Tiziana Aristarco è morta, chi era la regista di Mina Settembre: l’addio di Serena Rossi

Se n'è andata Tiziana Aristarco, regista di Mina Settembre e di numerose fiction italiane: il ricordo commosso di Serena Rossi

Foto di Serena De Filippi

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

“Tiziana mia, che dolore immenso, dilaniante”, con queste parole Serena Rossi ha annunciato la scomparsa di Tiziana Aristarco, regista di Mina Settembre e della fiction storica Un Medico in Famiglia, dove era approdata nella prima stagione in veste di aiuto regista. Una grande professionista del mondo dello spettacolo, che ha diretto documentari, film e fiction: “Quante risate, quante avventure, quanta fatica in giro per le strade di Napoli”, ha ricordato la Rossi nel suo omaggio.

Tiziana Aristarco è morta a 66 anni

Era nata a Milano, il 19 febbraio 1960, figlia di Guido Aristarco, critico cinematografico, e cresciuta, come amava dire, “a pane e cinema”. Il padre, tra le firme più autorevoli della critica italiana nonché fondatore della rivista Cinema Nuovo, da bambina la portava in sala nel pomeriggio, e la sera si ritrovavano a discutere delle pellicole appena viste. Un’eredità che avrebbe orientato, quasi senza che lei se ne accorgesse, tutto il suo cammino.

Il debutto professionale arrivò in Rai, dove mosse i primi passi come aiuto regista. Prima di dedicarsi alla fiction, si misurò con generi diversi, dai documentari ai programmi culturali: collaborò alla scrittura del soggetto del film La ragazza di via Millelire e curò lavori televisivi come Sottovoce di Gigi Marzullo.

Da Un medico in famiglia a Mina Settembre

Ed è stata la serialità a consacrarla. Nel 1998 entrò nella squadra della prima stagione di Un medico in famiglia, per poi passare alla regia vera e propria, firmando numerosi episodi della seconda edizione e, anni più tardi, della sesta. Da lì una carriera fitta di titoli molto amati, da Compagni di scuola a Raccontami, passando per Provaci ancora prof!, Fuoriclasse e Come fai sbagli, fino ai più recenti La luce nella masseria e La Rosa dell’Istria.

La notorietà maggiore, però, è legata a Mina Settembre. Tratta liberamente dai racconti di Maurizio de Giovanni e ambientata tra i vicoli di Napoli, la serie affidava a Serena Rossi i panni di un’assistente sociale dal cappotto rosso, dettaglio che aveva reso subito riconoscibile un personaggio appassionato e testardo. “Il rosso è un colore rumoroso”, aveva spiegato la regista, che sulla protagonista non aveva mai nutrito dubbi: Mina, diceva, poteva avere soltanto il volto di Serena.

A salutarla per prima è stata proprio Serena Rossi, legata a lei da un affetto nato e cresciuto set dopo set. Nel suo messaggio l’attrice ha rievocato le risate, le avventure e la fatica condivise per le strade di Napoli.

Non scriverò la regista che eri, la professionista straordinaria sempre alla ricerca di verità profonda e di bellezza. Questo lo sanno tutti. Tu sei stata molto più…una guida, un porto sicuro. Un mix tra tenacia, grande ironia e dolcezza infinita. Ci capivamo al primo sguardo, io e te. Quante risate, quante avventure, quanta fatica in giro per le strade di Napoli con quel cappottino rosso e quanti abbracci caldi… quanto amore hai regalato a tutti noi. Questo resta per sempre. Grazie. Mi mancherai immensamente. La tua Serena”.