Heidi Klum contro il padre Gunther: vuole proteggere la figlia Leni

Heidi Klum ha intrapreso una battaglia legale con il padre Gunther, che si è appropriato del nome della figlia Leni

Heidi Klum è al centro di una turbolenta battaglia legale con suo padre Gunther, per proteggere il nome della figlia Leni. La splendida (ex) Top Model – che il 1 giugno compie 48 anni – ha avuto Leni da una breve relazione con l’imprenditore Flavio Briatore nel 2004.

Oggi la ragazza è nel fiore degli anni è ha deciso di intraprendere la carriera di modella, proprio come la sua mamma. Le due sono legatissime e Heidi è una madre orgogliosa: Leni non è soltanto bellissima (le somiglia parecchio), ma è anche una giovane donna di grande cuore e con la testa sulle spalle.

Leni Klum ha già fatto il suo debutto come modella nell’edizione tedesca di Vogue, nel numero di gennaio 2021, immortalata in tutto il suo splendore dal fotografo di moda Chris Colls, che ha realizzato anche la copertina che la ritrae insieme a mamma Heidi.

Ed è proprio questo il seme della discordia. Adesso che Leni è ufficialmente entrata a far parte dell’industria fashion, il padre di Heidi Klum, Gunther, ha preso l’iniziativa appropriandosi del nome della nipote a sua insaputa. Una battaglia che poco ha a che vedere con l’amore che un nonno può provare per la sua nipotina, piuttosto una mossa con la quale (probabilmente) Gunther Klum intende sfruttare la fama e il successo di Leni, come se fosse un marchio.

Gunther Klum, infatti, a insaputa di Heidi e della stessa Leni ha registrato il nome della nipote, con tanto di documenti, presso l’UE nel marzo di quest’anno, appropriandosi dei diritti su di esso. Come se non bastasse, oltre a registrare il nome di battesimo avrebbe fatto lo stesso con il nomignolo di Leni, Mausekatze.

Adesso è aperta ufficialmente la battaglia legale tra Heidi Klum e il padre. L’avvocato Stephan Ruben, che rappresenta la donna, ha dichiarato al quotidiano tedesco Bild: “Se Gunther Klum viola i diritti di terzi, sarà minacciato con un’ingiunzione che, se concessa, gli costerà 420.000 dollari o sei mesi di carcere.(…) Finora non c’è un’ingiunzione, ma gli avvocati lo hanno minacciato. Ecco perché ha inviato una lettera e ha scritto ‘mi stai persino minacciando di andare in prigione'”.

Gunther Klum insiste sul fatto che da sempre si occupa dei diritti sui marchi di famiglia e che, come ha dichiarato al Sunday Mirror, spetterebbe a lui gestire quello di Leni: “Ho richiesto il marchio di Leni mesi fa. Deve il suo nome a mia madre Leni. I diritti sul marchio Leni Klum sono con me”.

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