Orticaria: dai sintomi ai rimedi, tutto quello che devi sapere

Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’orticaria, dai sintomi ai rimedi, con i consigli dell’esperta

Serena Allevi Editor specializzata in Salute & Benessere Da sempre innamorata della scrittura e dei libri, lavora come editor e copywriter da circa vent’anni nel mondo del benessere a tutto tondo.

L’orticaria è un disturbo che colpisce un numero considerevole di persone, in modo piuttosto trasversale. Secondo la fonte Epidemiology of urticaria: a representative cross-sectional population survey (Clin Exp Dermatol-2010), la percentuale della popolazione mondiale che presenta almeno un episodio di orticaria nel corso della vita è del 15-20%, con un’insorgenza che può essere saltuaria oppure cronica.

Per arrivare a una diagnosi corretta dell’orticaria e a una terapia adeguata, è necessario affidarsi alla medicina specialistica ed evitare ogni tipo di cura fai-da-te. Solo lo specialista, infatti, può prescrivere eventuali esami di approfondimento per impostare la terapia più efficace e indicata. Per fare chiarezza sui sintomi, le cause e i rimedi dell’orticaria, abbiamo consultato la dottoressa Delia Colombo, Specialista in Dermatologia.

Cos’è e sintomi

Iniziamo, dunque, dalla sintomatologia legata all’orticaria e dalla natura di questa patologia. «L’orticaria è un’eruzione cutanea localizzata o diffusa che si manifesta con arrossamento, prurito e ponfi in rilievo (lesioni eritematose, rotondeggianti o irregolari, di dimensioni variabili)» spiega la dottoressa Colombo. «All’origine della patologia, si riconosce una massiccia liberazione di istamina attraverso i mastociti (cellule che svolgono un ruolo importante nel sistema immunitario), da cui consegue una reazione infiammatoria. L’orticaria può essere acuta (temporanea) o cronica (duratura o recidivante)».

Per quanto riguarda i dati, secondo il Servizio di Dermatologia Allergologica del Policlinico, l’orticaria cronica spontanea (definita con l’acronimo OCS) riguarderebbe l’1% della popolazione e la maggior parte degli accessi al servizio preposto.

Cause

Addentriamoci ora nelle cause e nei meccanismi che scatenano l’orticaria.

«L’orticaria si manifesta quando uno stimolo provoca una reazione del sistema immunitario con rilascio di istamina e di altri mediatori che regolano e controllano i processi infiammatori (come le citochine). Ciò induce una dilatazione dei vasi sanguigni locali, con un rapido rigonfiamento dovuto al travaso di fluidi e proteine nei tessuti. La tumefazione persiste fino al riassorbimento dei liquidi nelle cellule circostanti» spiega l’esperta.

Come precisa la dottoressa Colombo, il processo all’origine dell’orticaria può rappresentare il risultato di una reazione allergica o non allergica: «la differenza consiste fondamentalmente nel meccanismo di rilascio dell’istamina. A seguito dell’esposizione ad una sostanza allergizzante, l’istamina e altre sostanze pro-infiammatorie vengono rilasciate dai mastociti, attivati nella pelle e nei tessuti, in risposta alla reazione IgE mediata».

Nello specifico, le IgE o immunoglobuline E (IgE) sono un tipo di anticorpi che interagiscono con la sostanza che provoca allergia, liberando i mediatori (in primis l’istamina) responsabili dei sintomi con cui si manifesta la reazione allergica.

Rimedi e trattamenti

«Nella maggior parte dei casi, i sintomi cutanei dell’orticaria acuta regrediscono spontaneamente entro pochi giorni. Se la sintomatologia pruriginosa è estremamente fastidiosa, gli antistaminici costituiscono il trattamento di prima scelta. Questi farmaci, infatti, sono in grado di inibire l’effetto dell’istamina, quindi riducono il prurito e l’eritema nella maggioranza delle persone» spiega la dottoressa Colombo.

In alcuni casi, però, il trattamento con farmaci antistaminici potrebbe non bastare. «Nei casi più persistenti e nelle forme molto severe, il medico potrebbe indicare anche l’assunzione di corticosteroidi per via sistemica. Per l’orticaria cronica refrattaria ad altre terapie, una possibile opzione è costituita dall’omalizumab, un anticorpo monoclonale che riconosce e si lega alle IgE prodotte in grande quantità nei pazienti allergici, utile anche nella reazione orticatioide» chiarisce l’esperta.

Alimentazione

Quando si parla di orticaria, è inevitabile il riferimento all’alimentazione. Non è raro infatti che chi soffre di questo disturbo riferisca l’insorgenza dei sintomi in seguito all’ingestione di un certo tipo di alimento. Ma anche in questo caso, ogni tipo di valutazione va lasciata allo specialista.

«L’alimentazione nell’orticaria svolge un ruolo importante se l’orticaria è di tipo allergico. Sono moltissimi i cibi che possono portare a sviluppare l’orticaria, per questo si valutano i rast (IgE specifiche) per considerarne la gravità» spiega l’esperta.

Non esiste, dunque, uno schema alimentare generico per prevenire o trattare l’orticaria. Come precisa la dottoressa Colombo, «la dieta ideale per chi soffre di orticaria dipende dal cibo incriminato, naturalmente gli stimolanti del rilascio di istamina dovrebbero essere evitati».

Tra i cibi ricchi di istamina troviamo: vino (soprattutto rosso), pomodori (specie se in conserva), tutti gli alimenti fermentati, gli spinaci, alcuni formaggi stagionati, l’estratto di lievito (che si trova nei dadi da cucina). Tra i cibi istamino-liberatori, che stimolano il rilascio di istamina e se si soffre di orticaria andrebbero quindi evitati, rientrano: cioccolato, fragole, pomodori, alcol in generale, frutti di mare, banane, alcuni tipi di pesce e le uova.

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