Durante la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 Laura Pausini ha emozionato intonando l’Inno di Mameli. In molti però non hanno gradito l’interpretazione “troppo personale” della cantante, scagliandosi contro di lei e la sua rivisitazione, piena, secondo alcuni, di virtuosismi fuori luogo.
In sua difesa sono intervenuti nomi del calibro di Céline Dion e Vasco Rossi, che con un post di fuoco ha rivendicato il diritto di interpretare un brano con il proprio talento. A loro si è unita anche Arisa, che è stata tirata in ballo nella polemica.
Arisa, le parole sull’Inno di Mameli interpretato da Laura Pausini
La performance di Laura Pausini alla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 non ha convinto in molti: la cantante, subito dopo la sua esibizione, è stata subissata di critiche, accusata di aver reinterpretato in modo troppo personale l’Inno di Mameli, con virtuosismi fin troppo forzati.
A difenderla a spada tratta ci ha pensato subito Vasco Rossi, che con una storia su Instagram ha fatto sapere: “Laura Pausini ha cantato l’Inno Nazionale in modo impeccabile. Con le variazioni vocali, consentitele dal suo grande talento e che una artista internazionale come lei aveva il diritto e il dovere di fare”.
E adesso a intervenire ci ha pensato anche Arisa, tirata in ballo nella polemica perché anche lei ha cantato in più di un’occasione l’Inno italiano: nel 2012 per la finale di Coppa Italia di Juventus vs Napoli, nel 2022 per la cerimonia di chiusura dei XIII Giochi Paralimpici invernali a Pechino, per la finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico di Roma, nel 2023 per la Supercoppa femminile e il 2 giugno 2025 per la Festa della Repubblica ai Fori Imperiali.
Nel corso della chiacchierata con i giornalisti, l’artista ha spiegato di essere in difficoltà nel parlare delle esibizioni altrui e nel dover commentare i paragoni che vengono fatti dalla stampa tra lei e i colleghi: “Mi sento sempre molto a disagio quando mi mettono a confronto con altri artisti perché credo che questa cosa non faccia altro che crearmi delle antipatie”. E ha continuato spigando che lei, che avrebbe voluto essere come gli altri, si è sempre stata trovata relegata “in un posto diverso, che mi ha sempre reso un po’ sola, e questo mi dispiace tantissimo. Quindi i paragoni, sia in senso positivo che in negativo non mi piacciono mai”.
Il messaggio in difesa di Laura Pausini
Durante l’intervista poi Arisa ha difeso la performance di Laura Pausini a San Siro, sottolineando come in quel caso l’inno nazionale sia stato personalizzato, così hanno fatto anche in passato tante altre artiste internazionali: “Non so se vi è capitato di assistere all’inno nazionale fatto da Beyoncé o l’inno nazionale fatto da Whitney Houston o fatto da Lady Gaga. Anche quelli sono stati inni personalizzati. Non possiamo pensare a Laura Pausini come un’artista solamente italiana. Lei è una grande artista internazionale, quindi le si può concedere di fare le cose a modo suo”.
La cantante ha poi aggiunto che le sue esecuzioni dell’inno invece sono state più classiche, più vicine all’originale e simili a quelle di molti altri colleghi: “Io sono molto elementare nel mio modo di cantare, non ho altra scelta se non rispettare le canzoni per quello che sono originalmente. Perché io quello che ha fatto Laura Pausini, visto che stiamo parlando di lei, non l’avrei saputo fare. Lei è un’artista che ha una vocalità incredibile, che ha girato il mondo, che ha espresso la sua grandezza attraverso un canto, un’interpretazione dell’inno unica”.