Acqua diuretica: caratteristiche, benefici e quando berla

L’acqua che beviamo non ha solo lo scopo di soddisfare il fabbisogno idrico. Può anche avere una valenza terapeutica, come l’acqua diuretica

Roberta Martinoli Medico Nutrizionista Dopo una Laurea in Scienze Agrarie e un Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei, consegue una Laurea in Scienze della Nutrizione Umana e in Medicina e Chirurgia.

Quali sono le acque diuretiche?

In commercio sono presenti numerose acque minerali che vengono classificate sulla base del residuo fisso. Con questo termine si indica la quantità di sali disciolti in un litro di acqua. Il suo valore viene riportato in etichetta ed è espresso in milligrammi per litro. Si può così parlare di:

  • acqua minimamente mineralizzata con un residuo fisso non superiore a 50 mg/l;
  • acqua oligominerale o leggermente mineralizzata nella quale residuo fisso e pari a 500 mg/l;
  • acqua medio minerale con residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l;
  • acqua ricca di sali minerali con residuo fisso superiore a 1500 mg/l.

Le acque con minor contenuto di residuo fisso (acqua minimamente mineralizzata e acqua oligominerale o leggermente mineralizzata) contengono poco sodio e il loro consumo è indicato ai pazienti affetti da ipertensione arteriosa. Si tratta di acque dal sapore delicato. La carenza di sali minerali stimola la diuresi e aiuta a prevenire la calcolosi renale.

Al contrario, le acque con un più alto residuo fisso sono indicate per chi pratica attività sportiva al fine di reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione.

Le acque si possono distinguere in base al tipo di sali minerali che contengono. È interessante notare che i minerali disciolti nell’acqua sono assorbiti dal nostro organismo allo stesso modo in cui vengono assimilati i minerali presenti negli alimenti. Quindi potremmo dire che l’acqua, pur essendo priva di valore calorico, è un alimento a tutti gli effetti perché ci permette di soddisfare i nostri fabbisogni per alcuni micronutrienti essenziali. In base al tipo di sale minerale prevalente si parla di:

  • acqua solfata;
  • acqua clorulata;
  • acqua calcica;
  • acqua magnesiaca;
  • acqua bicarbonate;
  • acqua fluorata;
  • acqua ferruginosa;
  • acqua acidula;
  • acqua sodica.

L’acqua con proprietà diuretiche è un’acqua a basso contenuto di sodio. Più precisamente, in questo tipo di acqua il tenore di sodio è inferiore a 20 mg/l. Va detto comunque che le acque magnesiache, caratterizzate da un contenuto di magnesio superiore a 50 mg/litro, e le acque bicarbonate, anch’esse ricche di magnesio, esercitano una spiccata azione diuretica.

Proprietà

In virtù della sua bassa concentrazione in sali minerali,  l’acqua diuretica viene rapidamente assorbita dalle cellule e con la stessa rapidità viene espulsa. L’aumento del carico idrico circolante porta a un’immediata risposta renale. L’azione diuretica consente di eliminare le sostanze di scarto (vedi acido urico, azoto ureico e acido ossalico), di contrastare la ritenzione idrica e di favorire l’assorbimento dei minerali.

Benefici

L’acqua diuretica è indicata a chi soffre di ipertensione arteriosa. L’aumentata eliminazione di acqua con le urine riduce infatti il volume ematico (volemia) e questo contribuisce all’abbassamento della pressione arteriosa.

Il consumo di acqua diuretica è indicato anche in caso di calcolosi renale poiché favorisce la contrazione e la dilatazione delle vie urinarie (peristalsi). Questi due meccanismi assieme promuovono l’espulsione dei calcoli eventualmente presenti.

Si consiglia un consumo costante di acqua diuretica nelle persone che soffrono di cistiti ricorrenti poiché questo tipo di acqua è in grado di ridurre i fenomeni infiammatori che interessano la mucosa vescicale. L’aumento della diuresi inoltre favorisce una sorta di lavaggio della vescica e delle vie urinarie.

In ultimo, l’acqua diuretica è indicata nelle persone che soffrono di gotta, condizione patologica caratterizzata dall’aumento dei livelli nel sangue di acido urico (una sostanza di scarto del metabolismo). Se non adeguatamente eliminato attraverso la diuresi, l’acido urico si complessa con dei minerali e precipita sotto forma di sale a livello delle articolazioni. L’articolazione interessata dalla gotta diventa rossa, edematosa e dolente e questi fenomeni compromettono la sua funzione. L’acqua diuretica aiuta a ridurre i livelli plasmatici di acido urico svolgendo allo stesso tempo un’azione protettiva a carico dei reni.

Quando berla

Tutti coloro che soffrono di ritenzione idrica, di ipertensione arteriosa, di calcolosi renale, di cistiti ricorrenti e di gotta potrebbero giovarsi dell’assunzione regolare di acqua diuretica.

Ora sappiamo che un’acqua è diuretica se:

  • ha un basso residuo fisso
  • è povera di sodio ed eventualmente ricca di magnesio.

Si consiglia l’assunzione di due litri al giorno poiché attraverso quest’acqua dovremmo soddisfare anche il nostro fabbisogno idrico.

I LARN (Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Energia e Nutrienti per la popolazione italiana) suggeriscono di bere 1 ml di acqua ogni kcal consumata: questo significa che se si assumono giornalmente 2000 kcal (è il fabbisogno calorico giornaliero di una donna normopeso) la quantità di acqua dovrebbe essere pari a 2 litri.

Un’altra formula che ci consente di stimare il fabbisogno idrico giornaliero è quella che moltiplica il peso corporeo per 0,03: ad esempio, un uomo di 80 kg, sulla base di questa formula dovrà assumere 2,4 litri di acqua.

L’acqua diuretica, così come qualsiasi tipo di acqua, andrebbe assunta a partire dal risveglio e per tutto il corso della giornata. Molti hanno l’abitudine di trascurare di bere durante il giorno assumendo grandi quantità di acqua nelle ore serali. Si tratta di un’abitudine sbagliata che andrebbe dunque corretta.

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