la discussione. Piuttosto, cambiate completamente discorso e gettatevi su un argomento che potete padroneggiare con disinvoltura in modo da tappargli garbatamente la bocca e mettere fine alla filippica. Le vostre orecchie vi ringrazieranno.

  • A mali estremi…

… estremi rimedi! E’ uno dei proverbi più popolari (e saggi) che i nostri nonni ci hanno insegnato. Se il vostro interlocutore oltrepassa certi limiti, mettetelo a tacere con una risposta secca, dura e perentoria. Quando serve, purtroppo, l’ironia non basta. Bisogna essere piuttosto decisi. E non abbiate paura delle conseguenze, purché sappiate controllare il tono e contenere la vostra esternazione nei limiti della buona educazione. Una frase che fa sempre breccia è: “Dovresti riflettere bene prima di giudicare così facilmente la vita degli altri, sai?”. Semplice, chiaro e inopinabile.

 

 

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