Blanco, lo stop ai concerti per tornare sui banchi di scuola: “Devo studiare. Capire”

Che fine ha fatto Blanco? Dopo l’enorme successo e qualche polemica, il giovane trapper ha deciso di prendersi una pausa e tornare a scuola

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

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Il successo è arrivato enorme e improvviso. Esploso sui social e, dalla stanzetta di casa di mamma e papà, dritto sui palchi più importanti. Una scalata ripidissima che non è facile da gestire, specie se non si hanno neppure vent’anni. Così, Blanco ha deciso di allontanarsi da tutto per un po’. Tornerà con un nuovo disco, ma le priorità adesso sono altre. Alla fama il giovane trapper preferisce lo studio, e per questo è tornato sui banchi di scuola.

Dov’era finito Blanco? Il riposo dopo il successo

Aveva appena 18 anni, giusto il tempo di diventare maggiorenne, quando Riccardo Fabbriconi ha firmato il primo contratto con una grossa casa discografica. Da quel momento, il calciatore bresciano è diventato Blanco, uno dei cantanti più ascoltati tra i talenti emergenti del panorama musicale italiano. Brani virali sui social, in cima alle classifiche streaming e, infine, anche il palco più importante, quello del Festival di Sanremo, vinto a 19 anni non ancora compiuti assieme a Mahmood.

Poi, il crollo. Sull’Ariston Blanco torna l’anno dopo da grande ospite, ma si lascia prendere dall’emozione e prende a calci le rose della scenografia (il resto è storia). Chiede scusa, si cancella da tutti i social, scompare. Torna lo scorso giugno con Piangere a 90 e, anche stavolta, non può fare a meno di riscuotere nulla di meno di un successo clamoroso. È troppo: a settembre annulla tutti gli impegni per problemi di salute.

È tornato sui banchi di scuola

Da allora, cosa sta combinando Blanco? Lo ha raccontato in un’intervista a Icon. Ha capito che la sovraesposizione non ha senso: “Quel dare-dare-dare rende identici. Ti toglie la magia”. Così ha smesso di mostrarsi ed è tornato a scrivere. È cambiato, è un Riccardo tutto nuovo: “Quello di prima aveva senso di rivincita, voleva a tutti i costi dire ‘io esisto’. Ora è più: so che esisto, e voglio essere la versione migliore di me. Devo studiare. Capire. Non standardizzarmi”.

Prima scriveva ogni giorno, “ero sicuro di dovercela fare. È quella sensazione: la devo fare, quindi la faccio”.  Oggi dice “devo studiare” e intende letteralmente. La scuola l’aveva mollata alla firma del primo contratto. Adesso è tornato sui banchi, si è iscritto a Scienze Umane, perché ha compreso che “è fondamentale crescere, arricchirsi. Non tutto gira intorno a questa roba. Invece no. Devi perdere il centro e poi ritrovarlo”.

La materia che più lo appassiona è il latino: “Parlavo con il professore del fatto che la lingua italiana cambia. Una volta la regola era italiano a tutti i costi, ora l’inglese si infila ovunque. Più avanti andremo, più finiremo per assomigliare a un modello unico. Le cose più piccole moriranno”.

Studia, ma non smette di fare musica. Nel 2026 è previsto un nuovo, attesissimo album, e in primavera parte il tour nei palazzetti, in tutta Italia, da nord a sud passando per Jesolo, Firenze, Padova, Torino, Roma, Bari, Eboli, Napoli, Bologna, Milano e Pesaro. E chissà che, tra un concerto e l’altro, Blanco non riesca a prendere anche il diploma.

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