Occhio di pernice: cos’è, cause e rimedi naturali

Cos'è e come si presenta l’occhio di pernice, quali sono le cause e come curarlo al meglio attraverso rimedi naturali

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Come riconoscerlo

Di solito questa manifestazione cutanea compare accompagnata a dolore e si presenta come una chiazza bianca, molle o dura, al cui interno c’è uno strano puntino nero. Il termine medico per questa manifestazione cutanea è tiloma e viene classificata come una vera e propria lesione ipercheratosica (ndr. lesione caratterizzata dall’ispessimento dello strato più esterno dell’epidermide).

Il puntino nero al centro della protuberanza bianca distingue l’occhio di pernice dal comune callo. La pelle si presenta spessa e dolorante al tatto per via del cosiddetto fittone corneo che va a toccare le fibre nervose sensibili al dolore, e proviamo appunto quel famoso fastidio che caratterizza l’occhio di pernice. Il dolore ci fa accorgere del problema e si accompagna a un aumento della sensibilità, prurito, sensazione di calore e fastidio generale.

In alcuni casi, l’occhio di pernice viene scambiato per una verruca, ma la differenza netta sta nel fatto che la verruca deriva da un’infezione del virus del Papilloma Umano (HPV). Per accertarsi se si tratta di verruca o tiloma a livello medico si va ad asportare l’ipercheratosi; nel caso di una verruca, dopo aver asportato la parte superficiale dell’ipercheratosi si trova un tessuto molle e facilmente sanguinante, mentre se si tratta di tiloma a uno stato grave si continua ad asportare materiale cheratinico duro.

Ricordiamo comunque che prima di procedere con l’asportazione esistono molti rimedi per individuare e curare l’occhio di pernice.

Cause

Tra le varie cause dell’occhio di pernice troviamo prima di tutto le calzature o il modo in cui si usano i calzini quando il piede magari ha sudato o è bagnato. Le scarpe rigide o troppo scomode sono tra le prime cause dell’occhio di pernice, ma anche un attrito dato ad esempio da un calzino troppo “soffocante” o scarpe allacciate troppo strette che producono uno sfregamento tra le dita dei piedi. Quando il piede è molto magro e le scarpe sono strette le ossa prominenti potrebbero creare questo problema.

Anche le ossa che a seguito di una gestione del carico hanno assunto una forma anomala rispetto alla conformazione che dovrebbero avere, possono causare l’occhio di pernice, specie se le difese immunitarie sono basse. In questa categoria ricadono le dita a martello o il “famigerato” alluce valgo. Molti di questi problemi determinano la perdita dell’arcata trasversale o generano alterazioni osteoarticolari che derivano da una postura scorretta e quindi un forte sbilanciamento tra le catene muscolari. Per evitare che il problema peggiori e che si sovraccarichino ulteriormente diverse strutture osteoarticolari e tendinee va rivista tutta la gestione del peso, dall’anca al ginocchio fino alla caviglia.

Rimedi naturali

Oltre a rimedi intuitivi ci sono anche i cosiddetti rimedi “della nonna” che ci permettono di curare l’occhio di pernice e di evitare che si ripresenti.

Tra i rimedi intuitivi, sarebbe bene evitare di indossare calzature scomode o che vanno a stressare il piede e iniziare a farsi domande su quel che riguarda il nostro livello di igiene globale. Potete scegliere un sapone antibatterico per allontanare possibili irritazioni o infezioni. L’occhio di pernice non andrebbe trattato con prodotti per i calli.

Se il problema fosse legato all’appoggio del piede conviene andare a rivedere in modo importante la postura ed eventualmente provvedere con esercizi specifici con palla da tennis o momentanea soletta per riprendere un appoggio giusto e una gestione della massa idonea.

Tra i cosiddetti “rimedi della nonna” troviamo pediluvi con acqua calda e sale di bicarbonato, a cui si può anche aggiungere qualche goccia di olio essenziale di lavanda o di limone. Il piede andrebbe tenuto a mollo per almeno 30 minuti per andare ad ammorbidire totalmente la zona interessata. Se agite delicatamente, potreste usare un’apposita limetta per diminuire manualmente la protuberanza intorno al puntino nero. In molti casi, si sfrega anche un limone sulla zona colpita e si fanno degli impacchi di camomilla per un’ora o due.

Quando il dolore e il senso di calore aumentano funziona anche molto bene il gel di aloe (se avete una piantina, prendetene una parte, spaccatela nel mezzo ed estraete il gel). Va applicata sulla parte interessata diverse volte al giorno in quanto ha proprietà rinfrescanti.

Ottimo prodotto che dona molto sollievo è anche la tintura madre di calendula applicata per circa 20 minuti più volte al giorno. Un vero rimedio della nonna sta nell’applicare uno spicchio d’aglio sull’occhio di pernice che funziona come un antinfiammatorio naturale.

Infine, spesso nel caso di occhio di pernice si usa la comune acqua ossigenata facendo un pediluvio con acqua calda e acqua ossigenata per poi andare a strofinare la pietra pomice o utilizzando una limetta si può andare a togliere l’ispessimento della pelle.

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