Alla Milano Fashion Week 2026, Luisa Ranieri arriva alla sfilata Max Mara Primavera/Estate 2027 con un trench rosso portato come un abito, grandi occhiali scuri e quell’aria tranquilla di chi non ha bisogno di aggiungere molto altro. E forse è proprio questo il dettaglio più interessante del suo look: prima ancora del colore, funziona l’attitude.
Luisa Ranieri, il trench rosso si porta con le mani in tasca
Il protagonista è un trench rosso dalla lunghezza midi, costruito secondo i codici più riconoscibili del capospalla: doppio petto, ampi revers, spalline, cintura annodata in vita e una struttura importante sulle spalle. Ma qui il trench smette quasi di essere un semplice soprabito e diventa il look.
Il rosso è pieno, compatto, senza stampe o contrasti che ne interrompano la superficie. Una scelta che potrebbe facilmente risultare teatrale e che invece su Luisa Ranieri assume tutt’altra direzione. Le maniche sono portate leggermente sollevate e arricciate, la cintura non è stretta con precisione chirurgica e una mano finisce naturalmente nella tasca. Piccoli gesti di styling che tolgono al capo qualsiasi rigidità da “signora in rosso”.
E poi ci sono gli occhiali da sole neri, rettangolari e piuttosto importanti. Non servono soltanto a completare il look: gli danno immediatamente un carattere diverso, più urbano e meno bon ton.
Ai piedi, Ranieri sceglie invece un paio di sandali rossi sottilissimi, lasciando scoperto il piede e alleggerendo la massa del trench. È un dettaglio particolarmente riuscito perché evita il rischio di rendere l’insieme troppo pesante: il cappotto ha volume e presenza, la scarpa quasi scompare.

Max Mara Primavera/Estate 2027 guarda alle donne che partivano davvero
Il look di Luisa acquista ancora più senso se inserito nel contesto della sfilata Max Mara Primavera/Estate 2027. Per la nuova stagione, Ian Griffiths ha spostato temporaneamente lo sguardo lontano dall’idea più tradizionale del guardaroba urbano Max Mara, costruendo una collezione attorno a un immaginario di viaggio, esplorazione e avventura.
Le muse sono donne che l’avventura non la usavano come moodboard. Tra i riferimenti compaiono figure come Amelia Earhart, pioniera dell’aviazione, la fotografa ed esploratrice Osa Johnson e Freya Stark, viaggiatrice e scrittrice britannica che attraversò aree del Medio Oriente in anni in cui farlo, soprattutto per una donna, era tutt’altro che scontato.
Il risultato è un guardaroba che recupera l’estetica funzionale dell’esploratrice anni Trenta senza trasformarla in costume. Entrano così in passerella giacche sahariane, camicie con grandi tasche applicate, pantaloni cargo dalla costruzione più fluida e tute utilitarie, tutti elementi che partono da una necessità pratica ma vengono ricondotti dentro la grammatica sofisticata della maison.
La palette accompagna questa idea con naturalezza. Tornano i beige, quasi inevitabili nel vocabolario Max Mara, insieme a sabbia, caramello, bianco e nero. I colori vengono trattati con rigore e gli abbinamenti rimangono essenziali, spesso limitati a una o due tonalità.
Ed è qui che il rosso scelto da Luisa Ranieri diventa ancora più divertente. Mentre in passerella domina un paesaggio cromatico che sembra costruito con terra, lino, polvere e bauli da viaggio, lei si presenta quasi come un punto esclamativo. Non entra nel mimetismo della collezione, ma mantiene uno dei grandi archetipi del marchio – il capospalla – portandolo in una direzione decisamente più cinematografica.