Anya Taylor-Joy al Gran Premio con il corsetto vintage d’archivio (quasi impossibile da trovare)

Al Gran Premio del Giappone, Anya Taylor-Joy sceglie un corsetto vintage d’archivio e trasforma il paddock in una passerella contemporanea

Foto di Ilaria di Pasqua

Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

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La Formula 1 non è più solo velocità, strategia e adrenalina. Sempre più spesso, tra un pit stop e una curva stretta, si gioca un’altra partita: quella dello stile. E nel paddock del Gran Premio del Giappone, tra tute tecniche e outfit studiati al millimetro, è stata Anya Taylor-Joy a prendersi tutta la scena — senza bisogno di alzare la voce.

Arrivata a Suzuka per la promozione di Super Mario Galaxy Movie insieme ai co-protagonisti Jack Black e Chris Pratt, Anya ha fatto qualcosa di molto semplice, ma per nulla scontato: ha scelto un pezzo vintage d’archivio. E non uno qualsiasi, ma uno di quelli che non si trovano, non si replicano, non si dimenticano.

Anya Taylor-Joy e il corsetto vintage d’archivio che cambia le regole

Il cuore del look è un corsetto in pelle che ha tutto il sapore della moda d’archivio più pura. Un capo strutturato, costruito per scolpire la silhouette, con una zip frontale che segue la linea del busto e una serie di pannelli cromatici che lo rendono immediatamente riconoscibile. Il nero fa da base, ma è interrotto da inserti grafici in rosso, blu e giallo che disegnano il corpo come se fosse un’opera tecnica.

Anya Taylor-Joy al Gran Premio del Giappone con corsetto vintage colorato e pantaloni in pelle nera
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Anya Taylor-Joy al Gran Premio Giappone

È un corsetto che non cerca di essere “bello” nel senso più tradizionale del termine. È deciso, quasi aggressivo nella sua costruzione. Ha una rigidità che richiama l’abbigliamento motociclistico, ma allo stesso tempo mantiene una precisione sartoriale che lo colloca in un’altra categoria: quella dei pezzi da collezione.

Ed è qui che entra in gioco la vera chiave del look. Non è solo vintage. È vintage d’archivio, proveniente dalla collezione primavera estate 1991 di Jean Paul Gaultier. Un pezzo che oggi vive in un circuito ristretto, fatto di stylist, collezionisti e archivi moda. Tradotto: non è qualcosa che si compra, è qualcosa che si trova — se sei fortunata.

Anya Taylor-Joy lo indossa senza renderlo “costume”. Lo porta in modo naturale, quasi disinvolto, come se fosse il capo più semplice del mondo. Ed è proprio questo il punto: rendere accessibile qualcosa che accessibile non è.

Anya Taylor-Joy primo piano con occhiali ovali e corsetto vintage al Gran Premio del Giappone
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Anya Taylor-Joy al Gran Premio Giappone

Anya, Lewis Hamilton e il paddock che diventa passerella

Nel paddock, Anya Taylor-Joy viene fotografata accanto a Lewis Hamilton, da tempo uno dei nomi più interessanti quando si parla di stile in Formula 1. Lui sceglie un approccio opposto: felpa rossa firmata Ferrari, denim morbido, silhouette rilassata. È un look più street, più immediato, ma comunque riconoscibile. Il contrasto tra i due funziona proprio perché è netto. Da una parte, un’estetica costruita su pezzi rari e ricerca stilistica. Dall’altra, una sicurezza più casual, che gioca su volumi e layering.

Accanto a loro, Malcolm McRae, marito di Anya Taylor-Joy, opta per una camicia color avorio e pantaloni sartoriali. Pulito, leggero, quasi in sottrazione rispetto alla scelta della moglie. E anche qui, nessun tentativo di coordinarsi a tutti i costi. Ognuno resta nel proprio registro.

Anya Taylor-Joy nel paddock del Gran Premio del Giappone con corsetto vintage e pantaloni in pelle accanto a Lewis Hamilton
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Anya Taylor-Joy e Lewis Hamilton al Gran Premio Giappone

Ed è interessante perché racconta qualcosa di più ampio: il paddock non è più solo uno spazio tecnico. È diventato un luogo di esposizione, una sorta di passerella contemporanea dove piloti, celebrity e addetti ai lavori costruiscono un’immagine precisa.

Negli ultimi anni, questo processo è diventato sempre più evidente. Figure come Alexandra Saint Mleux — compagna di Charles Leclerc — hanno trasformato la presenza nel paddock in un esercizio di stile continuo, diventando vere e proprie It Girl. Lo stesso Lewis Hamilton ha costruito un legame sempre più forte con il mondo della moda, portando in pista una visione personale, lontana dagli stereotipi. E allora il Gran Premio smette di essere solo sport e diventa anche racconto visivo. Un contesto in cui ogni scelta, anche la più piccola, contribuisce a definire un’identità.