Miti da sfatare sugli assorbenti interni

Comodi e pratici, gli assorbenti interni sono ormai molto diffusi tra le giovanissime. Ma sarà vero tutto quello che si vocifera sul loro conto? Sfatiamo quindi alcuni miti spesso falsi.

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Gli assorbenti interni consentono di svolgere tante attività liberamente – come nuotare o fare sport – che diversamente, risulterebbero più complesse.

La coppetta, il disco o la spugnetta mestruale per esempio, fanno parte della lista di assorbenti che assorbono o raccolgono il flusso mestruale direttamente nella vagina, evitando così fuoriuscite esterne. Sono infatti pratici e comodi, dunque possono essere una buona alternativa ai classici assorbenti soprattutto in vacanza, al mare, in piscina, ma anche nella quotidianità. In più sono sostenibili (il che non guasta) e di conseguenza, preservano l’ambiente fornendo tanti bei vantaggi alle ragazze che li utilizzano.

Nonostante il successo e la diffusione nell’utilizzo degli assorbenti interni, ci sono ancora tanti falsi miti che ruotano intorno ad essi (il più delle volte, si tratta di dicerie senza fondamento).

Miti da sfatare

Cosa si può fare per fugare dubbi e incertezze? Il primo passo è imparare a conoscere gli assorbenti interni per capire se fanno davvero al proprio caso per poi sfruttarne tutti i vantaggi e considerare le eventuali controindicazioni. Ecco i più comuni miti da sfatare sugli assorbenti interni.

Non può essere usato se si è vergini

L’assorbente interno non provoca lacerazioni all’imene (in primo luogo va considerato che il tampone è molto più piccolo rispetto al pene; inoltre, anche quando non si ha avuto il primo rapporto sessuale che ne determina la rottura, l’imene presenta già naturalmente una piccola apertura per consentire il passaggio del flusso mestruale), quindi può essere utilizzato anche se non si sono ancora avuti rapporti sessuali. Qualora si dovesse avere difficoltà nell’inserirlo (ad esempio si sente dolore o si teme di farsi male), è bene chiedere aiuto alla propria ginecologia.

Il cordino si può rompere e non è possibile rimuovere il tampone da sole

È assai difficile che il cordino utilizzato per estrarre il tampone si possa rompere. Nell’eventualità in cui questo dovesse verificarsi, o anche se non si dovesse riuscire a trovare il cordino, basta rilassare i muscoli e rimuovere l’assorbente con delicatezza, aiutandosi con le dita. Non c’è rischio infatti che l’assorbente si possa “perdere” nel canale vaginale in quanto quest’ultimo ha una profondità limitata.

Deve essere tolto quando si fa pipì

Non è necessario togliere l’assorbente interno quando si va in bagno perché questo è inserito nel canale vaginale e non ha nulla a che vedere con l’uretra (il canale che collega la vescica urinaria all’esterno, da dove quindi fuoriesce la pipì). Potrebbe però essere una buona idea spostare il cordoncino del tampone per evitare che si impregni di pipì creando fastidio ed eventuali irritazioni.

Può provocare problemi e disturbi

Un altro (falso) mito è quello secondo cui l’uso di un assorbente interno possa provocare ad esempio l’endometriosi (un’infiammazione cronica provocata da cause differenti) o ancora che il flusso risalga “all’indietro”: in quest’ultimo caso, non c’è pericolo che il sangue prenda un’altra via, una volta raggiunta la massima capacità di assorbenza dell’assorbente, semplicemente, il sangue trabocca sporcando e macchiando.

Quello che potrebbe capitare, ma parliamo di casi estremamente rari, è che si possa verificare la Sindrome da Shock Tossico (TSS). A causarla è un batterio, lo Staphyloccus aureus, presente in modo naturale in vagina. Oltre a porre attenzione a sintomi quali febbre alta e improvvisa, vomito, diarrea, eruzioni cutanee, vertigini, in presenza dei quali è necessario agire immediatamente rimuovendo l’assorbente interno e contattando subito il proprio medico, per evitare che ciò accada è sempre bene utilizzare gli assorbenti interni in modo corretto, avendo cura di disinfettare le mani prima di inserirli e detergere sempre quelli riutilizzabili. Inoltre, una buona cura giornaliera delle propie parti intime e tenere l’assorbente interno non oltre il tempo consigliato, sono buone abitudini che evitano il possibile insorgere di questa rara infezione.

Non si può indossare di notte

In media, un assorbente interno dovrebbe essere cambiato ogni 6-7 ore circa, ma questo dipende anche dal flusso e quindi potrebbe essere necessario farlo con più frequenza. E di notte la situazione non è diversa da quella che si presenta durante il resto della giornata. Quindi la situazione va valutata di volta in volta. È bene comunque cercare di non tenerlo oltre il tempo raccomandato perché potrebbe causare la proliferazione di batteri o possono aumentare le possibilità che si verifichino fuoriuscite.

Non può essere indossato in piscina o al mare

Può essere utile proprio in casi come questi. In questo modo si ha la libertà di svolgere tutte le attività di cui si ha voglia senza dovervi rinunciare. È però fortemente consigliato cambiarlo dopo il bagno in acqua.

In generale quindi, gli assorbenti interni sono sicuri e non presentano particolari controindicazioni, a patto però di utilizzarli in modo corretto. Per dubbi e consigli, è possibile chiedere il parere del proprio medico o ginecologo.

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Miti da sfatare sugli assorbenti interni