Cos’è la gentilezza, perché è importante e come praticarla

La gentilezza fa bene prima di tutto a chi la pratica perché aumenta il benessere, migliora l’umore e la salute e favorisce buone relazioni

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

La gentilezza è, per definizione, un modo di relazionarsi agli altri in maniera cortese e cordiale o, in altre parole, usando la buona educazione. Salutare i commessi e le commesse quando si entra in un negozio, ringraziare quando baristi e bariste ci servono il caffè al mattino o chiedere “per favore” quando ci rivolgiamo a un impiegato o impiegata sono esempi banali di gentilezza ed educazione che, per quanto semplici, non sono poi così scontati.

La gentilezza però non è solo buona educazione, ma anche avere parole e gesti gentili, fare complimenti sinceri, prestare attenzione ai bisogni degli altri o anche semplicemente regalare un sorriso a chi ci sta intorno, che si tratti di uno sconosciuto, della persona con cui condividiamo la vita, di un proprio familiare o di un amico o un amica. Per quanto un comportamento gentile possa sembrare ovvio, troppo spesso ci dimentichiamo di essere gentili con gli altri sia nella vita reale sia sui social; eppure la gentilezza è qualcosa che fa sicuramente bene agli altri ma che apporta benefici soprattutto a noi stessi.

Perché è importante

La gentilezza, come abbiamo detto, è un modo di relazionarsi agli altri in modo cortese ed educato, rivolgendo a chi ci sta intorno attenzioni, sorrisi, parole gentili. La gentilezza è importante innanzitutto per se stessi, perché essere gentili aumenta il benessere fisico e psicologico, migliora l’umore e la salute. Essere scortesi, sempre arrabbiati e in contrasto con gli altri, infatti, fa male prima di tutto a sé perché di fatto fa sprecare energie e genera sentimenti ed emozioni negativi che inquinano la propria vita e le proprie relazioni. Praticare la gentilezza porta invece a provare sensazioni positive e ad avere migliori rapporti con gli altri, dunque ad accrescere la qualità della vita e il benessere generale.

Inoltre, essere gentili con chi abbiamo davanti porta il nostro interlocutore a essere gentili con noi, in una sorta di circolo virtuoso. Un po’ ciò che avviene quando si sorride a qualcuno e questo, di rimando, sorride a noi: come il sorriso, anche la gentilezza è contagiosa. Quando ad esempio ci si rivolge a un impiegato o a un impiegata per risolvere una qualsiasi questione, chi in quel momento starà “lavorando per noi” lo farà con una maggiore disponibilità. Rivolgendosi invece all’impiegato o impiegata con maleducazione o in modo sgarbato, si potrebbero incontrare maggiori resistenze e, di conseguenza, meno disponibilità a risolvere il problema. La stessa cosa avviene in tutte le situazioni, nella relazione con il proprio partner, nei rapporti con familiari e amici, nelle questioni di condominio.

Praticare la gentilezza crea un ambiente rilassato, cordiale, dove le persone si sentono maggiormente a proprio agio e dunque più disponibili e affabili.

Come praticarla

Per praticare la gentilezza è necessario prima di tutto essere gentili con se stessi. Per poter essere gentili con gli altri è infatti essenziale volersi bene, trattarsi con cura: mangiare bene, svolgere attività fisica, stare a contatto con la natura, ascoltare e soddisfare i propri bisogni, dedicarsi ad attività piacevoli e non trascurare il sonno sono tutti aspetti fondamentali che contribuiscono a stare bene con se stessi e di conseguenza con gli altri. Emozioni e sentimenti negativi, infatti, possono derivare da uno stile di vita scorretto e ripercuotersi poi sugli altri. Se invece ci si prende cura si sé si è meno inclini a rabbia, tristezza, senso di frustrazione che poi vengono riversati su chi si ha vicino.

Essere gentili con gli altri, quando si è sereni e in equilibrio con se stessi, è qualcosa che viene naturale. Salutare, sorridere, chiedere per favore, ringraziare: per imparare a praticare la gentilezza si può partire da qui, dalla buona educazione. Ci si potrebbe poi spingere oltre, magari facendo un complimento sincero a un collega, offrendo il proprio aiuto a un amico in difficoltà o attraverso gesti gentili verso i vicini di casa.

Se praticare la gentilezza con chi conosciamo è relativamente facile, con gli sconosciuti le cose si complicano, perché non si percepisce un interesse diretto o immediato nell’essere gentili con chi non si conosce. Essere gentili, però, fa stare bene soprattutto noi stessi, dunque questo potrebbe spronarci a rivolgerci agli altri in maniera cordiale ed educata e valutare poi se ne abbiamo tratto un beneficio, inteso come un miglioramento del benessere.

Una buona palestra per allenarsi alla gentilezza verso chi non conosciamo, o conosciamo poco o in modo superficiale, sono i social, luogo virtuale dove troppo spesso le persone riversano frustrazione e odio attraverso commenti maleducati. Il fatto di non conoscere il proprio interlocutore, dà quasi l’illusione che quella persona non esista nella realtà: dietro allo schermo del computer o dello smartphone c’è però una persona in carne e ossa, viva, con il proprio vissuto, i propri sentimenti e i propri problemi quotidiani da affrontare. Una persona che merita rispetto ed educazione: si potrebbe provare quindi a praticare la gentilezza proprio sui social, salutando prima di un intervento, scrivendo commenti cortesi, ringraziando se qualcuno dà un’informazione utile.

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