Rieducazione posturale: cos’è e come funziona

Come funziona la rieducazione posturale e quali sono i benefici di questa pratica che aiuta il corpo e migliora anche la condizione emotiva e mentale

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

La postura

Postura significa non solo corpo ma anche assetto emotivo, psicologico, mentale. Postura significa diventare consapevoli dello spazio che occupa il nostro corpo e di come lo gestiamo, che movimenti facciamo e con quanta forza e consapevolezza armonica compiamo le nostre azioni. Una postura scorretta non solo porta a squilibri cinetici ma anche a comportamenti di chiusura, andando a influire notevolmente sull’umore. Di contro, prendersi cura del proprio assetto posturale, migliora l’autostima e la sicurezza. In molti sottovalutano quanto stretto sia il legame tra qualità della vita e postura.

Postura non significa solo abitudini da in piedi o da seduti, ma rappresenta anche l’insieme del vissuto della persona e questo significa che a incidere sulla postura sono anche stress, traumi fisici ed emotivi, abitudini legate al lavoro che si svolge, respirazione scorretta data da condizioni emotive gestite male, squilibri biochimici derivati legati persino al modo in cui ci si nutre e agli alimenti che si scelgono di consumare. Si tratta quindi di un insieme di fattori che fanno di noi chi siamo.

Lavorando sulla postura si migliorano altri aspetti e viceversa. Addirittura il modo in cui stiamo dritti influenza anche la nostra percezione del dolore: se assumiamo una postura svogliata e scomposta, la nostra soglia del dolore si abbassa notevolmente. Oltre al ruolo che gioca nella sopportazione del dolore, la postura ha anche una valenza simile a un “biglietto da visita”: ci presenta, molto prima della voce o delle parole che scegliamo di dire. La psicologa sociale Amy Cuddy in un TED Talk ha mostrato in modo molto chiaro come assumere una postura sicura – anche quando non ci si sente sicuri e pronti – spinge l’altra persona a percepirci come forti. Questo dipende dall’influenza che la postura che assumiamo ha sui livelli di testosterone e cortisolo nel cervello e anche sulle nostre possibilità di avere successo.

Si parla in questo senso di “emobodied cognition” ovvero di rapporto tra mente e corpo come fattore bidirezionale: la mente informa il corpo e il corpo manda informazioni alla mente, ovvero anche la postura che consapevolmente o meno assumiamo va a dare attivazioni precise alla nostra mente. Nel nostro modo di stare in piedi o seduti, inoltre, ci sono anche fattori legati alla famiglia e all’ambito in cui si cresce (come ben evidenziano gli studi e tutta la ricerca portata avanti da Lowen).

Come funziona la rieducazione

Per rieducazione posturale globale si intende una tecnica di terapia manuale cui il fisioterapista ricorre per la cura conservativa, di mantenimento e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici, sviluppata da Philippe Souchard.

Gli esercizi allentano la tensione globale del corpo e permettono un rilassamento attivo che unisce anche un allungamento a livello di tutti i distretti muscolari. Di solito il trattamento e i movimenti non sono dolorosi; in alcuni casi – specie se il paziente conduce una vita sedentaria, l’esecuzione degli esercizi provoca dolore o senso di indolenzimento, ma a lungo andare, allentando sempre gli stati tensivi, il corpo raggiunge un benessere e rilassamento globale e si vanno a prevenire rischi di contratture e stiramenti o anche strappi muscolari. La rieducazione posturale aiuta a migliorare elasticità, tonicità, forza e inoltre consente di sviluppare resistenza muscolare.

Molto spesso la rieducazione posturale viene anche definita ginnastica posturale ma dobbiamo ricordare che l’allungamento globale attivo di Souchard implica esercizi specifici, mentre nella grande categoria di ginnastica posturale ricadono molte altre sequenze e procedimenti.

La rieducazione posturale ha scopo preventivo e riabilitativo specie dopo interventi chirurgici, operazioni al ginocchio, problemi alle anche, o altre condizioni che sono andate a incidere sul modo di muoversi. Per quel che riguarda i dismorfismi, la rieducazione posturale riporta benessere in caso di lombalgie, mal di schiena a livello dorsale o cervicale, durante il trattamento di ernie, in caso di sciatalgie o se si presenta artrosi.

Una sessione tipo

Per la rieducazione posturale di solito il fisioterapista consiglia di indossare un abbigliamento comodo e non eccessivamente stretto. Prima di tutto il fisioterapista osserva i movimenti della persona e anche i suoi atteggiamenti statici per poi predisporre un programma personalizzato proprio su misura, fatto di vari appuntamenti dove l’impegno fisico e l’attenzione aumentano gradualmente. La persona viene guidata non solo nell’esecuzione del movimento, ma anche per quel che riguarda le indicazioni relative alla respirazione. Il dialogo in corso d’opera diventa un fattore fondamentale. A volte il terapeuta sceglie di concludere con una fase finale di rilassamento.

Nel giro di poche settimane si sente il miglioramento, si dosa meglio la forza, si percepisce prima la stanchezza e migliora la percezione generale del proprio corpo, evitando anche il rischio di infortuni o andando a migliorare la situazione nel caso di incidenti o precedenti infiammazioni. Migliora l’evacuazione e la condizione generale dei visceri, come anche il senso di leggerezza globale.

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