Perché Alfonso Signorini si è autosospeso da Mediaset, l’avvocata: “Situazione grave”

Alfonso Signorini sarebbe sereno sul piano giudiziario ma soffrirebbe per la gogna social. Tra attacchi e offese, ha scelto di autosospendersi dalla televisione

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Alfonso Signorini composto, misurato, apparentemente saldo. È l’immagine che i suoi legali hanno restituito fin dall’inizio dello scandalo che ha macchiato il suo nome, parlando di un uomo sereno, fiducioso nel lavoro della magistratura e convinto che la verità, alla fine, troverà la sua strada.

Ma – a quanto pare – dietro questa calma istituzionale si nasconde una ferita più profonda, meno giuridica e infinitamente più umana: quella lasciata dalla gogna mediatica. Le accuse mosse da Fabrizio Corona e Antonio Medugno hanno innescato un meccanismo ormai tristemente noto, dove l’indagine giudiziaria corre su binari paralleli rispetto al tribunale dei social.

Ed è proprio lì, tra meme, commenti violenti, offese anche a sfondo omofobo e una valanga di giudizi sommari, che Signorini starebbe pagando il prezzo più alto. A dirlo, senza giri di parole, è stata Valeria Marini, amica di lunga data, che ha raccontato di un Alfonso profondamente provato, colpito non tanto dalle accuse quanto dalla ferocia con cui il web si è accanito su di lui.

Perché Alfonso Signorini si è autosospeso da Mediaset

A confermare questo stato d’animo sono arrivate anche le parole dell’avvocato Andrea Righi e, più recentemente, quelle di Daniela Missaglia, altra legale del conduttore e scrittore. In un’intervista a Il Giornale, Missaglia ha chiarito come la scelta di autosospendersi da Mediaset non sia legata a timori sul fronte penale, bensì all’impossibilità di continuare a lavorare sotto il peso di una pressione mediatica diventata insostenibile.

“La situazione è estremamente grave” ha detto Missaglia, puntando il dito sulla pericolosità dei social: “Non può essere consentito che sulle piattaforme social si costituiscano dei tribunali dell’Inquisizione dove qualcuno si cala nelle vesti di giudice ed emette sentenze prima ancora che si svolga il giudizio nelle aule”.

“È umano”, ha spiegato l’avvocata, sottolineando come il danno reputazionale sia rilevante, ma quello emotivo rischi di essere persino irreversibile.

Parole che spostano il focus dalla cronaca giudiziaria a una riflessione più ampia sul nostro tempo. Perché se la giustizia segue i suoi ritmi, il web non conosce attese né cautele. Pubblica, rilancia, amplifica. E spesso dimentica che dietro un nome, anche famoso, c’è una persona.

Per questo la Missaglia ha richiamato un precedente che resta una ferita aperta nella memoria collettiva, quello di Tiziana Cantone, per ricordare quanto la diffusione di materiale privato possa avere conseguenze devastanti. Non solo sul piano legale, ma su quello psicologico, fino a esiti drammatici.

“È sereno e fiducioso per quello che riguarda il profilo penale. Quello che lo avvilisce è la gogna mediatica. In quest’ottica non può essere ipotizzabile proseguire, almeno per ora, quello che stava facendo in tv”, ha assicurato l’avvocata Missaglia.

“Lui s’è autosospeso soprattutto perché non può affrontare un percorso lavorativo con una preoccupazione riguardo alla gogna mediatica che lo ha travolto. È umano. Se il danno reputazionale è significativo, il danno emotivo è quasi irreversibile a mio avviso. Ma questo sarà valutato dai nostri consulenti”, ha aggiunto.

Il “massacro mediatico” che ha travolto Signorini

Secondo la legale, le responsabilità non si fermano a chi ha acceso la miccia. Coinvolgono anche chi ha contribuito allo “scempio mediatico”: piattaforme, utenti, pagine che hanno rilanciato contenuti intimi senza interrogarsi sull’impatto umano.

Per questo il pool difensivo di Signorini ha già avviato le prime azioni per fermare la diffusione di Falsissimo, il format YouTube da cui tutto ha avuto origine, e dei suoi estratti che continuano a circolare su TikTok, Facebook e altre piattaforme social.

In attesa che la giustizia faccia il suo corso, resta l’immagine di un uomo che sceglie il silenzio e il passo indietro. Nelle ultime settimane ha disattivato i suoi account social e pare abbia momentaneamente lasciato l’Italia per una breve fuga all’estero.

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