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Occhi rossi, secchezza e corpi vitreali: come proteggere la vista in estate

Con l’estate gli occhi diventano più vulnerabili a sole, vento, cloro e salsedine: i consigli dell'esperto per il benessere oculare

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Redazione

DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili.

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Con l’estate e la bella stagione i nostri occhi diventano estremamente sensibili, nonché più vulnerabili per via della presenza di agenti esterni che possono irritarli, infiammarli e comprometterne il benessere: la luce solare intensa, il vento, la sabbia, il cloro delle piscine e la salsedine agiscono ogni giorno sulla superficie oculare.

Esistono però dei validi alleati che possono aiutarci a mantenere il nostro benessere la prevenzione fatta con il supporto di un vero esperto e, ovviamente, gli occhiali da sole, che nei mesi caldi assumono il ruolo di dispositivo di protezione a tutti gli effetti.

Le problematiche più diffuse d’estate

Ma andiamo per ordine. Non tutti lo sanno, ma la verità è che durante la stagione calda la superficie dell’occhio lavora in condizioni particolarmente impegnative. La radiazione ultravioletta raggiunge i suoi picchi annuali e colpisce in modo diretto la congiuntiva e la cornea, i tessuti più esposti dell’apparato visivo. Allo stesso tempo, il caldo e il vento alterano la stabilità del film lacrimale, la pellicola liquida che a ogni battito di palpebre si distribuisce sull’occhio per lubrificarlo, nutrirlo e difenderlo dagli agenti esterni.

Quando questo delicato equilibrio si incrina, la superficie oculare perde parte delle sue difese naturali e compaiono i disturbi tipici dell’estate. Alcuni sono passeggeri e si risolvono con qualche accorgimento, altri meritano l’attenzione di uno specialista perché possono evolvere in infiammazioni più serie.

Occhi rossi e congiuntiviti

L’occhio rosso è il segnale estivo più frequente. Il termine medico è iperemia congiuntivale e indica la dilatazione dei piccoli vasi sanguigni della congiuntiva, la membrana trasparente che riveste la parte anteriore dell’occhio e l’interno delle palpebre. Si tratta di una risposta difensiva: l’occhio aumenta l’afflusso di sangue nella zona irritata per contrastare l’aggressione in corso.

Le cause, d’estate, si moltiplicano: il cloro della piscina altera il pH della superficie oculare e scatena congiuntiviti di tipo irritativo, così come la sabbia sollevata dal vento e la salsedine. I pollini e le graminacee, ancora presenti nei primi mesi estivi, sono responsabili delle forme allergiche, che si riconoscono per il prurito insistente e la lacrimazione abbondante.

Le congiuntiviti infettive, causate da batteri e virus, trovano invece terreno fertile negli ambienti affollati e umidi come stabilimenti balneari, docce comuni e bordi piscina, dove il contagio avviene con facilità attraverso mani, asciugamani e superfici condivise.

A queste cause si aggiunge l‘azione diretta del sole: un’esposizione intensa e prolungata ai raggi UV può infiammare la congiuntiva e la cornea fino a provocare la fotocheratite, una vera e propria scottatura oculare che si manifesta a distanza di alcune ore con dolore, sensazione di corpo estraneo, lacrimazione e forte intolleranza alla luce. Chi passa molte ore in barca, in spiaggia o in alta montagna ne è particolarmente esposto, perché acqua, sabbia e neve riflettono la radiazione e ne amplificano l’effetto.

Secchezza oculare

Il caldo, il vento e i continui passaggi tra l’aria condizionata e l’esterno accelerano l’evaporazione del film lacrimale. Le lacrime si assottigliano prima del previsto, la superficie oculare resta scoperta tra un battito di palpebre e l’altro.

A questo punto, compaiono i sintomi caratteristici della sindrome dell’occhio secco: la sensazione di avere sabbia negli occhi, il bruciore, l’affaticamento visivo e una visione che tende a farsi instabile nel corso della giornata. Chi già soffre di secchezza oculare durante l’anno, per esempio per il lavoro prolungato al computer o per l’uso di lenti a contatto, d’estate vede spesso peggiorare la situazione.

I corpi vitreali

I corpi mobili vitreali, noti anche come miodesopsie o “mosche volanti“, sono addensamenti del corpo vitreo, la sostanza gelatinosa e trasparente che riempie la parte posteriore del bulbo oculare. Con il passare degli anni, e in alcuni casi anche in età giovane, il vitreo perde parte della sua omogeneità: le fibre di collagene che lo compongono si aggregano e formano piccoli filamenti, puntini o ragnatele che fluttuano nel campo visivo seguendo i movimenti dello sguardo.

D’estate questi addensamenti diventano molto più evidenti: osservare un cielo terso, la distesa dorata di una spiaggia o il riverbero del mare crea uno sfondo luminoso e uniforme sul quale le miodesopsie proiettano la loro ombra sulla retina, rendendole impossibili da ignorare.

Come prevenire queste problematiche?

Posti i problemi, parliamo di prevenzione. Quella oculare dà i suoi frutti quando viene costruita insieme a uno specialista, con controlli regolari e indicazioni tarate sulla propria situazione. Uno dei nomi su cui si può fare riferimento è il dottor Vincenzo Pagliara, medico chirurgo specialista in oculistica che riceve nei suoi studi di Salerno e Baronissi e che da tempo affianca alle visite in presenza anche le consulenze a distanza, una possibilità comoda per chi d’estate si sposta tra viaggi e vacanze.

Dottor Vincenzo Pagliara
Oculistica Pagliara
Il dottor Vincenzo Pagliara

Il punto di partenza resta la visita oculistica di controllo, meglio se programmata prima delle partenze: consente di valutare lo stato del film lacrimale, escludere infiammazioni già in corso, controllare la salute di cornea e retina e ricevere indicazioni personalizzate su protezioni e lenti. Durante il controllo lo specialista può anche prescrivere lacrime artificiali adatte al proprio tipo di secchezza, perché i sostituti lacrimali si differenziano per composizione e densità e la scelta casuale al banco della farmacia raramente centra il bisogno reale dell’occhio.

Accanto alla visita contano le abitudini quotidiane: sciacquare il viso e le palpebre con acqua dolce dopo ogni bagno in mare o in piscina elimina cloro e salsedine prima che irritino la congiuntiva. Le mani vanno tenute lontane dagli occhi, in particolare in spiaggia, dove sabbia e batteri si trasferiscono con un semplice sfregamento. Un cappello con visiera nelle ore centrali della giornata riduce la quantità di luce che raggiunge gli occhi dall’alto, integrando la protezione degli occhiali.

Anche l’idratazione generale incide sulla qualità delle lacrime: bere a sufficienza aiuta l’occhio a mantenere una lubrificazione adeguata. Infine, gli schermi meritano una menzione: smartphone e tablet seguono ovunque, anche sotto l’ombrellone, e la lettura in piena luce affatica la vista più del solito, quindi le pause regolari diventano ancora più preziose.

Un discorso a parte riguarda chi porta le lenti a contatto: mai indossarle in piscina o in mare, perché l’acqua veicola microrganismi in grado di aderire alla lente e provocare infezioni corneali anche serie. Meglio alternare con gli occhiali da vista abbinati a lenti da sole graduate, oppure valutare con lo specialista le soluzioni giornaliere usa e getta per i giorni di mare.

Perché gli occhiali da sole non possono mancare?

Vale però la pena dire che ci sono degli altri alleati importantissimi per la prevenzione, gli occhiali da sole. Ecco, gli occhiali da sole “rispondono” anche a tutte le problematiche che abbiamo descritto all’inizio in modo mirato.

Contro occhi rossi e congiuntiviti agiscono su due fronti: da un lato fanno da barriera fisica contro polvere, vento, sabbia e corpi estranei, riducendo le occasioni di irritazione della congiuntiva; dall’altro schermano i raggi ultravioletti prima che raggiungano i tessuti oculari, tenendo alla larga le infiammazioni di origine solare e quella fotocheratite che colpisce chi trascorre ore in barca, in spiaggia o in quota senza protezione.

Sul fronte della secchezza oculare, il merito va soprattutto alla forma. Una montatura avvolgente crea attorno all’occhio un microclima più stabile: devia il flusso d’aria diretto sulla superficie oculare, rallenta l’evaporazione delle lacrime e attenua quella sensazione di sfregamento che accompagna ogni battito di palpebre nelle giornate ventose o nei locali climatizzati.

Con i corpi mobili vitreali il discorso si sposta sulla percezione. Le lenti scure abbassano la luminosità di fondo e riducono il contrasto tra le miodesopsie e lo sfondo chiaro del cielo o della spiaggia: i filamenti tornano a confondersi con l’ambiente circostante e smettono di catturare l’attenzione a ogni movimento dello sguardo. La lente giusta trasforma un fastidio costante in una presenza che passa inosservata.

Va precisato, comunque, che è la qualità delle lenti a determinare la reale capacità protettiva di un occhiale da sole: una lente scura di scarsa qualità risulta persino dannosa, perché la pupilla, ingannata dalla penombra, si dilata e lascia entrare una quantità maggiore di radiazione ultravioletta. Per questo la scelta va fatta con criterio, meglio se guidata da un oculista che conosce le esigenze visive della persona. Le caratteristiche da ricercare sono queste:

  • Filtro UV400 certificato: blocca la totalità dei raggi ultravioletti fino a 400 nanometri ed è il requisito minimo irrinunciabile, da verificare sempre sulla marcatura CE e sulla documentazione del produttore.
  • Lenti polarizzate: eliminano i riflessi abbaglianti generati da acqua, sabbia e asfalto, con un beneficio immediato per chi guida, naviga o trascorre le giornate in spiaggia.
  • Lenti fotocromatiche: si scuriscono in proporzione all’intensità della luce e tornano chiare in interni, ideali per chi passa di continuo dall’ombra al pieno sole.
  • Colorazioni specifiche: dal marrone al grigio-verde, ogni tinta modula in modo diverso contrasto e percezione dei colori; la scelta con lo specialista permette di individuare quella più adatta, per esempio per attenuare la visibilità dei corpi mobili vitreali.
  • Trattamento antiriflesso interno: impedisce alla luce che arriva da dietro di riflettersi sulla superficie posteriore della lente e di raggiungere l’occhio, un dettaglio spesso trascurato che migliora parecchio il comfort.

A queste caratteristiche si aggiunge la già citata montatura avvolgente, che protegge anche lateralmente e contribuisce a preservare l’umidità naturale della superficie oculare.

Il parere di un esperto

Il dottor Vincenzo Pagliara si occupa da oltre quarant’anni di prevenzione, diagnosi e cura dei problemi visivi, con un’attenzione particolare alla correzione dei difetti della vista attraverso occhiali e lenti personalizzate. Docente universitario di oculistica e membro dell’American Academy of Ophthalmology, ha costruito la sua pratica clinica proprio sull’idea che la protezione degli occhi passi da soluzioni calibrate sulla singola persona, dalle lenti da sole alle terapie per le patologie della superficie oculare.

Come accennavamo, per chi d’estate è lontano da Salerno e Baronissi, o preferisce un primo confronto senza spostarsi, il dottor Pagliara offre la videoconsulenza online tramite WhatsApp, attiva anche nei mesi estivi. Diverse condizioni possono essere valutate e seguite a distanza: le congiuntiviti, i corpi mobili vitreali, i disturbi legati alla secchezza oculare e altre problematiche stagionali trovano nella visita online una prima risposta tempestiva, con la possibilità di impostare subito una terapia o di programmare un approfondimento in studio quando necessario.

Prendersi cura degli occhi durante l’estate significa arrivare a settembre con una vista riposata e pronta a ripartire.