Serendipity: cos’è e come si pratica la serendipità

La serendipità è la capacità di scoprire o trovare qualcosa mentre si sta cercando tutt’altro e per praticarla servono curiosità e apertura mentale

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

La serendipità, in inglese serendipity, è quel fenomeno per il quale si scopre o si trova qualcosa mentre in modo fortuito, quando in realtà si è concentrati nella ricerca di qualcos’altro. La serendipità può portare a piccole o grandi scoperte, coincidenze piacevoli, colpi di fortuna: ad esempio, è serendipity incontrare casualmente una persona – magari in fila al supermercato – che ci cambierà la vita, ma è serendipità anche imbattersi in un meraviglioso giardino lungo il tragitto da casa al lavoro quando qualche imprevisto ci costringe a cambiare percorso o, banalmente, può essere serendipity ritrovare un oggetto in un cassetto che si cercava da tempo senza successo mentre si è impegnati a cercare qualche altra cosa. Si tratta di grandi o piccole scoperte, incontri, ritrovamenti capaci di modificare la giornata regalando buonumore o gratificazione o addirittura di stravolgere in meglio la vita. La serendipità può infatti riguardare episodi banali e marginali ma anche avvenimenti importanti legati al lavoro, alla propria situazione economica, alle relazioni. Molte scoperte scientifiche rilevanti sono un esempio di serendipità e sono avvenute mentre il ricercatore era impegnato in un obiettivo, per poi arrivare a dimostrare qualcosa su un argomento totalmente diverso che ha cambiato la storia dell’intera umanità.

Il termine serendipity fu coniato nel 1754 da Horace Walpole, scrittore inglese, che lo utilizzò in una lettera destinata a un amico. Nella lettera, l’autore inventò il termine riferendosi a “The Three Princes of Serendip”, una fiaba persiana che racconta delle scoperte e delle intuizioni inaspettate dei tre protagonisti in viaggio verso l’isola di Serendip. Serendipità significa dunque scoprire o trovare qualcosa mentre si sta cercando tutt’altro.

Come si pratica

La serendipità non è qualcosa che si può studiare e apprendere ma è frutto di un atteggiamento mentale che rende maggiormente probabili scoperte inaspettate. Per favorire la serendipity occorre avere una mente aperta e occhi vigili e avere l’attitudine a osservare in modo attento la realtà che circonda, senza pregiudizi, preconcetti o aspettative. Le sorprese, gli eventi casuali, le scoperte e gli avvenimenti inaspettati sono infatti assolutamente normali e succedono di continuo a ognuno di noi. Alcuni però non sono in grado di vederli a causa di un’eccessiva rigidità mentale e di uno scarso spirito di osservazione che rende chiusi e “ciechi” verso il mondo e le sue infinite possibilità. Una persona poco curiosa, apatica, negativa, poco attenta e aperta verso gli altri, difficilmente potrà sperimentare episodi serendipici. Al contrario, chi è per natura positivo, curioso, vigile, socievole ed estroverso avrà sicuramente più probabilità di scorgere la serendipità in molte occasioni. Una mente e un atteggiamento aperti, infatti, portano con maggiore frequenza a uscire dalla propria zona di comfort e a sperimentare cose nuove: cambiare tragitto quando ci si reca al lavoro, modificare piccole cose della propria quotidianità, frequentare posti nuovi e diversi, favorisce sicuramente incontri, avvenimenti, esperienze e moltiplica la possibilità di vivere la serendipità.

Gli eventi serendipici possono accadere anche a chi non modifica in modo particolare la propria routine e che tende a fare sempre più o meno le stesse cose. Anche le persone molto abitudinarie possono vivere esperienze serendipiche, semplicemente coltivando e mantenendo viva la propria capacità di osservazione cosciente. Per fare nuove scoperte, infatti, bisogna essere dei buoni osservatori e di ampie vedute, così da riuscire a scorgere particolari ed essere maggiormente propensi ad avere intuizioni. Qualche esempio? Poniamo che una persona decida di andare in un ristorante in particolare per cena e che, mentre passeggia per raggiungerlo, lungo il percorso ne incontra un altro, molto più carino ed economico e dove cenerebbe sicuramente meglio: se quella persona è aperta alle novità, cambierà i propri piani e tornerà a casa gratificata per la bella scoperta, altrimenti avrà perso l’opportunità di scoprire una cosa nuova. Allo stesso modo, se mentre si sta studiando un qualsiasi concetto si ha una mente aperta, libera da pregiudizi e preconcetti e in grado di fare collegamenti, sarà più probabile scoprire qualcosa di nuovo. In caso contrario, ci si limiterà ad apprendere ciò che si sta studiando. Gli esempi possono essere infiniti e riguardare anche le relazioni: a chi non è capitato almeno una volta nella vita di amare senza essere corrisposto? In questi casi, spesso ci si fissa su quella persona e si rimane bloccati in una strada senza uscita, precludendosi la possibilità di conoscere qualcun altro o addirittura impedendo di notare qualcuno che la vita ci ha fatto incontrare: con una mente più aperta e una visione meno rigida, sarebbe invece stato naturale accorgersi dello sguardo o dei gesti interessati di un’altra persona e vivere un’esperienza serendipica.

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