Disturbo da alimentazione incontrollata: cos’è, cause e come si affronta

Il disturbo da alimentazione incontrollata colpisce il 2% della popolazione mondiale e può causare seri problemi di salute. Conosciamolo meglio

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Roberta Martinoli

Medico Nutrizionista

Dopo una Laurea in Scienze Agrarie e un Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei, consegue una Laurea in Scienze della Nutrizione Umana e in Medicina e Chirurgia.

Cos’è

Il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating disorder o BED) è un disturbo del comportamento alimentare (DCA) che colpisce il 2% della popolazione mondiale. Può causare altri problemi di salute legati alla dieta come l’innalzamento dei livelli di colesterolo (ipercolesterolemia) e l’insorgenza del diabete. Come è possibile dire anche per gli altri DCA, in caso di disturbo da alimentazione incontrollata non è solo la relazione con il cibo ad essere patologica ma spesso coesistono altri problemi psicologici come l’ansia e la depressione.

Le persone con questo tipo di disturbo assumono una quantità sovradimensionata di cibo in un lasso temporale breve pur non avendo fame. Chi fa questo tipo di esperienza riferisce di avvertire un senso di sollievo durante l’abbuffata ma di provare vergogna subito dopo e di avvertire un senso di colpa per aver perso il controllo. La diagnosi di questo disturbo avviene su base clinica se sono presenti i seguenti criteri:

  • mangiare in modo più rapido del normale;
  • mangiare fino a che non ci si sente fastidiosamente pieni;
  • mangiare una quantità abnorme di cibo pur non sentendo fame;
  • mangiare da soli per il senso di imbarazzo e di vergogna;
  • provare un senso di colpa o di disgusto nei confronti di sé stessi;
  • non mettere in atto, a differenza di quello che accade nella bulimia, nessuna condotta di compenso come l’uso di lassativi o la pratica di esercizi fisici estenuanti (camminare o correre per ore).

Poiché a seguito della comparsa di questo disturbo il peso tende ad aumentare, non è infrequente che le persone che ne sono affette provino vergogna per il loro aspetto fisico.

Cause

L’eziologia del Binge eating disorder non è ben chiara. Viene considerata una condizione ad eziologia multifattoriale, ovvero determinata dalla concomitante presenza di più fattori determinanti. I principali fattori di rischio vengono qui di seguito elencati.

  • Fattori genetici: le persone affette da BED hanno un’aumentata sensibilità alla dopamina, mediatore cerebrale del sistema di ricompensa (reward system). Ci sono prove sufficienti a dimostrare che il disturbo può essere ereditato.
  • Fattori legati al genere di appartenenza: il BED è più frequente nelle donne rispetto agli uomini. Negli Stati Uniti il 3,6% delle donne sviluppa questo disturbo in qualche momento della propria vita a fronte del 2% degli uomini. Quando c’è una differenza così significativa nella prevalenza di un disturbo tra i due sessi è lecito pensare che gli ormoni sessuali possano giocare un ruolo eziologico.
  • Dispercezione corporea o tendenza ad attribuire un valore esagerato al proprio peso corporeo. Il fatto di percepirsi grassi anche quando il peso corporeo non si discosta significativamente da un valore normale (dispercezione corporea) o il fatto di dare estrema importanza al proprio peso inducono a fare diete severe alle quali, per un effetto rebound in gran parte regolato anche da fattori biologici, seguono fasi di perdita di controllo.
  • Traumi psicologici come l’abuso, il lutto di una persona cara, incidenti stradali vissuti in un’età precoce possono contribuire all’insorgenza del disturbo.
  • La presenza di altri disturbi psicologici. Secondo le statistiche il fatto di soffrire già di fobie, di depressione, di ansia o il fatto di fare abuso di sostanze rendono più probabile l’insorgenza di BED.

Diagnosi

Per tranquillizzare i lettori va detto che in determinate situazioni sociali (feste, matrimoni, banchetti) può accadere di mangiare superando i limiti senza che questo significhi avere un disturbo del comportamento alimentare. Per contro la diagnosi di BED viene posta quando si sperimenta almeno un episodio di abbuffata alla settimana per un periodo di almeno tre mesi. In relazione alla frequenza degli episodi di abbuffata si può parlare di:

  • una forma moderata con 1-3 episodi di abbuffata a settimana;
  • una forma severa con 14 o più episodi a settimana.

Rischi per la salute

Poiché il BED è associato ad un’alimentazione per lo più scorretta (eccessivo uso di alimenti industriali e ricchi di grassi saturi e di zuccheri semplici) e all’aumento del peso corporeo nel tempo (per l’eccesso calorico e per la concomitante assenza di condotte di compenso), i rischi correlati alla salute sono quelli legati all’eccesso di adipe. Oggi sappiamo che l’aumento del grasso nella parte centrale del corpo (vita e addome) porta all’istaurarsi di uno stato infiammatorio che a sua volta determina insulino-resistenza, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, tumori. Altri problemi di salute più frequenti tra i pazienti affetti da BED sono la Sindrome delle apnee notturne, l’asma, la Sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Terapia

Una volta posta la diagnosi la terapia può contemplare la psicoterapia nei suoi vari approcci (terapia di gruppo, cognitivo-comportamentale, manuali di auto-aiuto), l’impiego di farmaci (antidepressivi, ansiolitici), il supporto di un esperto di nutrizione (medico, biologo nutrizionista) per l’elaborazione di un piano alimentare personalizzato.

Come affrontarlo

Tra i consigli pratici per poter affrontare questo disturbo quelli che si dimostrano più efficaci sono i seguenti:

  • Compilare giornalmente un diario alimentare, fidato e discreto compagno di viaggio, utilissimo per prendere consapevolezza delle dinamiche che portano alla perdita di controllo;
  • Praticare la mindfulness, lavorando così sull’autocontrollo e sull’accettazione di sé;
  • Condividere il problema con un amico, un confidente, con il partner o con un familiare, oppure con un gruppo di supporto;
  • Fare una spesa consapevole, mettere nel carrello cibo sano, ricco di nutrienti e capace di indurre un adeguato senso di sazietà;
  • Praticare sport;
  • Dormire a sufficienza (7-8 ore per notte); la privazione del sonno aumenta la vulnerabilità di fronte al confort food.