Violenza sulle donne, combattere gli stereotipi fin dal nido

Il progetto per contrastare la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere a partire dall'asilo nido

Lavorare sugli stereotipi di genere al nido è uno dei modi per contrastare il gender gap e la violenza contro le donne.

Il pericolo degli stereotipi di genere

Le etichette di genere compaiono nel bambino intorno ai 20 mesi, nelle bambine già a 17 mesi. I giochi gender-based compaiono intorno ai 20 mesi. Importantissimi sono anche i giochi simbolici nei quali i bambini tendono a ripetere le routine che osservano in casa. Foster Wallace, commentando il pericolo degli stereotipi di genere ha affermato “Gli stereotipi sono come l’acqua per i pesci: proprio perché ci circondano e sono ovunque non li vediamo più”.

Gli stereotipi sono presenti sin dalla nascita e contribuiscono a distorcere la realtà con conseguenze spesso molto gravi.

Per questo Crescere Insieme, tra i principali operatori del settore dei servizi per l’infanzia e la famiglia, ha lanciato la campagna “Crescere Insieme ma senza fiocchi rosa e azzurri”, un progetto che si propone di sensibilizzare operatori e famiglie sulla necessità di abolire i comuni stereotipi di genere fortemente presenti già dalla primissima infanzia.

La parola della psicologa

“Qualcosa si sta facendo ma tanto deve essere ancora fatto” sostiene Margherita Fassari, Psicologa dello Sviluppo e Coordinatrice Psicopedagogica di Crescere Insieme (LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA): “Credo che l’asilo nido e la scuola dell’infanzia possano offrire una straordinaria occasione per promuovere un’apertura culturale che consenta di comprendere davvero la complessità sociale nella quale le famiglie vivono.

I bambini nella fascia 0-6 anni iniziano ad avere una chiara consapevolezza di quelli che sono, ad esempio, i giochi da maschio e quelli da femmina ma non solo, grazie all’influenza dell’ambiente anche alcuni tratti comportamentali vengono trasmessi secondo dinamiche di genere di cui gli adulti (genitori o educatori) non sempre si accorgono. Inoltre è importante sapere che non c’è solo una questione di responsabilità sociale ma c’è anche un tema di sviluppo cognitivo. Spesso non si pensa che quando gli adulti inseriscono delle griglie di limitazione (come gli stereotipi di genere) i mondi dei bambini diventano sempre più piccoli, un enorme limite per lo sviluppo delle potenzialità cerebrali”.

La campagna contro i pregiudizi di genere

Il progetto “Crescere insieme ma senza fiocchi rosa e azzurri” prevede momenti di formazione in presenza dedicati agli operatori, agli educatori e ai Coordinatori delle strutture di Crescere Insieme e momenti di informazione e formazione aperti alle 2000 famiglie dei bambini iscritti agli asili ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire il tema.

La campagna porta avanti alcuni semplici messaggi che hanno il compito di scardinare stereotipi e convinzioni
errate:
– D iciamo sempre che i giochi sono solo giochi, non hanno etichetta
– O ltrepassiamo i confini e lasciamo i bambini liberi di esplorare senza limitazioni
– N on inquadriamo nelle cornici ‘da maschio e da femmina’
– N on etichettiamo i lavori di casa perché non hanno genere
– E duchiamo all’inclusione, l’educazione è uno straordinario strumento di rivoluzione e può abbattere gli stereotipi

Educare alla non violenza è una questione da bambini, si basa sulla costruzione di relazioni basate sui principi di parità, di equità, di inclusività e di rispetto. Tutti aspetti che i bambini possono apprendere con immediatezza e profondità per costruire un domani migliore.

Il progetto coinvolge più di 30 asili nido sul territorio nazionale ed è aperto a tutte le famiglie che desiderano comprendere il ruolo fondamentale che genitori ed educatori hanno nel dirigere l’inclinazione e la preferenza dei bambini verso certe attività e certi modelli.

Modelli che, in ultima analisi, influenzano le opinioni che le persone hanno nei confronti della violenza contro le donne e in particolare quelle relative ai ruoli di genere e ad alcuni stereotipi rispetto alle relazioni familiari. Il tema, più attuale che mai, parte proprio dalla culla e
dalla scelta dei colori che accompagnano i primi mesi di vita dei bambini, rosa e azzurro.

I primissimi giocattoli poi non fanno che confermare gli stereotipi, tant’è che colossi del calibro di Lego stanno iniziando a contrastare il fenomeno creando giochi neutri, senza etichetta di genere, perché a toy is just a toy, come recita la famosa campagna inglese ‘Let toys be toys’ lanciata per chiedere al mercato del giocattolo e dell’editoria di lasciare bambini e ragazzi liberi di scegliere giochi e libri per inclinazione e non per genere.

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