Costellazioni familiari: cosa sono e a cosa servono

Cosa sono le costellazioni familiari e a cosa servono, quale sostegno forniscono e come trarne il massimo del beneficio

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Cosa sono e come nascono

A fondare le costellazioni familiari è stato uno psicologo tedesco, Bert Hellinger, le cui teorie cominciarono a diffondersi a partire dal 1980, influenzando tantissimi studiosi come per esempio Anne Schutzenberger. La storia di Hellinger segue una parabola interessante per quel che riguarda il suo incontro con lo scenario bellico, l’esperienza da prigioniero, l’ordine religioso di cui entra a far parte, lo studio della filosofia e della teologia e soprattutto l’esperienza come missionario in Sudafrica. Con gli Zulu ha trascorso 16 anni, immergendosi nelle loro tradizioni tribali e nel loro modo di percepire energie non visibili.

Lascia il sacerdozio per dedicarsi agli studi in psicanalisi a Vienna, a Monaco e infine negli Stati Uniti, dove conosce Arthur Janov (ideatore della Terapia Primaria), l’Analisi Transazionale di Eric Berne, lo psicodramma di Levi Moreno, la terapia familiare sistemica, la psicologia della Gestalt. Questi incontri fanno sorgere in lui idee per un sistema basato sul campo morfogenetico, ovvero sulle energie che si dispongono nel momento in cui “si mette in scena” una relazione.

Inizia una fase di produzione di testi notevole che arrivano a essere oltre 30 libri nel 1993. Allo stato attuale Hellinger conta oltre 100 pubblicazioni tradotte in 28 lingue differenti.

Chi ha avuto l’onore di formarsi e lavorare con Hellinger ricorda un uomo forte, determinato, in grado di sentire i movimenti del cuore dei rappresentanti e dei costellati nel corso delle varie sessioni. Imparare a leggere i corpi e le espressioni, vedere i movimenti e le energie, Hellinger ha saputo trasmettere tutto questo alle persone che ha formato, professionisti che ci permettono di usufruire di questo splendido strumento.

A cosa servono

Per spiegare a cosa servono le costellazioni dovremmo partire da una metafora di base. Ammettiamo di essere stelle che brillano, ma che brillano meglio se si trovano nella loro propria posizione. In altre parole, non danno troppa luce ad altre stelle, non sacrificano la propria, non si mettono a brillare al posto di un’altra stella oscurandola. Ecco, questo esempio ci serve per capire a grandi linee come funzionano le relazioni.

Lo spazio che esiste tra una persona e l’altra dovrebbe essere rispettato, tanto quanto il ruolo. Equilibrio significa ordine. Se, ad esempio, un padre muore e la madre inconsciamente chiede al figlio maschio di fargli da marito, attraverso comportamenti, parole e azioni nemmeno troppo consapevoli, ecco che si crea disordine. Sono solo esempi: una costellazione di fatto mostra quel che occorre vedere e ci permette di osservare se stiamo al nostro posto, se stiamo svolgendo e portando avanti la nostra verità personale e non vivendo la vita che altri si aspettano viviamo o occupando il ruolo di un defunto o di qualcuno che non ha avuto coraggio di prendersi le proprie responsabilità.

Tutto l’apparato teorico delle Costellazioni si basa su costrutti riguardanti gli Ordini dell’amore, la Legge dell’Appartenenza, la Legge dell’Ordine Sacro, la Legge dell’Equilibrio ed Esclusione, l’Irretimento, l’Ordine gerarchico, l’Amore cieco e il Movimento interrotto. Si tratta di concetti che richiedono approfondimento e studio e che permettono di leggere e svelare il modo in cui si muove e sente chi partecipa alla costellazione.

Consigli per affrontare una costellazione familiare

Una costellazione rappresenta un evento catartico che ci permette di vedere in che sistema siamo, che ruolo occupiamo, quanto siamo al nostro posto e cosa potremmo dire, quale azione potremmo fare verso coloro che ci hanno ferito, prevaricato, non riconosciuto, non visto, indotto a forme di fedeltà distorte per cui abbiamo compiuto azioni non esattamente in linea con il nostro percorso luminoso. Contemporaneamente andiamo a riconoscere anche le azioni che noi abbiamo messo in atto che ci hanno trasformato, portato fuori dal nostro potere personale o che hanno leso quello altrui. Nella costellazione si vanno a vedere il modo in cui ci si sente connessi e a chi, si svelano i legami nascosti, si vedono i segreti e le cose che non sono state rivelate e hanno assunto un peso grande, vincolante (aborti, tradimenti, etc). Queste forze agiscono sul nostro stato di salute, sulla nostra carriera, sulla percezione della nostra condizione personale.

Si possono indagare vari aspetti come il proprio rapporto con il denaro, con i genitori, con il o la partner, con un’amico/a, con un parente o in relazione alla carriera e alla situazione abitativa. Si sceglie se farsi costellare spiegando al costellatore o costellatrice quale argomento si vuole approfondire e si chiamano in scena i rappresentanti di quella determinata persona o di un’altra, che iniziano a reagire e interagire secondo quel che si crea nel campo morfogenetico. Ogni costellatore lavora in modo diverso, ma nello schema di base, dopo aver visto determinate condizioni, si lavora per apportare parole o azioni nel campo che creano variazioni, generano restituzioni di carichi e di responsabilità. Si possono provare emozioni forti e si consiglia di non raccontare subito la costellazione, ma di aspettare dei giorni per essere sicuri/e di non trasferire l’esperienza vissuta su un piano strettamente mentale.

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

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Costellazioni familiari: cosa sono e a cosa servono