Sanremo 2021, il peggio e il meglio del Festival

La settantunesima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa, ed è ora di tirare le somme dei migliori e peggiori momenti che lo hanno contrassegnata.

Ogni edizione del Festival di Sanremo segna, in qualche modo, la storia della televisione italiana e quella appena conclusasi lo ha fatto ancor più significativamente rispetto al passato. Il racconto che l’ha avvolta è stato, purtroppo, caratterizzato dalle misure anti Covid che hanno privato l’Ariston del pubblico, motore fondamentale per la creazione di pathos all’interno di ogni show, e costretto la città di Sanremo a un vuoto senza precedenti.

La musica, tuttavia, non ha smesso di brillare e di essere la protagonista indiscussa della kermesse, che ha visto la presenza di ben ventisei cantanti in gara sotto la guida frizzante e decisamente capace Amadeus. Al suo fianco, Fiorello, che ha portato la giusta ventata di ironia di cui tutti avevamo bisogno. Ripercorrendo le fila che hanno caratterizzato questa settantunesima e difficile edizione del Festival della Canzone Italiana, è possibile tirare le somme dei momenti migliori e peggiori (spesso inaspettati) che han preso vita sul palco dell’Ariston.

Scopri le pagelle della quinta serata.

MANESKIN – Vittoria più che meritata per la band romana. Hanno portato trasgressione, irriverenza e talento su un palco che fino a un decennio fa non avrebbe ammesso violazioni della sua istituzionalità. Damiano, Victoria, Ethan e Thomas sono cresciuti (e parecchio), e lo hanno dimostrato senza filtri o contraddizioni alla loro natura. A coronare il tutto, la reazione all’annuncio della vittoria, che probabilmente nemmeno loro si aspettavano. La loro commozione, l’abbraccio con i secondi classificati (Fedez e Francesca Michielin) è stato un tuffo al cuore. Bravi!

ACHILLE LAURO – Se le prime sere i suoi quadri hanno diviso la critica, la ripresa è stata grandiosa. La sua presenza come ospite fisso, che ha ricordato la modalità utilizzata l’anno scorso con Tiziano Ferro, è stata indiscutibilmente convincente. Ogni serata ha stupito senza mai annoiare, continuando a reinventarsi con talento e maestria. Se si pensa al suo debutto a Sanremo, avvenuto nel 2019 con Rolls Royce, si percepisce sensibilmente l’elevazione di Achille Lauro a grande artista della musica italiana. Chapeau!

MAHMOOD – Una menzione d’onore va riconosciuta anche ad uno degli ospiti migliori che il Festival abbia mai accolto, Mahmood. È incredibile pensare che il cantante ha raggiunto la notorietà solamente due anni fa, quando ha trionfato con Soldi, visti lo spessore artistico, l’abilità vocale e la presenza scenica con cui si è impossessato del palcoscenico. Ha dimostrato di possedere la caratura di un ospite internazionale, con alle spalle un lungo percorso artistico, Magnetico.

ELODIE – Un’altra vera sorpresa di questa settantunesima edizione è stata Elodie. Il suo meadley ha fatto il giro del web, conquistandolo, e sono molti coloro che l’hanno definita la Jennifer Lopez italiana. Il paragone tiene, sia per il talento, sia per la bellezza (fuori dal comune). Degno di nota anche il duetto con Fiorello sulle note di Vattene amore, nel quale la cantante ha saputo indossare i panni di Mietta (non certo facili, visto il grande talento vocale dell’interprete pugliese) senza difficoltà alcuna. Continua così!

IBRAHIMOVIC – Seppur si sia ripreso in ultima, nel corso della finale, con l’emozionante monologo sul fallimento, la sua partecipazione nelle serate precedenti rimane alquanto discutibile. Presenza scenica floscia e non ben definita, così come il suo ruolo. Peccato, si poteva fare di più.

AIELLO – La sua Ora, purtroppo, non ha convinto. Non tanto per la canzone, di per sé orecchiabile, ma per l’interpretazione forzata e fin troppo nervosa. Certo, l’ansia da palcoscenico può giocare brutti scherzi, ma le sue performance si sono talvolta dimostrate incerte e a tratti smodate, eccessive.

L’ORARIO DI CHIUSURA – Lo scorso anno molte erano state le polemiche riguardanti l’orario di chiusura, che si sono replicate anche quest’anno. Salvo la quarta serata, in cui Amadeus è riuscito a recuperare quaranta minuti (non senza aver disseminato il panico dopo la diffusione della scaletta, che segnava le 2.39 come orario di fine), anche questa edizione ha visto le puntate concludersi non prima delle 1.30, a differenza di altre annate in cui la chiusura media si aggirava intorno a mezzanotte e mezza.

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