Chi era Stefania Corna, la pallavolista morta a 35 anni: la malattia e l’addio della famiglia

Il mondo del volley piange la morte di Stefania Corna, pallavolista scomparsa a soli 35 anni.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Una passione per la pallavolo e una carriera iniziata quasi per caso, costellata di successi, ma soprattutto un destino beffardo che l’ha strappata alla vita a soli 35 anni. Stefania Corna si è spenta dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto enorme nel mondo dello sport e nell’esistenza di chi l’ha conosciuta e amata.

La palleggiatrice bergamasca da tempo combatteva contro una malattia che alla fine non le ha lasciato scampo. Cresciuta nella Foppapedretti, aveva conquistato due Europei nell’Italia a livello juniores, giocando in diversi club di Serie A.

Chi era Stefania Corna, pallavolista scomparsa a 35 anni

Stefania Corna si è spenta a soli 35 anni, dopo aver lottato contro la malattia, affiancata dalle persone più care. La sua scomparsa ha addolorato i tifosi, gli appassionati di volley italiano e tutti coloro che l’hanno conosciuta.

“Il Presidente Giuseppe Manfredi, i vicepresidenti Elio Sità e Massimo Sala, il Segretario Generale Stefano Bellotti, il Consiglio Federale e tutta la FIPAV si uniscono al dolore della famiglia di Stefania, inviando sentite condoglianze”, ha scritto la FederVolley in un messaggio di cordoglio. Mentre la Lega Volley Femminile ha spiegato: “Con estremo dolore, la Lega Volley Femminile e tutte le Società Consorziate si stringono intorno alla famiglia di Stefania Corna, scomparsa prematuramente dopo una lunga malattia”.

Stefania aveva lasciato da tre anni la pallavolo. Un’avventura per lei iniziata quasi per caso, grazie anche ad un’altezza che, a soli 11 anni, aveva già raggiunto quasi un metro e ottanta. La strada da sportiva sembrava dunque segnata con un inizio quasi da film. Stefania infatti raccolse un biglietto durante una partita della Foppapedretti che era andata a vedere con suo padre. In quel volantino si parlava di un provino, lei telefonò e da quell’istante iniziò la sua grande avventura nel mondo della pallavolo italiana.

La sua prima partita, con il ruolo di palleggiatrice arrivò nel 2012. Un esordio difficile, ma ricco di emozioni, raccontato da suo padre nel 2012 in una lunga e commovente lettera apparsa su Pallavoliamo.

“Io ti vedevo lì in campo, a soli 12 anni, abbattuta per quegli errori, ma in fondo sapevo che non ti saresti arresa”, si legge. Poi a 14 anni il Club Italia in cui ha giocato dal 2005 al 2007. Oltre i successi Stefania Corna ha vissuto anche tanti momenti difficili, ma non si è mai arresa, dimostrando carattere e grande tempra. Non ha mai smesso di studiare, anche se giovava a Milano e frequentava la scuola a Bergamo, e si è diplomata col massimo dei voti.

La nuova vita dopo il volley e la malattia

Sposata con Alejandro Rizo Gonzalez, noto pallavolista, dopo la scelta di lasciare il volley aveva iniziato a insegnare inglese.

Tanti i club in cui ha giocato nella sua lunga carriera e che l’hanno voluta ricordare. “ChorusLife Volley Bergamo si stringe con affetto alla famiglia di Stefania Corna, ex atleta del nostro Settore Giovanile – si legge -. Stefania ha indossato la maglia rossoblù, crescendo nella nostra famiglia e condividendo con noi una parte importante del suo percorso. Oggi ci uniamo al dolore di chi le ha voluto bene. Ciao Stefania, resterai parte della nostra storia”.

La Savino Del Bene Volley invece “piange la prematura scomparsa di Stefania Corna, che nel corso della sua carriera ha indossato anche la maglia di Scandicci, lasciando un ricordo che oggi torna ancora più forte. Una notizia che colpisce profondamente tutto il mondo della pallavolo e anche la nostra famiglia. Ci stringiamo con affetto alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutte le persone che hanno condiviso con Stefania un pezzo di vita e di campo. Ciao Stefania, sarai sempre parte anche della nostra storia“.