La sostituzione del cristallino opacizzato, quindi l’intervento di cataratta, ha fatto passi da gigante in senso tecnologico. Ed ora addirittura l’intelligenza artificiale diventa la guida “intelligente” del femtolaser, il laser robotico per la cataratta, potenziandone la precisione micrometrica e adattando il trattamento alle caratteristiche specifiche dell’occhio di ciascun paziente, grazie a sofisticati algoritmi che elaborano migliaia di scansioni oculari e mappano le strutture anatomiche dell’occhio in tempo reale.
Il chirurgo diventa quindi sempre più preciso grazie ad ALLY (Adaptive Cataract Treatment System). La tecnologia, messa in atto presso l’Irccs di Negrar, segna quindi un passa avanti importante. Ma cerchiamo di capire prima di tutto quando e come occorre pensare all’intervento di cataratta.
Indice
Cos’è il cristallino e come funziona
Il cristallino aiuta a mettere a fuoco le immagini sulla retina: si trova dietro alla parte colorata dell’occhio e quando mettiamo a fuoco si modifica, consentendo di vedere bene sia le cose vicine che quelle lontane. È fatto di acqua e proteine. Queste col tempo si addensano togliendo progressivamente trasparenza. Il processo porta alla comparsa della cataratta e alla visione annebbiata.
In caso di cataratta infatti normalmente la visione diventa annebbiata e sfuocata: si possono avere difficoltà osservando le luci, si può modificare la visione dei colori e gli occhiali vengono cambiati frequentemente.
La cataratta è quindi legata all’opacizzazione del cristallino trasparente all’interno del bulbo oculare: il cristallino è come una lente d’ingrandimento biconvessa. Quando il cristallino si opacizza le immagini dell’occhio colpito possono apparire sfuocate, avvolte nella nebbia, talvolta sdoppiate, con i colori sbiaditi. Il trattamento della cataratta è esclusivamente chirurgico: consiste nella rimozione della cataratta con microsonde attraverso microincisioni della cornea e nell’impianto di un cristallino artificiale iniettabile.
Come ci si accorge della cataratta
Gli esperti ammoniscono che non sempre chi soffre del fastidio se ne accorge, quindi può anche capitare che l’operazione venga richiesta in apparente stato di benessere visivo. In altri casi, poi, la rimozione del cristallino può essere richiesta per risolvere altri difetti visivi e per affrontare meglio vere e proprie patologie come il glaucoma.
Nelle forme iniziali, in ogni modo, spesso il problema si risolve cambiando gli occhiali o aumentando l’illuminazione ambientale. Non va infine dimenticato che non tutte le cataratte sono uguali.
Esiste una forma legata all’età avanzata, che è la più frequente, ma il quadro si può presentare anche alla nascita o poco dopo. In certi casi la patologia si manifesta in persone con diabete o altre malattie degli occhi.
In genere la visita oculistica è sufficiente per rilevare il quadro a patto che si controllino la visione da lontano e da vicino e si esegua un esame del cristallino. Utile è comunque anche la tonometria con un attento esame della retina. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cataratta è la principale causa di cecità e disturbi visivi al mondo, con circa 20 milioni di persone che hanno perso la vista a causa di questa patologia”.
Con circa 650mila procedure l’anno, l’intervento di cataratta è il più eseguito nel nostro Paese, e si stima che gli impianti supereranno i 900mila all’anno entro il 2030, a causa dell’invecchiamento della popolazione tenuto conto che tra il 60 e il 70% degli over 70 presenta questo disturbo visivo, percentuale che supera l’80% tra gli ottantenni.
Cosa cambia con la nuova piattaforma
L’intelligenza artificiale diventa la guida “intelligente” del femtolaser, cioè il laser robotico per la cataratta. Come spiega Grazia Pertile, direttrice oculistica IRCCS di Negrar, “attualmente, l’unica cura definitiva è la chirurgia, che sostituisce il cristallino opaco con una lente intraoculare artificiale (IOL). In questo scenario, la nuova piattaforma rivoluziona l’approccio chirurgico, fungendo da assistente intelligente che potenzia le capacità del chirurgo.
Grazie a sofisticati algoritmi di IA e alla capacità di imaging avanzato che sfrutta sei telecamere integrate, il sistema è in grado di ottenere una scansione dettagliata del cristallino, identificando automaticamente e in tempo reale la densità, la posizione e gli strati della cataratta, consentendo trattamenti personalizzati.
Il flusso di lavoro così ottimizzato consente di eseguire la procedura di frammentazione laser del cristallino in pochi secondi e l’intero processo può essere completato in tempi molto rapidi. Ma, ancora più della velocità di esecuzione, conta la precisione con cui vengono pianificate ed eseguite le incisioni: un elemento fondamentale per ottenere il miglior risultato visivo possibile. I benefici del nuovo approccio emergono in modo particolare nell’impianto di lenti intraoculari progettate per simulare la capacità del cristallino naturale di mettere a fuoco a diverse distanze.
“Queste lenti, a differenza di quelle standard, correggono non solo la miopia o ipermetropia, ma anche la presbiopia e l’astigmatismo, consentendo nella maggior parte dei casi di ridurre o addirittura eliminare la necessità degli occhiali nelle attività quotidiane – conclude l’esperta -”.