Eva Cavalli, vedova dello stilista: “Da due anni la mia vita è cambiata, operata d’urgenza”

La vedova di Roberto Cavalli racconta il dramma che vive da due anni, a causa della negligenza di un ospedale che ha messo in serio pericolo la sua vita

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

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Dietro il glamour delle sfilate si nasconde un dolore che Eva Cavalli ha deciso di raccontare, a distanza di due anni. La vedova del celebre stilista Roberto Cavalli, scomparso nell’aprile del 2024, ha rivelato al Corriere della Sera di aver vissuto un momento molto delicato, dal quale non si è ripresa del tutto: da una sessione in un centro benessere è finita in ospedale, poi operata d’urgenza.

Il dramma di Eva Cavalli

Tutto è iniziato due anni fa, durante un soggiorno in una lussuosa Spa a Bodrum, in Turchia. Come lei stessa ha raccontato nell’intervista, quello che avrebbe dovutto essere un semplice ritiro rigenerante è diventato un vero e proprio “inferno”: “Ho prenotato in un centro benessere frequentato da amiche modelle come Naomi [Campbell, ndr] e Kate Moss. Durante un trattamento medicale ho sentito un dolore acutissimo, così forte da svenire”.

Da lì, tutto è andato a rotoli: “Mi sono risvegliata in ospedale, dove mi hanno dimesso rassicurandomi che era tutto a posto. Il giorno seguente però la febbre era alta, non riuscivo a mangiare, stentavo a parlare con mia figlia. È stata lei a dirmi di farmi vedere di nuovo: ci sono riuscita tramite un amico, Remo Ruffini, anche lui in vacanza in Turchia. Hanno scoperto che avevo un organo vitale lacerato. Sono stata operata la notte d’urgenza, per salvarmi la vita. Il primo di una serie di interventi”.

La stilista sarebbe stata lasciata in preda al dolore per oltre un giorno, prima che i medici decidessero di intervenire chirurgicamente per una rottura intestinale, e questo ritardo avrebbe potuto esserle fatale. Con i suoi legali, Eva Cavalli ha deciso di far causa per negligenza alla struttura che l’aveva dimessa “con troppa superficialità, senza i dovuti accertamenti”: “La maggior parte degli interventi che sono seguiti si sarebbero potuti evitare, se avessero agito subito. Ho dovuto mettere in pausa tutto: lavoro, viaggi, progetti. È come se, da un momento all’altro, si fosse fermata la mia vita“.

Adesso sta un po’ meglio, ha ammesso, e la strada è ancora lunga, ma non ha intenzione di arrendersi: “Dopo essere scomparsa dalla vita lavorativa e sociale per costanti controlli e cure, adesso voglio guarire e rimettermi in forma”.

Gli amici VIP sempre al suo fianco

In questi due anni tanto difficili, Eva Cavalli non è stata lasciata sola e ha potuto contare sul sostegno di amici VIP, disposti a testimoniare in tribunale per lei. Tra questi testimoni d’eccezione figurano nomi come Andrea Bocelli, che ha raccontato di averla vista profondamente cambiata, “molto stanca”, confermando che il suo percorso di cure non è ancora terminato e che dovrà affrontare altri interventi, ma anche Cindy Crawford, che ha ribadito la gravità della situazione, sottolineando come abbia rischiato seriamente di non farcela.

Il legame eterno con Roberto Cavalli

Quella tra Eva e Roberto Cavalli è stata una delle storie d’amore più emblematiche nel mondo della moda. Una storia iniziata nel 1977 a Santo Domingo, durante il concorso di Miss Universo, dove lei era la giovanissima Miss Austria e lui sedeva in giuria. Per restare accanto all’uomo che l’aveva conquistata, Eva fece una scelta drastica, rinunciando al titolo di Miss Europa.

Eva Cavalli sfila con le modelle Karen Elson, Natasha Poly,Isabeli Fontana, Joan Smalls, Eva Herzigova e Alek Wek
IPA
Eva Cavalli sfila con le modelle Karen Elson, Natasha Poly,Isabeli Fontana, Joan Smalls, Eva Herzigova e Alek Wek

Nessun rimpianto, come lei stessa ha spiegato, ma l’inizio di un sodalizio eterno: “Mi chiamavano the secret weapon behind Roberto [‘l’arma segreta dietro Roberto’, ndr]. Lui aveva la visione, quell’istinto selvaggio e poetico che accendeva tutto; io ero la struttura, la presenza costante che trasformava l’ispirazione in realtà. C’ero sempre: dietro le quinte e in passerella con lui, perché i sogni, per diventare leggenda, hanno bisogno di disciplina e amore quotidiano. Essere in due era una necessità, da soli tutto è più difficile”.