Måneskin, Damiano risponde a Emma sul sessismo all’Eurovision

Il cantante dei Måneskin risponde al commento di Emma che aveva tacciato l'Eurovision e i media di sessismo per aver usato due pesi e due misure

A distanza di poco più di due settimane dalla storica vittoria dei Måneskin all’Eurovision, si continua a parlare di loro e dei loro incredibili risultati. La band romana sta battendo ogni record essendo riuscita nell’impresa di trionfare sia a Sanremo che al concorso europeo, dove l’Italia non vinceva da 31 anni. Ma non solo, perché il brano Zitti e buoni è in vetta alle classifiche streaming di mezzo mondo e il loro merchandising è finito sold out nel giro di poche ore.

Un periodo magico per loro, nonostante le accuse di aver fatto uso di droga e quella di plagio. Critiche rispedite al mittente di cui i quattro ragazzi non sembrano curarsi. Un argomento che invece hanno voluto chiarire e sul quale sono intervenuti è quello del sessismo, in risposta alle riflessioni di Emma sulla disparità di trattamento da lei ricevuta nel 2014 quando per la sua partecipazione all’Eurovision si parlò più dei suoi shorts dorati che della sua performance.

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La cantautrice salentina rappresentò l’Italia con La mia città e fu sommersa dalle critiche per il suo look, giudicato troppo audace, al contrario di quanto accaduto quest’anno con i Måneskin.

“Era un bel pezzo rock, ma mi hanno preso in giro per i pantaloncini di scena color oro che uscivano dal vestito. C’è ancora del sessismo e c’è ancora tanto da fare. Si è visto anche in conferenza stampa dopo la vittoria dei Måneskin. Damiano è arrivato in sala a petto nudo con gli stivali sul tavolo e la bottiglia in mano. È stato apprezzato. Io invece sono stata criticatissima, specie dalle donne”.

In un’intervista a Vanity Fair, la cui copertina è dedicata proprio ai Måneskin e al messaggio di libertà che trasmettono, Damiano ha voluto dire la sua sul commento della collega.

Il giudizio facile contro il femminile è più feroce, costante, svilente (se io faccio tanto sesso sono un figo e Vic una pu**, dove io mi mostro forte sono un leader e Vic una dispotica e rompip**, che ha successo perché è bona). Da maschio sono privilegiato, le molestie che subisco non sono paragonabili a quelle che vive una donna, i commenti sulla mia estetica sono incentrati solo sulla mia estetica e non vanno a insinuare nulla sulla mia professionalità e la mia competenza, mentre le donne sono vittime di questo tipo di pensiero in maniera sistemica. Ma mi è successo di ritrovarmi dal niente con una che tirandomi a sé per un selfie mi ha iniziato a leccare la faccia… ma che vuoi, me l’hai chiesto? Il consenso esiste, ed è doveroso

Il cantante ha quindi dato ragione a Emma e d’altronde è ancora evidente come certi schemi mentali e culturali siano ancora ben radicati nella società. Una società che però, pian piano, sta cercando di evolversi, anche grazie ai Måneskin, a Emma e a tutti coloro che non stanno zitti e buoni.

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