Ghisoni racconta il suo “Don Matteo”: “Bova? Subito di famiglia. Frassica? Amico speciale”

Pietro Pulcini ci svela l'atmosfera che si respira sul set di "Don Matteo": il momento dell'addio a Terence Hill, il legame con Raoul Bova e l'amicizia con Nino Frassica

Discreto, gentile, ligio al dovere, fedele alla divisa, Pietro Ghisoni è il perfetto braccio destro del Maresciallo Cecchini in Don Matteo, una delle fiction Rai più amate in assoluto, che in 20 anni di storia ha raccolto solo grandi riconoscimenti dal pubblico. A dare il volto al mitico brigadiere Ghisoni è dal 2000 Pietro Pulcini che in tv abbiamo visto anche in tante trasmissioni di successo, quasi sempre in coppia con Nino Frassica, da Le Iene a Che tempo che fa, solo per fare due nomi.

Pulcini ci ha svelato il dietro le quinte di Don Matteo che nel 2022 è arrivato alla tredicesima stagione e ci ha fatto capire che presto si inizierà a girare la prossima. Ci ha raccontato dell’atmosfera meravigliosa che si respira sul set, della profonda amicizia che lo lega a Nino Frassica, ma anche a Flavio Insinna, ritornato dopo anni di assenza a interpretare Flavio Anceschi, e Francesco Scali. Ci ha raccontato dell’addio di Terence Hill che ha lasciato la tonaca più famosa d’Italia e dell’arrivo di Raoul Bova (Don Massimo), ormai uno di loro.

Tu interpreti uno dei personaggi storici di Don Matteo, Ghisoni, come hai reagito alla notizia che Terence Hill avrebbe lasciato la serie?
Con doppia emozione. Da un lato, mi è molto dispiaciuto, come a tutti del resto, visto che mi lega una forte amicizia a Terence Hill, dall’altro però era un po’ nelle corde, nella vita. Al suo posto abbiamo trovato un nuovo attore e collega fantastico. O meglio, abbiamo lasciato una persona fantastica e ne abbiamo trovata un’altra altrettanto fantastica. Io ti parlo dal lato umano, perché dal punto di vista professionale sono due bravissimi attori. Raoul [Bova ndr] è una persona stupenda che si è integrata benissimo nel gruppo. Quindi ribadisco, abbiamo lasciato un amico, che rimane amico, ed è arrivato un altro che lo è diventato per tutti noi.

Non ci sono possibilità per un ritorno di Terence Hill?
Non lo so… Non lo sa nessuno.

L’arrivo di Don Massimo, interpretato da Raoul Bova, è stato accolto molto bene e Don Matteo 13 ha ottenuto un record di ascolti
Grandissimi risultati non solo di auditel, ma anche di commenti sui social. Il pubblico lo ha accolto benissimo e il personaggio di Raoul è piaciuto e piace moltissimo. C’è stato un plebiscito di plausi.

E del Maresciallo Cecchini cosa ci dici? Tra l’altro tu e Nino Frassica avete lavorato insieme anche in tanti altri progetti oltre Don Matteo
Tutti mi accusano che lavoro sempre con Frassica. È ora di finirla, io lavoro solo con Nino [ride ndr]. Tra noi c’è un’amicizia incredibile e abbiamo fatto tantissime cose insieme, dalle Iene a Che tempo che fa. Tra l’altro alle Iene per me è stata un’esperienza fantastica, sono stati anni bellissimi [dal 2012 al 2013 in coppia con Frassica, nel 2014 da solista ndr] Poi io e Nino abbiamo lavorato insieme da Chiambretti [nel programma Pronto Chiambretti ndr], nel 2018 siamo stati insieme ospiti al Festival di Sanremo. E poi ancora Dopo fiction, abbiamo fatto importanti programmi alla radio. Nino è proprio un amico speciale.

Frassica ti ha dato qualche consiglio professionale strategico?
Per me solo stargli vicino è una fortuna incredibile, perché Nino è proprio una palestra giornaliera: è come se andassi a scuola di comicità e recitazione tutti i giorni. Basta solo vederlo quando lavora, per imparare qualche cosa.

In quanto colonna portante di Don Matteo, il tuo personaggio, Ghisoni, ha lavorato con i tre Capitani che si sono alternati nel corso degli anni: ci racconti un dettaglio per ognuno?
Flavio Insinna [il Capitano Anceschi, diventato Colonnello in Don Matteo 13 ndr], Nino Frassica [il Maresciallo Cecchini ndr.], Francesco Scali [Pippo ndr] e me, soprannominati da Insinna i Beatles, siamo quattro amici del cuore. Flavio è mio fratello, insieme a Nino e Francesco.
Con Simone Montedoro [il Capitano Tommasi] c’è un rapporto stupendo, un amico eccezionale. Abbiamo lavorato insieme, oltre a Don Matteo, in tante serate di cabaret. Abbiamo un feeling strepitoso. Anche lui è un altro fratello acquisito.
Maria Chiara [Giannetta, alias la Capitana Olivieri ndr] è la sorellina di tutti noi. Non vorrei fare una sviolinata, ma il rapporto che si è creato con tutti gli attori di Don Matteo, e ne sono passati tanti, è davvero speciale, un miracolo. Da subito si è creato un clima meraviglioso, non c’è mai stato un litigio, uno screzio. Al contrario, si ride, ci si aiuta. Si respira un’atmosfera fantastica. Tutti gli attori che sono passati per Don Matteo, anche per una puntata, se ne sono accorti e se ne vanno sempre con nostalgia. Il segreto è che veramente siamo una famiglia. Ci si vuole bene tra noi, siamo amici nella vita e questo poi si vede.

Anche con Raoul Bova c’è stata da subito sintonia?
Sì, con Raoul Bova è successa la stessa cosa, appena è arrivato, sembrava già uno di famiglia. C’è un clima pazzesco in Don Matteo e si ricreerà appena torneremo di nuovo sul set.

Hai sempre voluto fare l’attore?
Assolutamente sì. Non so come è nato questo desiderio, ma c’è sempre stato. Ho una passione chimica, chirurgica per questo mestiere. Alcune sue dinamiche mi emozionano sempre. Non si capisce come viene questa emozione, anche perché se lo capisci, non fai l’attore. Quando ho iniziato comunque erano altri anni, adesso è tutto più difficile. Sono cambiate le dinamiche e anche il modo di fare comicità. Il mio comico preferito in assoluto è Renato Pozzetto, è l’uomo che mi fa più ridere al mondo. Ma anche Nino è sempre stato uno dei miei preferiti.

Meglio il cinema o la tv?
Ho fatto poco cinema. Ho iniziato presto a lavorare, quasi subito è arrivato Don Matteo e quindi mi sono agganciato al mondo della fiction. Poi ho fatto tanta radio con Frassica, il teatro, spettacoli dal vivo. A tal proposito dal 20 maggio sto lavorando insieme a Nino in Nino Frassica & Los Plaggers Band, uno show di musica e cabaret.

Hai un sogno professionale nel cassetto?
Volo basso e posso dire che quello che faccio e continuo a fare è un sogno, perché una fiction come Don Matteo, così amata, così longeva ed esserci fin dall’inizio, è davvero già un sogno realizzato. La gente ti vuole un sacco bene e lo senti, lo percepisci. Lavorare con gli amici, come sto facendo, è davvero già un sogno realizzato. Non mi permetterei di volere di più. Questo non significa che non ho aspirazioni, ma riconosco quello che ho già ottenuto.