Allergie: il calendario dei pollini in Italia

Allergia ai pollini: raffreddore da fieno, congiuntivite e occhi che prudono? Ecco come tenere traccia dei periodi di pollinazione

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Allergie, cause e sintomi

L’allergia è una reazione di ipersensibilità dell’organismo in risposta ad antigeni ambientali, chiamati allergeni. Nelle persone predisposte, dette atopiche, alcune sostanze presenti normalmente nell’ambiente vengono infatti riconosciute come antigeni dal sistema immunitario causando una reazione anafilattica. La reazione allergica prevede dunque il coinvolgimento del sistema immunitario: in particolare, quando il soggetto atopico entra in contatto con l’antigene o allergene, si verifica la produzione di immunoglobuline di tipo E (igE) che provocano una sensibilizzazione di basofili e mastociti. Durante le successive esposizioni allo stesso antigene vengono stimolati i basofili e mastociti precedentemente sensibilizzati. Come conseguenza avviene una degranulazione di queste cellule, che porta alla liberazione di citochine, mediatori lipidici e istamina. Queste sostanze causano i sintomi tipici dell’allergia che includono vasodilatazione dei capillari, aumentata permeabilità dei vasi sanguigni, broncocostrizione e asma, secrezione di muco, orticaria e spasmi intestinali. I sintomi variano chiaramente dalla via di ingresso degli allergeni all’interno dell’organismo. Gli allergeni più comuni sono proteine, tra cui troviamo i pollini prodotti dai fiori o dagli apparati riproduttivi delle piante. Nel caso dell’allergia ai pollini, la via di ingresso è inalatoria, dunque i sintomi si verificano soprattutto a livello delle vie aeree. L’allergia da pollini provoca infatti rinite o febbre da fieno con starnuti frequenti, secrezione di muco, prurito al naso e agli occhi, congiuntivite, gonfiore nasale e oculare. Altri sintomi dell’allergia ai pollini includono broncocostrizione, aumento del muco a livello dei bronchi, asma e in generale infiammazione delle vie respiratorie.

Piante che causano allergie

Non tutte le piante presenti in natura causano fortunatamente allergie. Si stima infatti che la maggior parte delle persone atopiche sia sensibile solo al polline di alcune specie vegetali tra le tante che crescono nel nostro Paese. Le specie responsabili di allergie sono comunque numerose poiché appartengono a famiglie che contano molti esemplari, tra cui:

  • Graminaceae (avena, grano, gramigna, segale)
  • Asteraceae o Composite (assenzio, camomilla, girasole)
  • Betullaceae (betulla, ontano)
  • Oleaceae (olivo, frassino e ligustro)
  • Salicaceae (pioppo e salice)
  • Corylaceae (nocciolo e carpino)
  • Cupulifere (faggio, quercia, castagno)

Altre piante appartenenti a famiglie di verse, i cui pollini possono causare allergie sono cipresso, platano, ippocastano, acero, gelso, robinia, mimosa, tiglio, pino.

Calendario dei pollini

Sebbene il periodo di pollinazione possa variare leggermente nelle varie zone del Paese in base al clima, nonché di anno in anno in relazione alle condizioni meteo, è possibile stilare un calendario dei pollini almeno approssimativo.

  • Betulaceae: da gennaio ad aprile
  • Coryliaceae: da gennaio a maggio
  • Oleaceae: da marzo a giugno
  • Cupuliferae: da marzo a giugno
  • Salicaceae: da marzo a settembre
  • Graminaceae: da aprile ad agosto
  • Asteraceae: da giugno a settembre

Per le altre piante responsabili di allergie ai pollini, i periodi di pollinazione sono abbastanza variabili e generalmente includono tutto il periodo che va dalla primavera all’inizio dell’estate, dunque dal mese di aprile fino a giugno. La bella stagione coincide infatti con la produzione di polline da parte della maggioranza delle specie vegetali. Fanno eccezione le Cupressaceae come pini e abeti, il cui periodo di pollinazione avviene nei mesi freddi, in particolare a gennaio e a febbraio.

Per riassumere:

A gennaio e febbraio e troviamo i pollini di Betulaceae, Coriliaceae, Cupressaceae e parietaria; a marzo si aggiungono Oleaceae, Salicaceae, Cupoliferae; ad aprile inizia il periodo di pollinazione delle Graminaceae e a giugno le Asteraceae. I periodi di pollinazione continuano poi, in base alle specie, fino al termine dell’estate. A partire da settembre-ottobre, la quantità di pollini si riduce per annullarsi completamente nei mesi di novembre e dicembre.

Cosa fare

Conoscere il calendario dei pollini non risolve l’allergia ma può aiutare a programmare eventuali trattamenti preventivi e a evitare i luoghi in cui si trovano le piante che scatenano una reazione allergica durante la produzione di polline. In particolare, è bene evitare di stare all’aria aperta durante le piogge e nelle giornate di forte vento e avere cura di cambiare abiti e lavare i capelli con frequenza. Se possibile, in primavera e in estate sarebbe meglio tenere il più possibile chiuse le finestre nelle ore centrali della giornata e arieggiare i locali al mattino presto e alla sera, quando l’attività pollinica si riduce. Per alleviare i sintomi dell’allergia si possono assumere antistaminici, anche naturali: particolarmente efficace in questo senso è il gemmoderivato di Ribes nigrum, da somministrare a partire da un mese prima rispetto al periodo di pollinazione delle specie che causano allergia e per tutta la durata di produzione del polline.

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