Morte Hayden Panettiere, la svolta sconvolgente che cambia tutto

Nuovi dettagli sulla morte di Hayden Panettiere: Brian Hickerson le avrebbe somministrato il Narcan. La testimonianza del fratello Zach cambia la ricostruzione del caso

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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La morte di Hayden Panettiere resta avvolta da molti interrogativi. L’attrice è stata trovata priva di sensi e in arresto cardiaco nella residenza in cui soggiornava in Carolina del Sud. A distanza di giorni, mentre si attendono gli esiti degli esami tossicologici, emerge un nuovo elemento destinato a diventare centrale nella ricostruzione delle sue ultime ore: Brian Hickerson le avrebbe somministrato del Narcan nel tentativo di salvarle la vita.

A raccontarlo è stato il fratello di Brian, Zach Hickerson, presente quella mattina e tra le persone che hanno tentato di soccorrere l’attrice. Una testimonianza che permette di ricostruire con maggiore precisione la sequenza degli eventi, ma che non consente, allo stato attuale, di stabilire che la 36enne sia morta per overdose. La causa ufficiale del decesso non è stata infatti ancora determinata e gli accertamenti proseguono.

Morte Hayden Panettiere, il Narcan somministrato dopo il ritrovamento

Secondo la ricostruzione fornita da Zach Hickerson a TMZ, Hayden Panettiere e Brian Hickerson erano arrivati in Carolina del Sud il giorno precedente alla tragedia. I tre avevano programmato di trascorrere insieme parte della domenica: prima un pranzo e successivamente una partita di golf indoor.

Quella mattina Zach avrebbe scambiato alcuni messaggi con il fratello mentre si dirigeva in chiesa. Terminata la funzione, avrebbe provato a contattare sia Brian sia Hayden senza ottenere risposta. Pensando che potessero essersi addormentati, avrebbe quindi raggiunto l’Airbnb in cui soggiornavano.

Zach conosceva il codice per accedere all’edificio, ma non quello dell’appartamento. Avrebbe quindi bussato ripetutamente alla porta, svegliando Brian. È a quel punto che i due avrebbero tentato di svegliare Hayden, che si trovava sul divano letto, rendendosi conto che l’attrice non rispondeva.

Zach avrebbe immediatamente chiamato il numero di emergenza, mentre Brian avrebbe utilizzato il Narcan, nome commerciale del naloxone, un farmaco impiegato nelle emergenze per contrastare gli effetti di un’overdose da oppioidi. I due avrebbero poi iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare seguendo le indicazioni degli operatori, fino all’arrivo dei soccorritori.

“Ho chiamato immediatamente il 911 e Brian le ha somministrato il Narcan”, ha dichiarato Zach, spiegando che entrambi hanno successivamente praticato la rianimazione cardiopolmonare mentre attendevano l’arrivo dei vigili del fuoco e dei paramedici.

Perché la presenza del Narcan è diventata centrale nell’indagine

La nuova testimonianza chiarisce soprattutto un punto rimasto fino a questo momento senza risposta. Nella stanza era già stata segnalata la presenza di un dispositivo utilizzato per somministrare il Narcan, trovato su un materasso. Non era però chiaro chi lo avesse utilizzato e su chi fosse stato somministrato. Le dichiarazioni di Zach Hickerson indicherebbero ora che sarebbe stato Brian a darlo a Hayden dopo averla trovata priva di sensi.

Resta da chiarire perché il farmaco fosse disponibile nell’appartamento. Hayden e Brian erano arrivati in Carolina del Sud soltanto il giorno precedente: non è quindi noto se avessero portato il Narcan con loro oppure se fosse stato acquistato dopo l’arrivo. La sua presenza, da sola, non dimostra un consumo di oppioidi né consente di stabilire la causa della morte.

Un particolare che assume però rilievo nel quadro degli accertamenti, soprattutto perché nella registrazione della chiamata ai soccorsi sarebbe stato fatto riferimento anche alla possibilità di un'”overdose”.

L’autopsia preliminare, secondo quanto riportato, non avrebbe evidenziato segni di trauma. Saranno dunque gli esami tossicologici a fornire elementi decisivi per comprendere se nel corpo dell’attrice fossero presenti oppioidi, altre sostanze o farmaci e, soprattutto, quale ruolo possano aver avuto nel decesso. Nell’indagine sarebbe coinvolta anche la DEA, circostanza che rende ancora più delicata la ricostruzione.

Zach Hickerson: “La verità verrà a galla”

Zach Hickerson ha voluto intervenire anche per chiedere cautela di fronte alle numerose ipotesi circolate dopo la morte dell’attrice. “Ci sono molte supposizioni, speculazioni e accuse in circolazione. La verità verrà a galla quando le autorità completeranno e renderanno pubblici ulteriori dettagli dell’indagine”, ha dichiarato.

Il fratello di Brian ha raccontato di essere profondamente provato dalla morte della Panettiere, che considerava una delle persone a lui più vicine e che conosceva da circa otto anni. Ha inoltre chiesto che l’attenzione rimanga sui risultati dell’inchiesta anziché sulle ricostruzioni non ancora confermate.

La presenza del Narcan e la conferma della sua somministrazione rappresentano dunque un nuovo tassello nella cronologia delle ultime ore di Hayden Panettiere, ma non una risposta definitiva. Anche le indiscrezioni secondo cui l’artista avrebbe avuto difficoltà a mantenere la sobrietà durante le riprese di uno dei suoi ultimi film dovranno essere tenute separate dalle conclusioni medico-legali sul decesso.

Il punto decisivo resta lo stesso: che cosa ha provocato l’arresto cardiaco dell’attrice? Per rispondere saranno necessari i risultati completi dell’autopsia e degli esami tossicologici. Fino ad allora, il Narcan resta un elemento importante della ricostruzione dei soccorsi, non la prova della causa della morte.