Morto Giorgio Bracardi, la malattia e la rottura del femore a 93 anni

Si è spento Giorgio Bracardi, protagonista di “Alto Gradimento” e “Quelli della notte”: da Scarpantibus a Max Vinella, i suoi personaggi sono indimenticabili

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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È morto Giorgio Bracardi, uno dei protagonisti più originali della radio e della televisione italiana degli anni Ottanta. Aveva 93 anni e il suo nome resta legato a una comicità difficile da incasellare, fatta di voci, personaggi sopra le righe e trovate capaci di trasformarsi in tormentoni.

Lanciato da Renzo Arbore, Bracardi apparteneva a quella generazione di artisti a tutto tondo che potevano passare con naturalezza dalla musica alla radio, dalla televisione al doppiaggio. Ma il pubblico lo ricorda soprattutto per un repertorio di figure assurde, nevrotiche e irresistibili, entrate nel linguaggio popolare grazie a programmi diventati cult.

Giorgio Bracardi, il successo con “Alto Gradimento”

Il punto di svolta della carriera di Giorgio Bracarda fu Alto Gradimento, la trasmissione radiofonica che negli anni Settanta cambiò il modo di fare intrattenimento e che vide al lavoro anche Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco.

In quel contesto l’attore trovò lo spazio ideale per dare forma alla sua comicità. Non aveva bisogno di grandi scenografie o costruzioni elaborate, tutto il contrario: gli bastavano una voce, un ritmo e una manciata di parole per creare un personaggio.

Tra i più celebri c’erano Scarpantibus, creatura improbabile e surreale, e Max Vinella, giornalista petulante e invadente. Accanto a loro nacquero molte altre maschere, spesso dominate da fissazioni, tic linguistici e atteggiamenti estremi.

Il suo stile funzionava perché sembrava sempre sul punto di sfuggire alle regole: Bracardi giocava con il nonsense, deformava il linguaggio ufficiale e trasformava la caricatura in una forma di satira immediata e popolare. Ed ebbe un successo clamoroso entrando in modo prorompente nelle case di milioni di italiani.

Da Renzo Arbore a “Striscia la notizia”

Il passaggio in televisione allargò ulteriormente il suo pubblico. Negli anni Ottanta tornò a lavorare con Renzo Arbore in Quelli della notte, uno dei programmi simbolo di una tv più libera, imprevedibile e sperimentale.

Bracardi partecipò poi a diverse trasmissioni, tra cui Pronto, chi gioca? e Chiappala chiappala, continuando a costruire personaggi che sembravano vivere di vita propria.

Negli anni Novanta arrivò anche Striscia la notizia, dove interpretò Lucio Smentisco, finto portavoce di Silvio Berlusconi. Ancora una volta il meccanismo era quello che lo aveva reso celebre: prendere un ruolo riconoscibile e deformarlo fino a renderlo grottesco. In seguito tornò su Rai 2 con Stracult, ritrovando un ambiente perfetto per il suo gusto per l’eccesso e per la comicità di culto.

Musica, doppiaggio e una comicità inconfondibile

Prima ancora del successo radiofonico, Giorgio Bracardi aveva costruito una solida formazione musicale. Cresciuto in una famiglia di musicisti, studiò pianoforte e lavorò come compositore, arrivando anche a scrivere brani legati al Festival di Sanremo. La musica rimase sempre una parte fondamentale del suo modo di fare spettacolo. Anche nei personaggi più assurdi si percepivano il senso del ritmo, l’uso preciso delle pause e una grande attenzione alla voce.

Giorgio Bracardi e Wilma De Angelis
IPA
L’attore e comico Giorgio Bracardi insieme a Wilma De Angelis

E proprio in queste ore il suo nome si incrocia idealmente con quello di un’altra protagonista dello spettacolo italiano, Wilma De Angelis, scomparsa solo ieri, 11 ottobre, a 96 anni.

Negli anni successivi si dedicò anche al doppiaggio, prestando la voce a Cattivik e confermando una versatilità che aveva caratterizzato tutta la sua carriera. Con Giorgio Bracardi, quindi, scompare un artista che ha saputo costruire un linguaggio personale e riconoscibile. Restano i suoi personaggi, le sue voci e un modo di fare comicità che ancora oggi conserva qualcosa di imprevedibile e irripetibile.