Striscia la Notizia, Roberto Bolle si difende dopo l’incidente di Valerio Staffelli

Dopo l'incidente di Valerio Staffelli di "Striscia la Notizia" nel corso della consegna del tapiro, Roberto Bolle si difende

Roberto Bolle si difende dall’accusa di non aver soccorso Valerio Staffelli, inviato di Striscia la Notizia che qualche giorno fa aveva avuto un incidente nel tentativo di consegnare al ballerino il Tapiro D’Oro. Al centro della vicenda l’esibizione dell’artista alla Prima della Scala che, secondo il tg satirico, sarebbe stata in realtà il rimontaggio di un balletto eseguito da Bolle mesi fa.

Staffelli aveva raggiunto l’abitazione di Bolle per consegnargli il Tapiro d’Oro, ma la vicenda non era finita bene. “Ero davanti a casa di Bolle avendo anticipato l’arrivo del ballerino che era a bordo del taxi – aveva raccontato l’inviato di Striscia la Notizia -. Inizialmente sono stato bloccato dal portinaio. Poi il taxi, con l’intento di avvicinarsi il più possibile all’ingresso, è salito sul marciapiede e, ahimè, anche sopra la mia gamba. Un Tapiro si può anche non accettare, ma in questo caso c’entra poco – aveva concluso -: quando vai addosso a qualcuno con la macchina dovresti accertarti delle sue condizioni di salute ed eventualmente chiamare i soccorsi. Invece, non solo ho dovuto chiamarli per conto mio, ma né il tassista né Bolle stesso mi hanno almeno chiesto scusa!”.

Alla fine il tapiro è stato consegnato lo stesso e nell’ultima puntata di Striscia la Notizia, Staffelli ha voluto lasciare il premio di fronte al Teatro alla Scala di Milano. Roberto Bolle ha quindi cercato di chiarire la sua posizione. “Sono molto dispiaciuto per l’incidente di Valerio Staffelli  – ha spiegato – e amareggiato per tutta la vicenda, non mi ero minimamente accorto che si fosse fatto male. Il taxi su cui ero salito è stato inseguito da due macchine della redazione di Striscia la Notizia che spericolatamente ci hanno “tallonato” per chilometri. Non c’era quindi pericolo che non fosse assistito  – ha aggiunto Bolle – perché i collaboratori con lui erano almeno in 3 calcolando guidatori e cameraman. Nonostante queste doverose puntualizzazioni sono molto dispiaciuto per l’accaduto, ma i violenti attacchi su una mia presunta omissione di soccorso sono del tutto infondati. Mi dispiace anche di non aver accettato subito il tapiro, il che avrebbe evitato tutto questo, ma come può capitare a tutti mi hanno” beccato” in un momento sbagliato, in cui ero immerso in tutt’altro genere di problemi”.

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